Utente 388XXX
Gentili Dottori,

a seguito della comparsa di una varice all'altezza del polpaccio (circa 3 mesi fa) e della insorgenza di senso di pesantezza, formicolii, e talvolta di dolore localizzato (circa 1 settimana fa) ho eseguito un ecocolordoppler agli arti inferiori. Il responso è il seguente:

"insufficienza di tutta la grande safena sinistra (crosse compreso) dall'origine, fino al terzo distale (II e anche III grado). Normali pervi e continenti i restanti assi venosi superficiali e profondi".

avrei da chiedere alcune precisazioni:
1) fino ad 1 settimana fa la safena era pressochè asintomatica, possibile che una situazione così "grave" si sia evoluta in così poco tempo?

2) l'intervento chirurgico è consigliato nel mio caso?

3) posso continuare nell'attesa dell'intervento a praticare sport, in particolare ciclismo a livello amatoriale?

Grazie per l'attenzione, saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
può accadere che la sintomatologia di una insufficienza venosa sia progressiva e ben tollerata per lungo tempo, soprattutto in soggetti di sesso maschili e dediti ad attivitá sportive, salvo poi raggiungere anche acutamente una fase di scompenso in particolari condizioni (calore, sforzo fisico, ecc.).
Pur non essendo corretto porre indicazioni chirurgiche a distanza, la Sua condizione sembrerebbe comportare inevitabilmente un trattamento di questo tipo.
Il ciclismo non è lo sport più indicato: andrebbero in ogni caso evitati i percorsi in salita o che comportino sforzo eccessivo,
[#2] dopo  
Utente 388XXX

Iscritto dal 2015
Grazie dottore per la velocità della risposta.
Approfitto della sua gentilezza per chiederle se il fatto che il crosse sia interessato da insufficienza è una complicazione all'intervento chirurgico.
Inoltre quali sport consiglia pre e post intervento? Con quale intensità si può tornare all'attività sportiva dopo l'intervento?

Grazie e saluti.
[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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L'incontinenza della crosse non è una complicazione, ma implica l'ineluttabilità di un intervento.
Gli sport più indicati sono quelli a corpo libero preferibilmente in acqua. Vanno proscritte le attività contro resistenze (pesi, ecc.).
L'insufficienza venosa nella maggior parte dei casi detiva da una costituzionalità che implica anche per il futuro scelte in tal senso per evitare o minimizzare recidive e progressione delle manifestazioni cliniche.
[#4] dopo  
Utente 388XXX

Iscritto dal 2015
Grazie Dottore,
Nel frattempo ho fatto la visita con il chirurgo vascolare, il quale mi ha consigliato l'intervento di termoablazione della safena, da eseguire nei prossimi mesi. La visita ha inoltre evidenziato un principio di insufficienza anche all'altra gamba.
Mi piacerebbe sapere la sua opinione su questa tecnica di intervento, in particolare per i risultati a lungo termine, vista la mia giovane età.
Grazie ancora e saluti.
[#5] dopo  
Utente 388XXX

Iscritto dal 2015
Buongiorno Gentili Dottori,

sono finalmente giunto ad una settimana dall'intervento di termoablazione della safena, come consigliatomi dal chirurgo vascolare. Dico finalmente perchè nonostante il freddo, i sintomi si stanno sempre più aggravando e le varici presenti nella zona del polpaccio sono sempre più evidenti.
Spero che l'intervento sia risolutivo, almeno per alcuni anni...pur consapevole che avendo iniziato ad avere problemi in giovane età, corro il rischio di avere recidive.
La mia domanda è relativa alla mia professione che mi costringe a stare seduto davanti al computer per parecchie ore al giorno. Ho notato in questi ultimi mesi che i sintomi si aggravano quanto più rimango seduto, mentre se cammino o se faccio blanda attività fisica, la situazione migliora.
Dopo l'intervento mi è stata consigliata una convalescenza di 7 giorni, in relazione al tipo di professione, pensate che sia il caso di prolungare questo periodo?
Durante la convalescenza, visto anche il periodo invernale, oltre alle camminate, pensate che possa essere utile fare un pò di cyclette senza carico per riattivare la circolazione?
Se inoltre qualcuno potesse rispondere anche alla mia precedente domanda sulla tecnica della termoablazione ne sarei grato.
Grazie e saluti.
[#6] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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La termoablazione (con laser o con radiofrequenza) è una metodica che, nelle dovute indicazioni, sta ottenenedo il favore di molti flebologi ed effettivamente consente di ottenere ottimi risultati a fronte di una invasività decisamente inferiore ripsetto allo stripping classico e con sequele più limitate (ematomi, ecchimosi, ecc.)
Per quanto attiene alle altre sue richieste di chiarimento è opportuno che sia il Chirurgo operatore a fornirgliele.

Le accludo un articolo che potrebbe esserLe utile:
http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-vascolare-e-angiologia/547-cura-ambulatoriale-vene-varicose-radiofrequenza.html
[#7] dopo  
Utente 388XXX

Iscritto dal 2015
Buonasera Dottore,

venerdì scorso ho subito l'intervento di safenectomia come sopra discusso. Il chirurgo tuttavia al momento dell'intervento ha optato per la tecnica della schiuma sclerosante anzichè della termoablazione. Avendo chiesto il mio consenso in sala operatoria, quando ovviamente il paziente non ha la tranquillità per poter fare domande e valutare le risposte, mi sono affidato alla sua decisione senza pensarci più di tanto.
Chiedo cortesemente un consulto a posteriori sulla tecnica adottata, sulle recidive e sull'efficacia della mousse sclerosante.
Riporto qui di seguito la dicitura della mia lettera di dimissione:

"ablazione breve vena grande safena con schiuma sclerosante e varicectomie".

Mi lascia perplesso soprattutto il termine ablazione breve, visto che sul mio ecocolordoppler si parlava di insufficienza di tutta la grande safena sinistra (crosse compreso) dall'origine, fino al terzo distale (II e anche III grado). Normali pervi e continenti i restanti assi venosi superficiali e profondi.

grazie e saluti
[#8] dopo  
Utente 388XXX

Iscritto dal 2015
Aggiornamento:

appena andato al controllo ad una settimana dal precedente intervento, la safena si è chiusa solo parzialmente e sono stato sottoposto ad una nuova seduta di scleromuosse. Il chirurgo non mi ha assicurato che quest'ultima applicazione sia quella definitiva ed anzi mi ha ventilato l'ipotesi di dover intervenire con tecnica di termoablazione. Ovviamente sono un pò spiazzato.
Cosa ne pensate?

Grazie.
[#9] dopo  
Utente 388XXX

Iscritto dal 2015
Ulteriore aggiornamento della mia situazione:

a seguito del fallimento anche della seconda seduta di scleromuosse, sono stato sottoposto a nuovo intervento chirurgico questa volta con tecnica di radiofrequenza. Il decorso post-operatorio è stato regolare e ad una settimana dell'intervento la vena è risultata correttamente chiusa.

porto la calza elastica come consigliato dal chirurgo nelle ore diurne e la tolgo di notte.

I sintomi purtroppo non sono scomparsi, anzi in questi ultimi giorni (siamo a 15 giorni dall'intervento) sembrano essere tornati esattamente come prima dell'intervento. Il fastidio che avverto è sempre lo stesso: se sto seduto per più di 1 h, sento la gamba che si gonfia.

Secondo voi medici c'è possibilità che la vena si sia parzialmente riaperta? Oppure i sintomi scompariranno col tempo?

Grazie e Saluti.