Utente 389XXX
Chiedo un consulto per mia madre (66 anni), la cui situazione è molto complicata.
La scorsa settimana le è stato diagnosticato un tumore al colon ascendente (12 cm), ma parallelamente ad essa è emersa una complicanza di natura embolitica. Da anni aveva un trombo alla vena della gamba destra (mai curato per negligenza), che, combinato agli effetti del tumore, ha fatto emergere questo problema al polmone.
Ora, il punto è che il chirurgo privato al quale ci siamo rivolti ritiene molto pericoloso operarla in queste condizioni, su consiglio anche dei medici dell'ospedale dove è attualmente ricoverata. D'altro lato, se c'è ancora una speranza che il male non si sia diffuso (la TAC è pulita), bisogna intervenire d'urgenza. Si era profilato di ricorrere ad un filtro cavale, ma non tutti i medici sono concordi sulla sua efficienza.
Da alcuni giorni, le stanno effettuando degli anticoagulanti per la trombosi ed è la cura corretta, senonchè richiede molto tempo, cosa che non abbiamo.
Adesso, in attesa di trasferirla in una casa di cura privata per l'intervento, dall'ospedale vorrebbero dimetterla ed affidarne la gestione di trombosi a noi familiari (del tutto ignoranti in ambito medico).
L'impressione è che l'ospedale si voglia "lavare le mani" del problema e che il chirurgo privato non avendo possibilità di visionare il paziente nella struttura privata sia necessariamente impedito nella sua funzione.
Ora: gestire una terapia anticoagulante (due punture) è fattibile da non esperti in materia?
è meglio lasciare mia madre ricoverata in ospedale fino al trasferimento in struttura privata?
Come accelerare per arrivare all'operazione?
Spero in un indicazione, perché è una situazione urgente, l'impressione è di trovarsi in mani tutt'altro che affidabili e.... non sappiamo da che parte muoverci.

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Dr. Maurizio Cecchini
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Iscritto dal 2009
il Collega di chirurgia generale mi scuserà la
mia parziale intromissione
nelle malattie
neoplastiche spesso si ha la complicanza trombotica che va trattata con eparina a basso peso molecolare in vista dell intervento chirurgico
dal momento che penso che la paziente sia ricoverata presso l ospedale
della mia città ,ritengo che la decisione di operarla in ambiente privato sia una vostra libera scelta
in altre parole i colleghi che hanno sua madre in cura non ....si lavano le mani di sua madre.... ma le avranno detto che se voi avete deciso per una struttura privata riguardo all intervento è
opportuno eseguire terapia antitrombotica a domicilio in attesa dell intervento stesso.
cosa che è eseguita in tutti i paesi del mondo a domicilio da parte del paziente stesso o dei familiari
la
saluto
cecchini