Utente 833XXX
Salve. Sono un ragazzo omosessuale di 32 anni. Da circa tre convivo con un fastidioso e spero non grave disturbo che si verifica in seguito a eiaculazione e che, dato il suo perdurare, comincia a darmi qualche preoccupazione.
Tre anni fa per l’appunto ho avuto il mio primo rapporto sessuale completo con un ragazzo della mia stessa età, rapporto durante il quale per la prima volta ho subito una penetrazione anale. Durante la penetrazione, che per le conseguenze avute è rimasta l’unica, ricordo chiaramente di aver provato una brevissima sensazione di dolore, in conseguenza della quale si è verificata una eiaculazione non preceduta da orgasmo, con la secrezione di sperma o più probabilmente del solo liquido seminale. Era la prima volta che mi capitava qualcosa del genere. Il mio partner mi disse che durante una penetrazione anale era qualcosa che poteva capitare. Credo di aver capito solo dopo che il pene, facendo pressione contro le pareti del retto, aveva verosimilmente compresso la prostata e provocato la fuoriuscito di tale liquido senza accompagnamento di orgasmo. Nei mesi successivi a tale rapporto ho riscontrato diversi disturbi: esaurita la minzione e asciugato il glande riscontravo, a distanza di qualche secondo, la fuoriuscita di gocce d’urina senza alcuno stimolo o preavviso; il rimanere seduto su una sedia a lungo mi causava insofferenza, a causa di una sensazione di “infiammazione/gonfiore” nell’aerea perineale (questo succede ancora oggi, ma in misura minore); al raggiungimento dell’orgasmo la libido risultava “disturbata” da una sensazione fastidiosa contemporanea alle contrazioni della prostata che accompagnano la fuoriuscita e l’espulsione dello sperma, proprio come se la parte coinvolta in quell’azione, la prostata appunto, fosse indolenzita e risentisse pertanto negativamente delle sollecitazioni a cui veniva sottoposta. Tengo a precisare che in nessun caso questi sintomi sono stati accompagnati da bruciore o dolore, ne che si è mai riscontrata fuoriuscita di sangue.
A causa del perdurare di tali sintomi decidetti di effettuare una visita urologica, in cui però, per l’imbarazzo, ho sottaciuto la vera causa dei disturbi, adducendoli ad una forte botta ricevuta dal sellino della mia bicicletta non essendomi accorto di una buca nell’asfalto. Tale visita urologica è consistita in due fasi: una prima in cui si è proceduto alla classica ispezione manuale del retto; una seconda in cui si è proceduto ad una analisi delle urine e del liquido seminale per accertarsi che non fossero presenti batteri. Tutti questi esami sono risultati negativi. L’urologo spiegò i suddetti sintomi come la conseguenza di una infiammazione della muscolatura perineale (le cui terminazioni, mi disse, raggiungono anche la prostata) conseguenza del trauma subito e mi prescrisse degli antiinfiammatori e riposo assoluto. In effetti, dopo circa 3 mesi, durante i quali ho cercato di avere quanto meno eiaculazioni possibili, la maggior parte dei sintomi su descritti è scomparsa.
Ad oggi però continuo a provare una leggerissima sensazione di “gonfiore/calore/infiammazione” (è difficile spiegarlo bene, non si tratta comunque mai di bruciore o dolore) in seguito a eiaculazione. Questa sensazione la riscontro solo in seguito a più eiaculazioni ripetute per più giorni (ad esempio, dopo 3-4 giorni in cui ho almeno una eiaculazione al giorno comincio ad avvertire questo sensazione anomala, che passa da sola se mi astengo per almeno altri 3-4 giorni). Il problema principale è che, in conseguenza del verificarsi di questi sintomi, la libido si riduce notevolmente. Io me lo spiego come un meccanismo di autodifesa del corpo: dato che qualcosa si “infiamma”, il desiderio sessuale si riduce per evitare che in seguito ad ulteriori eiaculazioni questo stato “infiammatorio” possa peggiorare. E’ una condizione non normale (dove la normalità implicava la possibilità di avere più eiaculazioni consecutive anche in uno stesso giorno senza alcuna conseguenza), che mi preoccupa un po’ dato che persiste ormai da qualche anno e soprattutto che non mi permette di vivere normalmente la mia vita sessuale, vista la riduzione del desiderio che ne consegue.
Oltre alla suddetta visita urologica ho di recente eseguito anche una visita proctologica, dalla quale non è emerso assolutamente nulla di anomalo. Spiegati i sintomi, il proctologo ha risposto dicendo che al 90% questi problemi sono causati dalla prostata e mi ha consigliato una visita andrologica o urologica.
Di che tipo di disturbo potrebbe trattarsi? Che tipo di visita o di esami mi consigliate?
Grazie mille

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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NAPOLI (NA)
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Caro Utente,'a naso",propenderei pernuno stto congestizio/infiammatorio dell'apparato uro-genitale,probabilemente precedente all'inizio della vita sessuale coitale.Si rivolga con serenita' ad un andrologo che,dopo averLa visitata,Le consigliera' gli esami colturali e strumentali idonei.Cordialita'.
[#2] dopo  
Dr. Giulio Biagiotti
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ROMA (RM)
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salve.
la prostatite è un evento verosimile e potrebbe spiegare la sintomatologia. spesso tali patologie non sono accompagnate da positività delle analisi microbiologiche.
consulti uno specialista.
cordialmente