Utente 111XXX
Salve,
Circa un mese fa mi sono recata in farmacia perché l'occhio destro si é arrossato , gli altri sintomi erano dolore ,prurito alla sera, secrezione bianca, occhi appiccicati al mattino e fotofobia, il farmacista mi ha dato il Tobradex e mi ha detto di prenderlo per 7 giorni, i sintomi sono scomparsi ma solo per qualche giorno, allora mi sono rivolta al mio medico di base che mi ha prescritto il Nettacin per sette giorni ma la congiuntivite non è passata, perciò mi sono recata dall'oculista che mi ha prescritto sempre il Tobradex per 3 volte al giorno per 5 giorni, 2 volte per altri 5 giorni e 1 volta per altri 3 giorni, mi ha detto di non usare le lenti per un mese e poi di acquistare le giornaliere anziché le mensili, inoltre mi ha spiegato che l'interruzione di Tobradex deve essere graduale altrimenti si presente l'effetto rebound, ( l'ho interrotto all'improvviso dopo 7 giorni per 5 volte al giorno), non vorrei contraddire le parole dell'oculista ma ormai sono passati 10 giorni dall'inizio della cura e nonostante la congiuntivite sia migliorata non è ancora passata definitivamente, la luce mi dà ancora fastidio (sento quasi dolore a volte), sento ancora fastidio vicino alle ciglia soprattutto alla sera e al mattino e c'è ancora un pò di secrezione, non dovrei già essere guarita? Secondo voi dovrei già prendere appuntamento per un'altra visita o aspetto il termine della cura? La mia cura terminerà a metà settimana prossima e sono un pò preoccupata, perché sul foglietto illustrativo del Tobradex c'è scritto che se viene usato per lungo tempo può causare Glaucoma, so che sarei dovuta andare dall'oculista fin dall'inizio ma l'attesa per fissare una visita era di almeno tre settimane.
Grazie
[#1] dopo  
Dr. Luigi Marino
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leggo alcune sue affermazioni

"mi sono recata in farmacia perché l’occhio destro si é arrossato

farmacista mi ha dato il Tobradex e mi ha detto di prenderlo per 7 giorni”


il medico oculista :
mi ha detto di non usare le lenti per un mese e poi di acquistare le giornaliere anziché le mensili,

sue domande

1)Non dovrei già essere guarita?

risposta
il suo approccio ad un problema specialistico e’ completamente ERRATO
dapprima senza una diagnosi
e senza alcuna valutazione clinica lei assume un collirio molto buono ma a base di cortisone e di un antibiotico aminoglicoside

passa del tempo e va dal medico di base
che le prescrive un altro collirio antibiotico


poi va infine dal medico oculista , al quale spero abbia raccontato di aver iniziato un farmaco consigliato dal farmacista e di fatto autoprescritto


2) Secondo voi dovrei già prendere appuntamento per un’altra visita o aspetto il termine della cura?

risposta
se non sta guarendo
valuti di correggere i suoi comportamenti
sta ancora utilizzando lenti a contatto?
ha cambiato palestra o luogo di lavoro?
si sta ancora truccando?
ha animali in casa ?

3)La mia cura terminerà a metà settimana prossima e sono un pò preoccupata, perché sul foglietto illustrativo del Tobradex c’è scritto che se viene usato per lungo tempo può causare Glaucoma,


risposta

E’ lei che sta assumendo il TOBRADEX da molto tempo senza una valutazione clinica oculistica e

se invece avesse avuto una crisi di ipertono oculare

il collirio che le ha dato il farmacista era quello giusto?

4)so che sarei dovuta andare dall’oculista fin dall’inizio ma l’attesa per fissare una visita era di almeno tre settimane.

risposta

gli occhi sono i SUOI e ne ha solo due
a Varese c’e’ un ottimo ospedale con un validissima CLINICA OCULISTICA
con un servizio di pronto soccorso
quindi se si ha un problema oculare si va dal medico oculista

se ci vuole del tempo per la prenotazione si reca al pronto soccorso
si fa visitare
abbiamo una diagnosi appropriata ed iniziamo la TERAPIA GIUSTA e mirata
soprattutto in una portatrice di lenti a contatto.
Lei ogni quanto esegue una visita oculistica?

a mio parere lei ha una sindrome da abuso di lenti a contatto
il nostro sito e’ pieno di consulti, risposte e linee guida per il corretto utilizzo di una protresi oculare.


lei va molte volte dal farmacista e non dal medico

ma questa scorciatoia non e’ sempre valida

e come questa volta

non essendoci stata una giusta diagnosi

non vi e’ stata terapia mirata


vada in clinica oculistica a Varese

trovera’ tutti i medici oculisti a sua Disposizione

il direttore della

clinica oculistica

PROF CLAUDIO AZZOLINI

e’ un docente che il mondo ci invidia...

buona domenica

[#2] dopo  
Dr. Ruggiero Paderni
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Gent.ma,

Talvolta le congiuntiviti infettive possono essere ostiche da trattare, possono cronicizzare e, in alcuni casi, sovrapporsi a quadri di blefaro-congiuntivite allergica. Sono certo che il Suo oculista avrà valutato in maniera opportuna il quadro clinico.
Potrebbe essere utile eseguire, qualora persistessero i sintomi, un tampone congiuntivale che consentirebbe di identificare l'agente patogeno specifico e la relativa cura appropriata.

Cordialità
[#3] dopo  
Dr. Luigi Marino
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le allego un appunto che trova sul SITO

Rischio infettivo da lenti a contatto

Fattori di rischio di cheratite batterica in soggetti che usano quotidianamente le lenti a contatto

Mentre da parte di molti studiosi vi è stata sempre una grande attenzione sui rischi di cheratite batterica legati all' uso notturno o prolungato di lenti a contatto, Stapleton et all. (p 1516) hanno orientato la loro ricerca sui fattori di rischio legati all’uso giornaliero di lenti a contatto, che rappresentano il 50% degli individui che contraggono questa grave patologia: la chearatite batterica.

In questo studio prospettico di 12 mesi, basato su una popolazione omogenea, condotto in Australia e che ha coinvolto 90 utilizzatori giornalieri di lenti a contatto con moderata e severa cheratite e l'effettuazione di circa 1090 visite mediche oculistiche di controllo, gli autori hanno trovato che:

sia coloro che conservavano le lenti a contatto in contenitori igienicamente scadenti,

sia coloro che procedevano alla sostituzione dei liquidi e dei contenitori raramente

presentavano un enorme rischio di contrarre una forma da moderata a severa di cheratite microbica per questo gruppo di pazienti che usa lenti a contatto tutti i giorni.

Gli autori hanno sottolineato anche che una maggior cura nell’igiene dei contenitori delle lenti, associata un ottimizzazione della pratica di sostituzione frequente dei liquidi conservanti può arrivare a far diminuire del 62% la carica batterica ed il conseguente rischio di infezione.

Altri fattori di rischio sono associati:

all’uso notturno occasionale di di lenti a contatto (quante dimenticanze di toglerle),

al fumo e

alle classi sociali più agiate.

Gli autori concludono che l'informazione e l’educazione dei pazienti sui gravi fattori di rischio associati all’uso di lenti a contatto può ridurre considerevolmente la gravità e la possibile incidenza di queste gravi patologie.



Fonte: il lavoro è stato pubblicato su OPHTHALMOLOGY Volume 119, numero 8, agosto 2012 da Fiona Stapleton e collaboratori. www.aao.org