Utente 397XXX
Buongiorno,
tre anni fa mi sono recata in Tanzania per tre mesi, e qui, nonostante facessi la profilassi con il lariam ho contratto la malaria (vivax) inizialmente è stata "curata" con delle pastiglie di suphradan. Dopo qualche settimana la situazione è peggiorata e hanno deciso di farmi le punture di chinino.
Ora sono sana al 100% ma, nessuno è in grado di rispondere al mio dubbio. L'aver contratto la malaria ha qualche effetto nel tempo? lo scorso anno decisi di iscrivermi all'avis, e solo l'anno scorso al momento della donazione scoprii che non potevo donare il sangue, ma solo il plasma. Mi potreste spiegare perché? cos'è rimasto nel mio corpo? e che ho in più o in meno rispetto a coloro che non l'hanno contratta? nel lungo periodo può avere ripercussioni?
La dottoressa che incontrai al momento della donazione ha fatto solo ipotesi perché non era sua materia.
Premetto che tornata dalla tanzania sono andata al reparto malattie infettive della mia città e dopo diversi accertamenti mi hanno confermato che era tutto ok. Peccato si fossero dimenticati di dirmi che non potevo donare il sangue altrimenti avrei chiesto chiarimenti a loro.
Nella speranza di avere una risposta esaustiva senza ripetizioni (del che cos'è la malaria e di come si contrae ne sono ben a conoscenza),e certa che mi potrete dare maggiori chiarimenti.
Vi porgo i miei più cordiali saluti
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
la precauzione di donare il plasma è giustificata dal fatto che il Pasmodio, come lei dice di sapere bene, si indova negli eritrociti. Oltre che nel fegato (Vivax e Ovale).
La forma da Vivax ha il problema di poter recidivare avendo le forme ipnozoite una fase resistente epatica, per cui in alcuni casi necessita la somministrazione di Primachina.
Se tuttavia è stata visitata in un centro di Medicina tropicale e definita guarita, assuma questa affermazione come un dato di fatto e si tranquillizzi.
Saluti cordiali,
Caldarola.