Utente 598XXX
Gentili dottori.. Circa 15 anni fa sono stato sottoposto (con tecnica chirurgica tradizionale) alla rimozione di un osteoma osteoide (1cm di diametro) in prossimità dell'astragalo del piede sx. Non ho mai più avuto alcun tipo di problema.. da circa una settimana, però, mi sembra di avvertire la stessa sintomatologia algica di allora (certamente ridotta di intensità rispetto al periodo sopracitato, poiché, all'epoca, ne soffrivo da più di un anno). Il mio quesito è questo: c'è il rischio di recidiva dopo più di 15 anni da un intervento che, perlomeno fino a questo momento, si è rivelato efficace e risolutivo? E’ da escludersi come eventualità oppure, anche se rari, casi di "ricadute" possono comunque ripresentarsi?
[#1] dopo  
Dr. Andrea Angelini
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Gentile utente,
l'osteoma osteoide ha delle caratteristiche cliniche e di imaging ben definite..
Nella maggior parte dei casi insorge come dolore, costante, prevalentemente notturno, che recede con l'utilizzo di FANS e peggiora con l'assunzione di alcolici.
Il trattamento tradizionale era rappresentato da un intervento chirurgico "aperto" dove si rimuoveva il nidus della lesione con risoluzione completa. Esiste la possibilità di una recidiva locale, ma generalmente è legata alla persistenza/non completa rimozione del nidus e si manifesta precocemente.
In letteratura (Pubmed) sono descritti rari casi di osteoma osteoide recidivante anche per molti anni, anche se si tratta solitamente di sedi particolari, trattate con termoablazione (metodica di riferimento ad oggi) o tumori maggiormente aggressivi (ad esempio l'osteoblastoma che rappresenta il fratello maggiore dell'osteoma osteoide).
Ritengo improbabile che si tratti di una recidiva a distanza di 15 anni.
Tuttavia sarebbero utili alcuni accertamenti imaging: Rx e Tc del piede; scintigrafia ossea total body.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 598XXX

Iscritto dal 2008
Ok, grazie.. si, purtroppo so bene a cosa fa riferimento quando enuncia la sintomatologia relativa all'osteoma osteoide.. dunque, se ho ben capito, per casi come il mio (intervento chirurgico tradizionale, non termoablazione) in letteratura medica non sono annoverate recidive a distanza di così tanto tempo. Dunque, se persiste il dolore, mi conviene sottopormi ad accertamento strumentale per capire da cosa dipende il sintomo algico che sto avvertendo da una decina di giorni.
Mi scusi se abuso ulteriormente del suo tempo: c'è il pericolo che la sede ossea che già, anni prima, ha ospitato un osteoma, possa a distanza di anni sviluppare un osteoblastoma? O non c'è nessuna contiguità (o rapporto di dipendenza) tra le due neoplasie in questione?
[#3] dopo  
Dr. Andrea Angelini
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Nella mia esperienza (ed anche in riferimento alla letteratura) non ho mai assistito ad una recidiva locale a distanza superiore a 36 mesi.
C'è una correlazione tra osteoma osteoide ed osteoblastoma, tanto è vero che il secondo è anche chiamato osteoma osteoide gigante. Solitamente il nesso riguarda le dimensioni per cui si parla di osteoblastoma quando è maggiore di 2 cm in diametro maggiore considerando che l'istologia è sovrapponibile. Non c'è però una dipendenza diretta. Un osteoma osteoide può crescere fino a divenire un osteoblastoma, ma non recidiva in tale forma.

Le consiglierei di leggere il pdf di un lavoro scientifico che ho scritto sull'argomento e che può trovare gratuitamente al link
http://www.esciencecentral.org/journals/treatment-of-osteoid-osteomas-of-the-foot-a-review-of-cases-2329-910X-2-154.php?aid=33462

A disposizione per ulteriori chiarimenti

Cordiali saluti