Utente 404XXX
Buongiorno, sono una ragazza di 34 anni, e da circa un mese sono stata operata alla vena grande safena dx con la tecnica della termoablazione, a causa di incontinenza della stessa e dopo un episodio di trombo varico flebite al polpaccio. Dopo un recente controllo è risultato che la safena è chiusa per pochi millimetri, a tre centimetri sotto l'ostio safeno femorale, mentre lungo tutto il suo decorso appare aperta ma priva di reflusso (durante l'operazione sono state asportate le vene varicose che si collegavano). Nel punto dove è stata chiusa risulta una tumefazione dura e dolorosa mentre risulta evidente un ematoma che percorre tutta la gamba dove sotto c'è la vena. Volevo sapere se l'operazione consisteva nel chiudere TUTTA la vena e non nel creare questo piccolo tappo, e se deve essere in un futuro ri-operata. Aggiungo che nonostante l'operazione, sia stare in piedi (il mio lavoro) oppure lungamente seduta ho comunque problemi di caviglia gonfia, pesantezza, piede freddo e formicolii. Mi è stato consigliato l'uso di una calza (collant) classe 1, dato che gli stessi problemi di pesantezza sono presenti anche all'altra gamba.
Grazie
Buona giornata
Micaela

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Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
premesso che è indispensabile e corretto un confronto con l'equipe che l'ha tenuta in cura, la persistenza della pervietà dell'asse safenico con assenza di reflusso potrebbe non richiedere ulteriore trattamento almeno per il momento.
L'origine della tumefazione e dell'ematoma non è valutabile da noi a distanza, ma l'evoluzione dovrebbe essere quella di un progressivo riassorbimento.
L'uso della calza elastica è corretto.