Utente 408XXX
Buongiorno,
l'informazione è per mio nipote, 7 anni, 25 kg.
A fine marzo ha avuto un arresto cardiaco, è stato ricoverato in terapia intensiva, il risveglio è andato abbastanza bene.
Dopo vari accertamenti medici, riscontrando una aritmia e una fibrosi, i dottori hanno deciso che la strada migliore è quella di sottoporlo ad un intervento per l'impianto di un defibrillatore cardiaco sottocutaneo.
Difficile reperire notizie in merito on line, non ci sono informazioni circa interventi subiti in età pediatrica.
In questi casi bisogna fidarsi ed affidarsi alla struttura in cui è ricoverato il bambino e ai consigli dei medici che lo hanno in cura.
La famiglia vorrebbe solo avere un secondo parere sul tipo di defibrillatore da scegliere.
E' più consigliabile un defibrillatore interno (posizionato tra la spalla e il cuore), oppure un defibrillatore esterno (posizionato sul fianco)?
Ci sono pro e contro per entrambi, ma dovendo scegliere, quale potrebbe essere la soluzione migliore?

Grazie mille, cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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A mio giudizio, per l'età del bambino, è preferibile l'impianto di un ICD sottocutaneo. Quello classico con cateteri venosi pone alcuni problemi che spostano l'ago della bilancia a favore del sottocutaneo con catetere non inserito nei vasi. L'unico limite di questo tipo di ICD è l'impossibilità a stimolare il cuore con funzione pacemaker, ma evidentemente suo nipote non ne ha bisogno e quindi il ruolo del device sarà quello di "airbag" per le tachiaritmie ventricolari che hanno determinato l'arresto precedentemente.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 408XXX

Iscritto dal 2016
Cortese Dott. Rillo,
la ringrazio per la celerità nel rispondere e per il consiglio.

Buon lavoro e grazie ancora