Utente 311XXX
Buongiorno,

avrei bisogno di una consulenza per la vostra esperienza.

Mio papà si è ammalato nel 05/2014 gli hanno trovato una metastasi cerebrale con tumore primario polmone, asportazione della metastasi cerebrale a giugno 2014, ad agosto ha cominciato con un ciclo di chemio che non ha sopportato.
A settembre gli è venuta una crisi comiziale forte e l'hanno portato presso una struttura perchè non era piu autosufficiente, dopo aver trovato la terapia giusta si è ripreso e tornato a casa dopo quattro mesi.

Poi ha rifatto un ciclo di chemio quest'anno e ha finito a maggio..nel frattempo dalla tac il tumore era leggermente aumentato a livello polmonare quindi l'oncologo a deciso per l'estate di fermarsi.

A settembre gli hanno rifatto la tac ed era un disastro con la presenza di secondarismi ossei (D10), epatici, cerebrali e polmonari.

Adesso lui è stato in ospedale 20 giorni per un ascesso sottomentoniero in sede sottomandibolare.. causato da non si sa che cosa perchè non gli hanno fatto biopsia perchè era un posto delicato...effettuata cura antibiotica e sembra essersi sgonfiato..durante il ricovero ha presentato un fugace episodio comiziale che si è risolto spontaneamente.

Adesso vogliono provare a riprendere le chemio ma sono suscettibili per le situazioni fisiche di mio padre.

In anamnesi: neoplasia polmonare (adenoCa wild-type per EGFR con secondarismi ossei (D10), epatici, cerebrali e polmonari (TAC 09/2016), sottoposta a RT per lesione litica ripetitiva di D10, crisi epilettiche subentranti in esiti di asportazione di lesione ripetitiva di NPL.

Lo so benissimo che il quadro generale è bruttissimo ma secondo la vostra esperienza personale, quanto può sopravvivere un malato cosi?

L'oncologa dove è seguito mi ha detto se gli fanno le chemio un anno salvo complicazioni, se invece non fa le chemio molto meno.

Grazie per la consulenza
Cordiali saluti
[#1] dopo  
Dr. Giovanni Turrisi
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GAGGI (ME)
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La situazione descritta da Lei non è certamente delle migliori... Consiglio, qualora le condizioni fisiche del paziente lo permettono, di effettuare chemio. La sopravvivenza dipende da molti fattori e dalle complicanze che potrebbero verificarsi , pertanto non possono essere interamente valutabili.
[#2] dopo  
Utente 311XXX

Iscritto dal 2013
Buongiorno dottore,
la dottoressa che lo ha in cura, invece delle chemio normali ha optato per le chemio in pastiglie: chemioterapia di 2 linea con Tarceva 150 mg.

Lui aveva effettuato nel 2014 2 cicli di cisplatino+gemcitabina (sospeso perchè non lo sopportava) poi a ottobre 2016 a febbraio 2016 (6cicli) cicspatino + pemetrexed e peremetrexed di mantenimento (4cicli da Febbraio a Maggio 2016) ma la mattia è progredita.

Loro volevano fargli chemioterapia con denosumab 120 mg in endovena ma sospeso per recente ascesso sottomentoniero con infezione da pravolella oralis.

Cosa ne pensa delle chemio in pastiglie?io sono un po scettica...

Grazie
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Turrisi
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GAGGI (ME)
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Iscritto dal 2013
Il farmaco da Lei indicato ( erlotinib - Tarceva ) , è farmaco di 2a linea e manifesta maggiore efficacia in combinazione con Gemcitabina. Nel caso specifico bisogna valutare il beneficio nel breve-medio tempo.