Utente 888XXX
Mio figlio di 16 anni si è tagliato profondamente impattando su vetro, la parte superiore dell'indice della mano, tra la 2 e 3 falange. Portato al pronto soccorso (il più importante del sud Italia...) gli è stata cucita la ferita con una dozzina di punti. Prima di chiudere la parte, il medico ha visto, sollevando la pelle, del tessuto biancastro danneggiato (ed ha chiesto conferma ad un collega ortopedico per verificare si trattasse di parte del tendine estensore e non di un residuo di pezzetto di vetro o altro). Ci ha quindi diagnosticato una parziale lesione del tendine ed ha ricoverato mio figlio . Il dito comunque si estende normalmente, seppur con il dolore complessivo della ferita. Dopo aver fatto la radiografia (nessun trauma) l' ortopedico di turno ha ridicolizzato il primo collega affermando che non c'è nessun problema al tendine (questo ha potuto solo verificare che il dito si muove correttamente) e mi ha consigliato di tornare a casa senza immobilizzare il dito (cosa che ha detto di fare il primo). A questo punto ho deciso di andare a casa e, consigliato da un amico medico di somministrare un antibiotico per poi fare una ecografia tra qualche giorno. Adesso mi chiedo, a parte l'increscioso episodio, chi dei due medici andava seguito : il dito va immobilizzato oppure no tenendo conto che si muove apparentemente bene? Occorrerà fare un intervento? Grazie.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Umberto Donati
40% attività
16% attualità
20% socialità
BOLOGNA (BO)
Rank MI+ 76
Iscritto dal 2007
La lesione del tendine, vista l'ampia ferita (12 punti!), va diagnosticata guardandolo direttamente: un deficit COMPLETO dell'estensione dell'ultima falange si ha solo in presenza di una lesione COMPLETA. Se la lesione è parziale la continuità del tendine è mantenuta, anche solo per un filino di tendine, e quindi anche il movimento. In sintesi, la conservazione del movimento non solo non esclude la lesione, ma non consente di sapere quale estensione abbia la lesione stessa. Il problema è che se la porzione tendinea indenne è molto ridotta, consentire il movimento può provocare il completamento della lesione. Faccio fatica a dare un parere nel Suo caso specifico ("occorrerà un intervento?"), non avendo visto il tendine; posso dire come mi comporto io in genere: ispeziono la ferita, anche allargandola se occorre, suturo il tendine qualsiasi sia l'entità della lesione, regolo l'immobilizzazione in base all'estensione della lesione (da 3 a 6 settimane),prescrivo una profilassi antibiotica per tre giorni, rivedo il paziente a 4 -12 giorni e al momento della rimozione della stecca (se necessario con un controllo intermedio). Non so se l'ecografia riuscirà a dare una risposta, vista la presenza della ferita. Aggiungo che se la ferita è molto vicino all'unghia un tessuto biancastro potrebbe essere la matrice dell'unghia, e non necessariamente il tendine, e quindi senza problemi di movimento. Per prudenza, comunque, terrei il dito fermo con una stecca in leggera flessione.
Spero di essere stato esauriente e di non averLe aumentato la confusione.
Ci faccia sapere quale sarà l'evoluzione
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 888XXX

Iscritto dal 2008
Grazie per la risposta, chiara ed esauriente. L'unica precisazione che voglio farle è che ho sbagliato ad indicare la posizione della ferita : tra 1 e 2 falange, non tra 2 e 3. Quindi, il tessuto biancastro è sicuramente il tendine o potrebbe essere tessuto connettivo?
Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Umberto Donati
40% attività
16% attualità
20% socialità
BOLOGNA (BO)
Rank MI+ 76
Iscritto dal 2007
Il "tessuto biancastro" a quel livello è quasi certamente tendine; bisogna vedere quale parte, essendoci a quel livello più strutture, ma anche se era la superficie del tendine indenne o se era la sezione del tendine.
Cordiali saluti