Utente 429XXX

Buon giorno,
Io nel 2013 ad ottobre ero caduto in moto, e nel colpo avevo accusato un dolore al polso destro allora ero andato al pronto soccorso e mi avevano fatto una lastra e non avevano riscontrato alcuna frattura.

A giugno del 2015 sono caduto giocando a calcio ho fatto le lastre e hanno riscontrato una frattura scomposta dello scafoide, però erano già presenti sintomi di pseudo artrosi, e segni di una frattura precedente (riconducibile alla caduta in moto). Nel mese di luglio mi hanno operato al CTO di milano mettendomi una vite di sintesi. Ho continuto però ad accusare dolori, e limitazioni nei movimenti, mi è stato detto che era normale e che sarebbe passato nel tempo. A maggio 2016 ho fatto nuove lastre, si è riscontrato che non c'è stato nessun segno di calcificazionio e bisognava quindi essere sottoposti a un altro intervento. Il chirurgo mi ha detto vista la situazione non cambiava niente se avessi aspettato qualche mese a essere operato. Alla fine ho lasciato scorrere un po' il tempo, dato che nonostante la situazione riuscito ancora a svolgere attività quotidiane anche se con limitazioni.

Ho fatto una visita a dicembre, mi hanno detto di tornare a fine gennaio, da fine gennaio dato le lunghe attese per l'operazione sono finito a fine aprile. Nel frattempo ho sentito altri chirurghi, ma ho ricevuto da ognuno un parere contrastante io adesso non so più cosa fare.

Uno mi ha detto che avrebbe tolto la vite e messo un innesto dal radio più un altra vite di sintesi.

Un altro mi ha detto che concordava nel togliere la vite, ma diceva che è impossibile rimettere un'altra vite di sintesi perchè non c'è fisicamente spazio e dice che verrebbe una frittatta, optava per innesto da cresta illiaca e operazione alla Matti-Russe.

L'ultimo da cui sono andato, si è messo le mani nei capelli, mi ha detto che è uno dei peggiori casi che ha visto nella sua carriera, e non capiva francamente come suoi colleghi avessero potuto farmi temporeggiare così tanto e che la vite aveva così rotto parti anche la ''testa'' dello scafoide che prima non era rotta. E per lui l'operazione con innesto e un altra vite era impensabile, e mi ha proposto di Togliere la parte inferiore dello scafoide mettere una ''protesi'', me l'ha mostrata era simile ad un oliva, ha detto che vengono fatte in francia nelle centrali nucleari e mettere la pappa di piastrine per farla legare con la parte superiore dello scafoide. (Operazione che andrebbe fatta in privato)

Tutti e tre hanno visto le medesime radiografie e tac, oggi ho fatto nuove radiografie (da cui vedo io da ignorante che quesi metà vite è fuori dallo scafoide e ho infatti il polso quasi bloccato), come posso mostrarvi i raggi di oggi?.
Il problema più grande è che ora non so cosa fare, non capisco come ognuno mi proponga soluzioni completamente diverse. Mi servirebbe il nome di qualche dottore che opera solo scafoide o in grado di darmi una soluzione, dato che ho 20 anni e vorrei tornare a usare il polso.
Grazie

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Dr.ssa Marina Faccio
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Buongiorno,
le fratture di scafoide esitano non raramente in complicanze, tra cui la pseudoartrosi (mancata consolidazione della frattura). Lo scafoide presenta infatti una vascolarizzazione particolare, soprattutto per quanto riguarda la sua porzione più prossimale, cioè più vicina al polso, che rappresenta uno tra i fattori di rischio per la mancata guarigione della frattura. Sono diverse le possibilità chirurgiche che si presentano in caso di una pseudoartrosi di scafoide. E’ indispensabile quindi, oltre ad un accurato esame clinico generale e specifico, effettuare delle indagini strumentali (rx, tac e rmn) per valutare le condizioni residue dello scafoide e delle articolazioni del polso e, di conseguenza, prendere la decisione chirurgica più adeguata. Le opzioni che le sono state proposte dai vari chirurghi che l’hanno visitata, sono tutte potenzialmente valide. Si tratta quindi di esaminare accuratamente le condizioni cliniche e strumentali del suo polso per cercare la soluzione chirurgica più adeguata al suo caso.
Saluti