Utente 448XXX

Buongiorno,
Ho 59 anni, in seguito ad una banale caduta, si è rivelata in corso la seguente patologia: iperpressione femororotulea esterna che mi causa dolori (sarebbe più esatto dire bruciori) alle ginocchia. Tali dolori inizialmente interessavano solo il ginocchio destro, ma ora si sono estesi anche a quello sinistro e mi impediscono di camminare. La risonanza magnetica al ginocchio destro (quello interessato dalla caduta originaria) ha dato il seguente esito:

Edema della spongiosa di significato traumatico contusivo osseo in sede anteriore a livello del piatto tibiale, senza immagine dei profili corticali.
Ridotto lo spessore cartilagineo femoro-tibiale sia nel comparto mediale che laterale senza attuali segni di sofferenza dell’osso subcondriale.
Entrambe le fibrocartilagini meniscali si presentano alterate nel segnale come per fenomeni degenerativo – meniscosici, rilievo più evidente in corrispondenza del corno posteriore del meniscomediale senza delimitazione attuale di immagini di rottura a tutto spessore nel suo contesto.
Continui ed inseriti i legamenti del centrale.
Indenni da lesioni i legamenti collaterali.
Segni di entesite inserzionale sulla rotula del tendine rotuleo e del tendine del muscolo quadricipite.
Grave artrosi femoro-rotulea con iperpressione esterna rotulea, scomparsa della cartilagine articolare femoro-rotulea sul versante esterno, estese aree di edema della spongiosa da sofferenza dell’osso. Minima falda di versamento intrarticolare.

Questa patologia si è ora estesa anche al ginocchio sinistro. Vorrei conoscere, se è possibile un vostro parere:
1) Per conoscere i passi che dovrò fare prossimamente.
2) In particolare per sapere se è preferibile rivolgermi ad un ortopedico oppure ad un fisiatra, dato che il mio medico di base, che alla fine mi ha consigliato di rivolgermi ad un fisiatra, ha tentennato un po’ tra le due alternative.
Cordialità.

[#1] dopo  
Dr. Emanuele Caldarella
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Gentile signora,

credo sia opportuna la valutazione presso un ortopedico. Sebbene una semplice iperpressione femoro-rotulea sia preferibilmente appannaggio del fisiatra, qui la situazione mi sembra un po' più delicata: non soltanto c'è un edema da impatto tibiale che merita di essere analizzato a fondo, probabilmente legato alla caduta, ma si parla anche di "grave artrosi femoro-rotulea". Ma che significa "grave"? Solo l'esame clinico dell'ortopedico può aiutarLa a capire se siano sufficienti terapie non invasive o se sia necessario pensare a delle infiltrazioni, o addirittura ad una procedura di tipo chirurgico.
Questo perché l'artrosi, sebbene quando iniziale o moderata possa essere efficacemente trattata conservativamente, quando particolarmente grave ha una indicazione di tipo chirurgico. Dato che Lei è giovane sarebbe opportuno capire se davvero ci potrà essere in futuro una indicazione ad un intervento protesico, ma soprattutto se c'è la possibilità di fare un intervento a ridotta invasività, magari lavorando solo sul comparto femoro-rotuleo con una protesi monocompartimentale e non procedendo ad una protesi totale.
Non la voglio spaventare, non è affatto detto che si debba arrivare a tanto, ma la possibilità c'è, e purtroppo la risposta a tutte queste domande può venire solo da una valutazione con un ortopedico.

Le giro un articolo in cui si parla dell'artrosi al ginocchio e sono descritte le protesi di cui Le ho parlato

http://www.medicitalia.it/minforma/ortopedia/585-artrosi-ginocchio-gonartrosi-protesi.html

Distinti saluti