Utente 453XXX
Scrivo per mio padre, 83 anni.

Anamnesi: Impianto di due stent su CDx nel 2010 e 1 stent su CDx nel 2013. Aneurisma aorta ascend. (51mm) invariato negli ultimi 4 anni. Ipertensione in buon controllo, displipidemia, non diabete, ex fumatore. Peso kg.72. altezza 1.70. Episodi di FAP.

Ultimo ecg
Esame eseguito in corso di numerosi extrasistoli ventricolari. Ventricolo sx dilatato e rimodellato (diam diast. 6,3 cm - massa 340 gr. - volum. diast. 201 ml) con spessori parietali aumentati (spess. paret. post. 1,2 cm - spess. sett IV 1,2 cm). Performance sistolica globale lievemente ridotta con ipocinesia globale (FE 45%). Atrio sinistro dilatato (diam. 5,8 cm - vol. sist. 106 ml). Ectasia del setto interatriale destro-convessa, in assenza di shunt. Thetering dei lembi valvolari mitralici, con rilievo al color doppler di insufficienza valvolare di grado severo e jet di rigurgito concentrico.
Radice aortica sclerotica e dilatata. Aneurisma dell'aorta ascendente (5,2 cm). Valvola aortica tricuspide, con semilunari che conservano normale movimento di apertura e rilievo al color doppler di insufficienza valvolare di grado moderato, con jet di rigurgito eccentrico. Sezioni destre dilatate, con normale cinesi della parete libera del ventricolo destro. Atrio destro dilatato. Insufficienza tricuspidalica lieve-moderata. PAPs stimata 50 mm/Hg. Vena cava inferiore dilatata ipocolassabile con l'inspirium. Assenza versamento pericardico.

Sintesi ecocardiogramma precedente (6 mesi prima)
Ventricolo sinistro di dimensioni ai limiti superiori (diam. diast. 5,8 cm - massa 264 gr. - vol. diast. 167 ml). Buona funzione sistolica globale senza alterazioni cinetiche (FE 50%). Atrio sinistro di dimensioni aumentate. Insufficienza mitralica di grado moderato. Dilatazione radice aortica e aorta ascendente (5,1 cm). Insuff. valvola aortica grado lieve-medio. Sezioni destre di dimensioni normali. Insuff. valv. tricuspidalica lieve.

Sintesi ecocardiogramma precedente (12 mesi prima)
Ventricolo sinistro di dimensioni normali (diam. diast. 5,5 cm - massa 227 gr.). Buona funzione sistolica globale senza alterazioni cinetiche (FE 50%). Atrio sinistro di dimensioni aumentate. Insufficienza mitralica di grado lieve. Dilatazione radice aortica e aorta ascendente (5,1 cm). Insuff. valvola aortica grado lieve. Ventricolo destro nei limiti, atrio destro di dimensioni aumentate. Insuff. valv. tricuspidalica lieve.

La terapia medica prevede: Cardioaspirina, Lansoprazolo, Triatec, Sivastin. Dopo l'ultimo ECG è stato aggiunto un diuretico (Lasix - 1 cp al di).
Il cardiologo che segue mio padre rivaluterà l'insufficienza mitralica tra 3 mesi dopo la terapia diuretica.

Mi sono fatto delle domande che vi rivolgo. SI tratta di una insufficienza mitralica secondaria alla dilatazione ventricolare sx? La terapia è corretta? Potrà servire a ridurre l'insufficienza mitralica e la disfunzione ventricolare o vi è indicazione di intervento? Ci si potrebbe indirizzare verso la mitraclip?
Vi ringrazio.
[#1] dopo  
Prof. Francesco Vetta
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Il quadro che lei espone, pur in presenza di una documentazione forzatamente ridotta, mette in evidenza un caso che ha tutte le stigmate per essere etichettato come insufficienza mitralica secondaria. Infatti l'assenza all'ecocardiogramma di alterazioni mitraliche specifiche, unite alla storia di cardiopatia ischemica e di aneurisma del bulbo aortico con insufficienza correlata, suggeriscono la natura secondaria e la necessità di rivalutare in primis la componente ischemica della cardiopatia dilatativa. In merito alla terapia il Collega avrà fatto tutte le sue valutazioni per non impiegare tutto il corredo di farmaci per lo scompenso cardiaco (quali beta-bloccanti ed antialdosteronici) nonché antiaritmici ed anticoagulanti orali per la profilassi tromboembolica della FA. Soltanto dopo aver escluso la componente ischemica e dopo un congruo periodo di ottimizzazione terapeutica si potrà rivalutare il caso per il prosieguo terapeutico
[#2] dopo  
Utente 453XXX

Iscritto dal 2017
Gentile Professore la ringrazio moltissimo per la Sua risposta.
Se me lo consente vorrei chiedere se la valutazione dell'eventuale componente ischemica debba, in via generale, essere considerata urgente o se invece possa essere rimandata almeno al primo riscontro (cioè a settembre) dell'eventuale beneficio della terapia farmacologica.
Inoltre, quali sono gli esami strumentali principali raccomandabili da effettuare per valutare l'eventuale presenza di una componente ischemica? Sono invasivi e comportano un certo rischio per un paziente in età avanzata?
La ringrazio nuovamente per la sua cortese ed illuminante risposta.
[#3] dopo  
Prof. Francesco Vetta
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Le indagini per evidenziare la presenza di una componente ischemica si basano su esami strumentali, meglio se di imaging (eco stress o tomo scintigrafia cardiaca) durante uno sforzo. Ove il Pz, per limitazioni fisiche, non sia in grado di eseguire un test ergometrico, si possono somministrare per via venosa dei farmaci che servono a valutare una eventuale ischemia con le medesime tecniche di imaging. Un'alternativa allo stress test è rappresentata dalla Tc coronarica. Ovviamente non è opportuno dilazionare troppo i tempi di indagine. Il Collega che gestisce la situazione saprà ben consigliarla in merito al tipo di indagine ed ai tempi di effettuazione.
Cordialmente