Utente 923XXX
Da circa 20 anni faccio effettuare a mia madre di anni 89, controlli seriali dei tronchi sovraortici, con quotidiana somministrazione di cardioaspirina. Per lungo tempo non vi sono state modificazioni significative, sennonché all’ultimo ecocolordoppler effettuato a distanza di sei mesi da quello precedente è risultato quanto segue:
“Placca fibrocalcifica, circolare, a superficie leggermente irregolare alla biforcazione carotidea di destra, che si estende nella carotide esterna, ove è causa di accelerazione della velocità di flusso (stenosi 60-65% circa). Nella norma il flusso a livello della carotide interna di destra. Placca fibrocalcifica, ipoecogena, semicircolare, a superficie mal definibile, alla biforcazione carotidea di sinistra, che si estende per circa 17 mm. nella carotide interna, ove determina stenosi del 75% circa, aumentata rispetto al precedente esame (calibro carotide comune = mm. 6,2; calibro I.C.A. a valle della placca = mm. 4,3). Vertebrali e succlavie: pervie con flusso nei limiti.”.
Sono state effettuate una Angio TAC del Collo e Cerebrale che hanno evidenziato:
ENCEFALO: “Esame eseguito con tecnica spirale multistrato in condizioni basali. Non si apprezzano alterazioni tomodensitometriche del parenchima cerebrale e cerebellare riferibili a lesioni focali a recente insorgenza. Non raccolte emorragiche intraparenchimali né segni di emorragia subaracnoidea. Quadro di ipodensità diffusa della sostanza bianca peri-ventricolare, a livello dei centri semiovali e della corona radiata come da vasculopatia cronica. Strutture mediane in asse. Modica dilatazione dei ventricoli laterali. Ampliamento del sistema ventricolare sopratentoriale ed accentuazione degli spazi subaracnoidei della convessità e della base, come per quadro di atrofia cortico-sottocorticale.”;
VASI EPIAORTICI: “Esame eseguito con tecnica spirale multistrato dopo somministrazione per via endovenosa di mdc iodato non ionico. Regolare l’origine dei vasi epiaortici con evidenza di minime apposizioni parietali calcifichi che non determinano significative riduzioni del lume vasale. Tortuoso appare il tronco brachiocefalico all’origine. Regolare il calibro e il decorso delle arterie carotidi comuni in presenza di minima apposizioni trombotiche parietali calcifiche. A carico della biforcazine carotidea di sinistra è presente una placca a densità mista, fibro-lipidica ed in minor misura calcifica, che si estende lungo il decorso della carotide interna per circa 15 mm determinando una stenosi preocclusiva del lume vasale; le restanti porzioni di carotide interna appaiono tortuose senza evidenza di significative apposizioni trombotiche parietali. Una placca a densità mista che determina una stenosi di grado moderato è evidente all’origine della carotide esterna di sinistra. A livello della biforcazione carotidea di destra è presente una placca a densità mista fibro-calcifica che si estende lungo il decorso della carotide interna per circa 1 centimetro determinando una stenosi di grado lieve; tale placca determina una stenosi occlusiva all’origine della carotide esterna. Pervie appaiono le arterie vertebrali. Regolare rappresentazione del circolo arterioso intracranico.
Presenza di multiple formazioni nodulari nel contesto della tiroide che appare lievemente immersa nel contesto del mediastino antero-superiore.
Diffuse note di spondiloartrosi di grado severo a carico della colonna cervicale.”
Nel febbraio del 2006, a seguito di un grave investimento stradale mia madre ha riportato un versamento cerebrale (risoltosi), fratture multiple (piatto tibiale, spalla, costole dx e sn), nonché un infarto da perdita (completamente rientrato) e, per tale motivo, allora, non è stata sottoposta ad intervento chirurgico al piatto tibiale.
Da allora assume i seguenti farmaci: Diuremid 10 mg.(1 ½ al dì); Quinazil 5 mg (1 al dì); Lansoprazolo 15 mg (1 al dì); e da sempre Cardioaspirina (1 al dì).
A livello delle carotidi, mi madre è una paziente ASINTOMATICA.
Non è diabetica. Ha una buona funzionalità renale. L’ecostress effettuato non ha mostrato segni di ischemia cardiaca. E’ di norma ipotesa con livelli di pressione 95-100 su 50-60.
E' necessario intervenire chirurgicamente pur essendo mia madre asintomatica? Fra l’altro presenta una tale consolidata rigidità del collo che sembrerebbe doversi escludere l'intervento tradizionale. Quali rischi può correre? quali conseguenze potrebbero verificarsi? E' possibile ovviare con una terapia medica mirata? Vi prego di darmi un Vs. parere, per quanto possibile a breve. Sono molto preoccupata. Nel ringraziare invio distinti saluti.
[#1] dopo  
Dr. Massimo Pisacreta
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Gentile Signora,
raccolgo con entusiasmo il suo invito ad essere breve. Attualmente non è dimostrato il sicuro beneficio dell'intervento nei pazienti asintomatici. L'età di per sè non è una controindicazione. Una valutazione approssimativa del caso penso possa propendere per l'astensione. La terapia medica in atto è sufficente.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 923XXX

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Ringrazio per la tempestiva risposta. Per la verità avevo chiesto di avere una risposta in tempi brevi, e non già una risposta breve al quesito da me posto, in quanto mia madre è in procinto di essere chiamata dall'Ospedale per essere sottoposta ad intervento. Dovendo, pertanto, prendere velocemente una decisione (si/no all'intervento), vorrei mi fosse fornita, gentilmente, una risposta la più esausistiva possibile sulla base delle indagini effettuate su mia madre e che ho fedelmente trascritto, onde fugare i diversi interrogativi sottopostivi ed a fronte dei quali non ho trovato risposta. Grata per l'attenzione, anticipatamente ringrazio.
[#3] dopo  
Dr. Massimo Pisacreta
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La prego di contattarmi privatamente massimo.pisacreta@unimi.it
cordialità