Utente 435XXX
Salve,
Espongo brevemente il mio caso per arrivare rapidamente alla domanda.
Nel 2010 ho avuto un infarto. L'infarto non provocò danni rilevanti, ma la coronarografia evidenziò un restringimento coronarico sul quale non fu possibile intervenire (i medici dissero che la posizione del restrigimento rendeva l'intervento angioplastico sufficientemente rischioso da considerarlo una soluzione peggiore del danno). Per questo motivo, da allora, seguo una terapia farmacologica a base di statine, betabloccanti, aceinibitori e antiaggreganti. Questa terapia comincia ovviamente a fare sentire i suoi aspetti negativi, ma i miei medici sono concordi nel ritenere che il verdetto formulato subito dopo il mio infarto sia definitivo e che non mi resti altro da fare se non continuare così per quel che mi resta da vivere (ho poco più di 50 anni).

Stando le cose come ho brevemente descritto, esiste qualche iter diagnostico che potrei prendere in considerazione per uscire da questa spirale o l'unica cosa che posso fare è attendere?
[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Occorrerebbe avere incisioni le immagini della coronarografia o almeno il referto, L esito della ultima ecografia e dellECG sotto sforzo che spero lei esegua ogni anno per poterle fornire una opinione affidabile..

Se vuole ce ne renda edotti
Grazie cecchini