Utente 394XXX
Ho 30 anni e sono fidanzata col mio ragazzo (lui 33) da 3 anni. E' molto, troppo morbosamente legato alla mamma e al padre, sono onnipresenti in qualsiasi discorso si faccia, e sebbene io sia caratterialmente indipendente è stata una cosa non sempre facile da accettare, ma per amore l ho fatto. Purtroppo ultimamente incomincio a sentire il peso di questa relazione che sembra non spiccare il volo, sarà l' età, sarà la sua troppa immaturità, saranno la mancanza di progetti futuri insieme (premetto che lui lavora ed io mi sto facendo le ossa dopo l'università, ma non ho una valida occupazione e la strada è ancora abbastanza lunga). Sono stufa di vivere come 2 ragazzini 15enni che si vedono il sabato sera per una pizza e la domenica pomeriggio per una passeggiata ai giardinetti, mentre vorrei svegliarmi al mattino con lui e fare progetti importanti per il futuro. Tutti ci chiedono e quando vi sposate? Ed io, imbambolata non so cosa dire perchè ho a fianco una persona che come sente la parola matrimonio, dice di non essere pronto e che io gli sto mettendo l'ansia...cosa non vera, perchè da quando lo conosco non ho mai pronunciato la parola matrimonio, proprio perchè è palese che lui non sia pronto. Si giustifica dicendo che il passo lo farà quando anch'io mi sarò sistemata, ma questo implica che ci vorranno anni per avere una certa stabilità nel mio settore, come se l amore e il desiderio di stare insieme fosse dettato da condizioni di natura economica. Gli ho proposto di andare a vivere da solo almeno così possiamo avere uno spazio solo nostro, ma ovviamente il cocco di mamma non rinuncia alla comodità di avere tutto bello e pronto, dalla biancheria al piatto in tavola...
Ultimamente lui mi lascia solo un senso di vuoto e di tristezza, quando se ne va. Ho scoperto durante una gita, in cui c'ero anch'io, che flirta con una collega di lavoro (a sua volta impegnata) e da quando gliel' ho fatto notare, i suoi atteggiamenti sono notevolmente cambiati, prima non aveva occhi se non per me, ora sembra distaccato, quando usciamo guarda le altre donne come se non ne avesse mai vista una prima, suscitando una sensazione di mancanza di rispetto nei miei riguardi. Ho perso la fiducia in lui e sono molto dubbiosa perchè molte volte tende ad omettere le cose (tipo quando sta con i genitori) o a fare gesti che sa che a me danno fastidio (es. tirare fuori le foto con la ex e renderle pubbliche, per colpirmi). Agli occhi del mondo si presenta come il classico bravo ragazzo, ma nella coppia posso dire di aver visto il peggio! La parola che usa di più con me è che "io devo..." per lui ho solo doveri, mi ha perfino fatto terra bruciata con gli amici perchè è una persona molto gelosa e possessiva. Vi prego aiutatemi, non so come comportarmi e come gestire questa situazione che giorno dopo giorno mi logora.
[#1] dopo  
Dr.ssa Sabrina Camplone
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Gent.le Ragazza,
sembrerebbe che in questa relazione di coppia ci siano una serie di criticità che riguardano aspetti fondamentali in un legame affettivo:
-la stima verso il partner (lei lo considera immaturo);
- la fiducia minata da atteggiamenti ambigui;
- l'asimmetria nella relazione ( "tu devi");
- la progettualità non condivisa.
A questo punto si imporrebbe un confronto esplicito tra i membri della coppia, preferibilmente facilitato da un interlocutore qualificato (psicologo-psicoterapeuta di coppia), onde evitare che venga affrontato in maniera distruttiva e confuso con una sorta di ultimatum o di "braccio di ferro" durante il quale la rabbia potrebbe condizionare la possibilità di esprimere i vostri bisogni affettivi.
[#2] dopo  
Utente 394XXX

Iscritto dal 2015
Gent. ma Dottoressa,
la ringrazio per la celere risposta, avevo anch'io messo in conto di rivolgerci ad uno specialista, ma ovviamente il mio ragazzo si è rivelato assolutamente contrario e di fatto come lei ha ben intuito ogni tentativo di confronto con lui diventa un inutile "braccio di ferro", da cui entrambi ne usciamo sconfitti e tendiamo ad allontanarci sempre più l'uno dall'altro.
[#3] dopo  
Dr.ssa Sabrina Camplone
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Immaginavo però un tentativo andava fatto, a questo punto però ciascun si assumerà la responsabilità delle proprie scelte come ci aspetta che facciano due persone adulte.
In ogni caso, tu puoi sempre rivolgerti individualmente allo psicologo per avere uno spazio di ascolto e di elaborazione del tuo vissuto che ti consenta di rivolgere uno sguardo diverso verso te stessa attraverso la relazione terapeutica.
Indirettamente potrai affrontare la relazione di coppia individuando modalità relazionali adeguate e efficaci.
[#4] dopo  
Utente 394XXX

Iscritto dal 2015
Eh già, peccato che la parola "responsabilità" a lui è totalmente sconosciuta ed anche questa volta dovrò drasticamente decidere tutto da sola. Andrò dallo psicologo almeno riuscirò a trovare qualcuno che mi ascolta per davvero e potrà aiutarmi a superare questa situazione; per quanto possa essere empatica, buona consigliera per gli altri e sempre pronta a sostenere chiunque ne abbia bisogno, ora sono che io che sto crollando emotivamente e vorrei tanto ri-emergere e ritornare a sorridere come prima e più di prima. Grazie, grazie infinite per il tempo che mi ha dedicato
[#5] dopo  
Dr.ssa Sabrina Camplone
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Ben venga la crisi se consente ad un equilibrio disfunzionale di rompersi e obbliga a riorganizzarne uno nuovo su presupposti diversi e come un sassolino che si lancia nello stango crea cerchi concentrici nell'acqua, così il cambiamento individuale si rifletterà in ogni ambito della sua vita.