Utente 978XXX
Mia zia è stata sottoposta ad ablazione transcatetere senza successo,in quanto i medici hanno riscontrato che il problema si trova nella parte esterna del cuore e non all'interno.Così le hanno lasciato qualche giorno per pensare all'eventuale intervento in anestesia totale per agire sulla parte appunto esterna.Volevo sapere la percentuale di rischio che intercorre in questo genere di operazione e la reale natura del rischio.
Si trova ricoverata alla Clinica S.Ambrogio di Milano, centro dotato di alta tecnologia.
Esistono altri centri magari specializzati in questo tipo di problema?
Stando alle nostre informazioni, la clinica S. Ambrogio è tra le più consigliate..

GRAZIE!!

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, mi permetta di dirle che, sebbene non conosca personalmente la struttura in oggetto se non per buona nomea, le notizie che lei che ha riguardo alla situazione clinica di sua zia sono alquanto frammentarie ed inesatte. Vi sono alcuni tipi di aritmie, come la fibrillazione/flutter atriale (e penso che di queste aritmie si parli) che in talune circostanze rendono necessaria, per protocollo e non per incapacità dei colleghi, la cardioversione esterna elettrica soprattutto nei casi in cui la terapia farmacologica o lo studio elettrofisiologico non si dimostrassero efficaci.
Allo stato perciò, se per sua stessa ammissione tale centro è dotato di alta tecnologia, non vedo il motivo per eventuale trasferimento.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 978XXX

Iscritto dal 2009
Gentile Dottore
la ringrazio innanzitutto per la risposta.
Probabilmente ho espresso la mia richiesta in modo errato,lasciando fraintendere un' insoddisfazione riguardo la struttura, la quale invece è da tutti noi reputata assolutamente funzionale e soprattutto seria.
Il problema di mia zia è nato esattamente questa mattina quando, dovendo essere sottoposta ad una ablazione interna, è stata invece informata di questa impossibilità di "agire dall'interno" (non vorrei addentrarmi in terminologie mediche che non mi competono,le parlo da nipote preoccupato) dopo l'intervento durato circa tre ore.
Dato che i medici le hanno annunciato dei rischi abbastanza alti, volevo qualche informazione a riguardo. Potrebbe spiegarmi qualcosa?
Comunque,scusandomi per l'equivoco, terrei a precisare che mia zia intende rimanere in quella struttura dal momento in cui è la migliore che ci sia stata consigliata.
E' che siamo molto preoccupati e quindi ci chiedevamo se magari non esistesse un centro specializzato esattamente nei casi come quello di zia,non per sfiducia,probabilmente per eccessiva ansia.

GRAZIE MILLE!

William F.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile William, a volte le cose non vanno come vorremmo! Purtroppo, in taluni casi, è quello di sua zia è forse uno di questi, le alterazioni elettriche cardiache sono molteplici, di difficile interpretazione, perchè determinati dalla presenza di più centri aritmici che non possono essere tutti eliminati. In queste circostanze si provvede (nella speranza ovviamente di ri un risultato favorevole) con una scarica elettrica "resettante", che annulla (azzera) i centri "impazziti", riportando alla normalità il ritmo cardiaco. E' ovvio che le sto facendo un esempio generale, non conoscendo l'esatta natura aritmica del problema di sua zia. Le auguro che tutto si risolva per il meglio.
Saluti
[#4] dopo  
Utente 978XXX

Iscritto dal 2009
Sarebbe la "cardioversione esterna" di cui parlava poco fa?
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Si. La cardioversione elettrica esterna mediante l'induzione di un vero e proprio shock elettrico permette, nei casi favorevoli, il rapido ripristino del ritmo cardiaco. Ovviamente è una procedura che richiede una debole anestesia generale con il consenso informato del paziente.
Saluti