Utente 512XXX
Salve,
vorrei sapere se esiste una regola generale, se è una valutazione oggettiva del medico al momento dell'intervento ,o altro, quando eseguendo un'angioplastica, si introduce uno stent medicato, rispetto ad uno non.
Chiedo questo perchè purtroppo a mio padre, dopo l'applicazione di 2 stent , e ad appena 6 gg dall'intervento, quello non medicato ( applicato su coronaria dx) è stato soggetto a nuova stenosi, con complicanze fatali.
Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Alessandro Iadanza
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Caro Utente, la problematica degli stent è complessa e oggetto di ampie discussioni in articoli e meeting di cardiologia interventistica. Oggettivamente lo stent medicato ha il solo vantaggio di avere una minore percentuale di restenosi (malattia proliferativa delle cellule muscolari lisce della parete vasale) che si manifesta gradualmente tra il 2 e il 6 mese circa dopo l'impianto ma che dall'altro canto si paga con una percentuale di trombosi tardiva lievemente maggiore rispetto ad uno stent normale (detto nudo o bare) dopo la sospensione della duplice terapia antiaggregante piastrinica (solitamente aspirina + ticlopidina o clopidogrel).
La problematica descritta appare essere legata più ad una trombosi dello stent non medicato che si può verificare in rari casi ed in particolare per una sospensione della terapia antiaggregante precoce o non sufficiente oppure purtroppo per una inefficacia (pazienti non responder) della terapia antiaggregante. Chiaramente anche complicanze tecniche in corso di impianto (ad esempio dissezione a monte o a valle dello stent) possono favorire questa condizione in seguito alla PTCA.
Spero possa averti chiarito le idee, anche se chiaramente sono solo ipotesi.
Cordiali saluti.
dr. IADANZA Alessandro
[#2] dopo  
Utente 512XXX

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La ringrazio infinitamente x la pronta e precisa risposta.Se potro' disturbarla ancora a breve,le riportero' esattamente cosa cè scritto nelle due cartelle cliniche richieste ( una x la prima angioplastica ) e la II per l'intervento d'urgenza effettuato dopo 6 gg dal primo, con esito fatale.
(Grazie ancora, è plausibile l'ipotesi di una perforazione della milza in corso di angiografia eseguita a sx ?
[#3] dopo  
Dr. Alessandro Iadanza
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La milza non può essere perforata dal catetere che attraversa l'aorta addominale, puo però dislocare piccoli frammenti di placca aterosclerotica che possono embolizzare nell'arteria slenica provocando un infarto splenico (evento rarissimo) ma non la rottura.
cordiali saluti