Utente 387XXX
Egregi Dottori,vi ho già contattato in passato e vi ringrazio infinitamente per le vostre risposte. Vi scrivo perchè ormai è da più di un mese e mezzo che ho una strana tachicardia.Mi è comparsa una sera mentre mi preparavo per uscire, mi sono sentita una morsa allo stomaco e un pò di agitazione, senza motivo. Ho controllato le pulsazioni ed erano a 135. Sono corsa al pronto soccorso mi hanno fatto un ECG ed è risultata tachicardia sinusale.Mi hanno dato delle gocce, io mi sono calmata ma i battiti erano sempre accellerati.SOno stata dal cardiologo mi ha fatto un ecocuore, analisi della tiroide ecc. tutto ok.Ho fatto una terapia con dei betabloccanti, i battiti sono un pò diminuiti, ma all'improvviso anche durante la notte mi si accellerano e mi fanno stare in continua apprensione.Anche quando sto tranquilla e rilassata mi vengono, è qualcosa che non posso controllare, A volte i battiti accellerati mi durano per ore ed ore e arrivano a 120.Ho cambiato 3 cardiologi e l'ultimo mi ha detto che sono delle crisi di ansia. Mi ha prescitto ansiolitici, ma io ho paura di prenderli.Secondo voi potrebbe trattarsi di sola ansia? O ci sono altre analsi specifiche che devo fare per capire cosa provoca tale tachicardia? Io penso che l'ansia sopraggiunga quando cè una situazione di disagio e che poi passi quando la persona si calma.Invece nel mio caso i battiti sono accellerati sempre e l'ansia mi viene quando vedo che non si stabilizzano.Se i battiti sono tranquilli anche io lo sono. quindi per me non è legato all'ansia, anche perchè io sono un pò ansiosa da sempre e l'ho sempre controllata e una volta superato l'ostacolo, mi calmavo.Adesso i battiti vanno per conto loro, indipendentemente dal mio stato d'animo.Secondo voi cosa provoca questa tachicardia? Ho sentito parlare di "ablazione" per casi di tachicardie, ma quando è necessario farla? Nel mio caso si può parlare di un intervento del genere? Aspetto un vostro cortese riscontro e nell'attesa vi ringrazio anticipatamente.

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, ha già avuto dal sottoscritto e da altri colleghi una serie di risposte più o meno simili non ultimi i consigli dei colleghi psicologi. Comprendo il suo disagio, però lei deve anche dare il tempo alle terapie di fare effetto: cambiare tre cardiologi, non le è affatto d'aiuto perchè non solo le genera solo confusione ma non permette al clinico il monitoraggio e l'adeguamento della terapia ai suoi sintomi. Per quanto riguarda poi una ipotetica ablazione, sta facendo molta confusione: tale procedura semi-invasiva è indicata solo nelle tachiaritmie sintomatiche e mal controllate farmacologicamente, mentre nel suo caso si tratta solo di una accelerazione fisiologica del battito cardiaco, tipica nei soggetti ansiosi. Il mio consiglio è di scegliere un unico collega cardiologo o psicologo che sia, ponendo fiducia alle sue cure.
Saluti