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Gonfiore sotto il mento

(archivio consulti: per vedere la pagina aggiornata clicca QUI)
  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2006

    Gonfiore sotto il mento

    Da quanto posso ricordare ho sempre avuto un rigonfiamento proprio al centro del mento (sotto al "pavimento" della bocca e della lingua).
    In realtà non ho mai avuto fastidi e per questo non ho mai indagato sul fatto, ma ora mi sono fatto venire degli scrupoli.
    Quale potrebbe essere la causa e soprattutto, mi devo preoccupare?
    Devo fare accertamenti o no?
    Vi ringrazio e buon lavoro.



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 16 Medico specialista in: Chirurgia maxillo-facciale

    Perfezionato in:
    Medicina estetica
    Gnatologia clinica

    Risponde dal
    2006
    Gent. Sig.ra, i primi consigli che Le possiamo dare sono:
    - visita specialistica (ch maxillo-facciale/odontostomatologica)
    - ortopantomografia (utile già averla in possesso all'atto della vista specialistica)
    Se lo specialista riterrà opprtuno, seguiranno ulteriori accertamenti clinico-diagnostici, quali: ECOGRAFIA collo/ghiandole sottomandibolari; TC/RM collo; eventuale AGOBIOPSIA/BIOPSIA.
    Visto che tale tumefazione è rimasta silente e di dimensioni invariate per parecchio tempo, le consiglio di stare tranquilla....
    cordialità

    Paulli Dr Stefano



  3. #3
    Indice di partecipazione al sito: 28 Odontoiatra
    Risponde dal
    2000
    gentile utente ,
    non posso aggiungere nulla di più di quello che il collega ha precedentemente detto e le chiedo in seguito di farci avere notizie .
    cordialmente
    Paolo Patrucco



  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 72 Medico specialista in: Otorinolaringoiatria
    Audiologia e foniatria

    Risponde dal
    2004
    tale rigonfiamento è presente sin dalla giovane età?si gonfia e si sgonfia saltuariamente?non è mai uscita secrezione?si muove con gli atti deglutitori?potrebbe essere utile un'ecografia , a mio avviso, e una valutazione orl nel sospetto di cisti mediana del collo
    cordiali saluti



  5. #5
    Indice di partecipazione al sito: 35 Odontoiatra
    Perfezionato in:
    Gnatologia clinica

    Risponde dal
    2006
    Concordo con il dott paulli
    Cordiali saluti
    Dott. Marco Capozza



  6. #6
    Indice di partecipazione al sito: 646 Medico specialista in: Otorinolaringoiatria

    Perfezionato in:
    Chirurgia plastica e ricostruttiva
    Medicina estetica

    Risponde dal
    2006
    Cara Paziente,
    prima di etichettare il problema come odontoiatrico, Le consiglio visita specialistica otorino e successiva ecografia del collo.



  7. #7
    Indice di partecipazione al sito: 40 Medico specialista in: Otorinolaringoiatria
    Audiologia e foniatria

    Risponde dal
    2004
    Gentile Signora,
    rispondo soprattutto alla sua ultima domanda: non deve preoccuparsi perchè sede , tempi e clinica ci rassicurano sulla natura di tale tumefazione. Naturalmente un' ecografia va fatta se non altro per monitorarne le dimensioni. Ci faccia sapere...



  8. #8
    professionista non più iscritto (id: 3885)
    cara amica,
    grazie per averci dato fiducia. Come tutte le riviste su carta stampata, da anni sono riservati spazi ed angoli alla medicina, con l'intento nobile di orientare e consigliare il proprio lettore. Anche questo portale, e soprattutto noi medici che emettiamo consigli e non diagnosi e non terapia,ha quasta finalità. Per tale motivo il sottoscritto la ringrazia della fiducia, e soprattutto ringrazia il portale.
    Detto questo (che non va mai dimenticato!)...le rispondo al suo quesito con il semplice - sono d'accordo- con gli autorevoli colleghi di cui prima.
    Come vede, questo portale accoglie tra le sue file colleghi di rinomata fama.
    A tale proposito, colgo l'occasione per estendere un caloroso abbraccio a tutti i colleghi.
    con affetto, dott. antonio cilio

  9. #9
    Indice di partecipazione al sito: 20 Medico specialista in: Odontoiatria e odontostomatologia
    Chirurgia maxillo-facciale
    Ortodonzia

    Perfezionato in:
    Gnatologia clinica
    Microchirurgia

    Risponde dal
    2004
    Concordo con i Colleghi
    Cordialmente



  10. #10
    professionista non più iscritto (id: 10161)
    Nella domanda del 19 Luglio 2006, lei chiedeva per quale motivo aveva cicli ravvicinati e che alla sospensione della pillola riprendevano, infatti, la pillola non è curativa, e contribuisce ad alterare l’asse immunoendocrino, con accentuazione di quelli che sono i disturbi endocrini; inoltre dice soltanto che sta curando la tiroide, senza indicare i valori rilevati e quali analisi ha eseguito.
    Parla di una terapia sostitutiva che effettua da 9 mesi, senza cambiamenti positivi.
    La sua alterazione del ciclo dipende dalla disregolazione della tiroide per cui è completamente inutile assumere la pillola.
    Occorre sempre andare all’origine del sintomo e mai inibirlo, ma intervenire sulle reali cause che lo hanno scatenato.
    Lei con ogni probabilità ha una tiroidite autoimmune, che riconosce, come meccanismo scatenante il mimetismo molecolare, innescato da una infezione determinata da agenti patogeni, che chiaramente vanno individuati. Infatti nella seconda domanda del 12 =ottobre 2006, lei chiede il motivo “rigonfiamento proprio al centro del mento”, che potrebbe trattarsi di un linfonodo reattivo, dentro il quale possono risiedere quegli agenti patogeni responsabili della tiroidite.
    Venerdi 9 Marzo 2007, come nella domanda del 15 Marzo lei chiede una spiegazione dei valori riscontrati con la tipizzazione linfocitaria, dalla quale chiaramente viene dimostrata una immunodeficienza creata proprio da quegli agenti patogeni che le hanno cominciato a creare tutti i problemi.

    Lei ha una infezione cronica, attiva, persistente, subclinica, asintomatica, che con il tempo le ha innescato, attraverso meccanismi ben conosciuti in immunologia, la tiroidite, che successivamente ha prodotto quei problemi mestruali.

    Questi agenti vanno rilevati, in quale organo albergano, quali alterazioni sul sistema immunitario hanno provocato, oltre alla immunodeficienza, approntare tutta la terapia per portarli via, in modo che smettano di provocare la loro azione distruente.

    La terapia non deve mai essere applicata alla soppressione dei sintomi, che vanno condotti alla loro naturale eliminazione, ma rivolta alle reali cause che con il tempo hanno condotto alla realizzazione di questi sintomi.

    Saluti Alberto Moschini


    moschinialberto@medicitalia.it

    alberto.moschini@fastwebnet.it

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