Utente 121XXX
Il 26 di aprile 2009, mentre utilizzavo una troncatrice per legno, poggiavo il pollice della mano sinistra sulla lama provocandomi una profonda lacerazione al polpastrello con perdita di sostanza (ho perso buona parte della polpa) senza per fortuna ledere nè il tendine nè probabilmente l'osso. Durante il primo intervento dei medici ortopedici dell'Ospedale di Nuoro mi fu fatta la pulizia della parte con acqua ossigenata, disinfezione e bendaggio previa applicazione di garza con connettivina (senza cuciture perchè mancava il tessuto). Le seguenti medicazioni furono pressochè identiche e devo dire che la ricrescita è stata quasi totale. Purtroppo però la pelle è tiratissima e non riesco a flettere il pollice all'indietro presumo proprio a causa della evidente e dura cicatrice obliqua che si è formata al di sotto, che non è elastica per nulla. Ma il problema più importante è che mentre la parte del polpastrello che va dalla cicatrice alla punta dell'unghia è pressochè insensibile, proprio il corrispondenza della cicatrice si è formato un evidente rigonfiamento di colore chiaro in corrispondenza del quale il dito è diventato talmente sensibile che è pressochè impossibile toccare qualsiasi cosa. Una sorta di fortissima scossa simile a quella provocata dalla corrente elettrica mi impedisce di utilizzare bene il pollice che sto tenendo sempre più fermo. L'unico modo per esercitare la presa è con la punta del polpastrello. A seguito di una visita ortopedica, mi è stata diagnosticato un neuroma da amputazione (da quanto ho capito si dovrebbe essere formato una specie di sensibilissimo nodulo in corrispondenza del punto in cui il nervo è stato sezionato), e mi è stato detto che con un intervento di ortopedia, che sarebbe stato meglio eseguire subito dopo l'incidente, c'è la possibilità, anche con un innesto, di ricondurre il nervo più avanti nel dito per provare a restituire sensibilità alla parte sorda e comunque coprire la parte in cui il nervo è sensibilissimo. Da un colloquio avuto con un amico neurochirurgo, è emerso invece che l'intervento sarebbe meglio farlo eseguire da un chirurgo plastico. Tenuto conto del periodo trascorso dall'incidente ( circa 2 mesi e mezzo) c'è la possibilità che la cosa si sistemi naturalmente? E' trascorso troppo tempo perchè la riuscita di un eventuale intervento sia sufficientemente buona? Sono abbastanza confuso e vorrei da Voi un cosiglio, tenuto conto che, qualora l'esagerata sensibilità che ho in quel punto del dito dovesse persistere, preferirei addirittura perderla in tutto il dito (sono cotretto ad usare un cerotto quasi tutti i giorni per evitare il contatto). Ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

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Dr. Michele Milano
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Purtroppo non credo proprio che la situazione possa risolversi spontaneamente. A mio parere è consigliato eseguire l'intervento di revisione. Questo dovrebbe prevedere la regolarizzazione della cicatrice (plastica a Z per evitare la retrazione); riguardo il neuroma di amputazione sarebbe opportuno eseguire l'asportazione senza tentare alcun innesto di sostanza ossea (elevata percentuale di recidive per un recupero di sensibilità irrisorio: in altri termini il gioco non vale la candela, meglio andare sul sicuro).
Lo specialista più adeguato a far ciò è l'ortopedico con esperienza in chirurgia della mano (per un chirurgo della mano le condizioni come la sua sono routinarie)
Spero di esserle stato di aiuto.

Cordialmente