Cosa determina la formazione della retinopatia sierosa centrale? Quali misure nutrizionali aggiuntive si possono adottare per migliorare la propria condizione patologica e prevenire le recidive?

Trattamento della Corioretinopatia Sierosa Centrale: gestione nutrizionale

La corioretinopatia sierosa centrale (CSC) è una malattia dell'occhio che può causare una sensibile riduzione della capacità visiva. La condizione è spesso temporanea e di solito interessa un solo occhio.

Colpisce soprattutto i maschi tra i 20 e i 50 anni di età, ma può verificarsi anche nelle donne.1-2 La forma più comune comporta la fuoriuscita di liquido sotto la retina, che tende ad accumularsi soprattutto al di sotto della macula. Questa è la parte della retina che determina la visione più chiara e distinta. Per tale motivo, l'accumulo di liquido sotto la macula distorce le immagini che il paziente percepisce e, fra l'altro, determina un offuscamento diffuso della vista. Quando la retina si solleva per effetto della CSC, si percepisce una macchia sfocata o grigia nel campo visivo centrale. Purtroppo, la riduzione dell'acuità visiva può persistere anche dopo che il fluido sottoretinico si è riassorbito.1

 

Livelli elevati di cortisolo e CSC

La CSC è stata associata all'uso di cortisolo e corticosteroidi (ad esempio, il prednisone, meglio noto col nome commerciale di Deltacortene). I pazienti affetti da CSC spesso hanno più elevati livelli ematici di cortisolo.3 Questo è un ormone secreto dalla ghiandola surrenale, spesso in risposta allo stress. Quindi, lo stress cronico tende a causare un aumento persistente dei livelli di cortisolo nel sangue, da cui può poi derivare la CSC. Vi sono, inoltre, numerose evidenze che dimostrano che la somministrazione di corticosteroidi, comunemente usati per il trattamento di condizioni infiammatorie croniche, allergie, malattie della pelle come l'eczema ed alcune malattie oculari, possono scatenare, aggravare e/o causare una ricaduta della CSC.4 -6 Uno studio pubblicato in Archives of Ophthalmology ha dimostrato che su 60 individui con sindrome di Cushing, malattia caratterizzata da elevati livelli di cortisone, la CSC era presente nel 5 per cento dei pazienti.7

 

Stile di vita nutrizionale e gestione della CSC

occhio freddoCi sono trattamenti medici standard e sperimentali per la CSC (farmaci, trattamenti laser, terapia fotodinamica, anti-VEGF), ma i pazienti esprimono spesso un interesse verso misure nutrizionali aggiuntive da adottare per cercare di migliorare la propria condizione patologica o prevenire le recidive. Sulla base delle informazioni disponibili, è consigliabile che il paziente assuma integratori che contengano adattogeni surrenali, che hanno dimostrato di diminuire la secrezione di cortisolo dalla corteccia surrenale quando gli individui sono in condizioni di stress acuto o cronico.

Gli adattogeni sono integratori che contengono la Rodiola, la Schisandra e la Ashwaghandha, insieme con alcune vitamine del gruppo B, vitamina C e zinco. Anche la radice di liquirizia ed il ginseng sono dei validi adattogeni, ma vanno usati con cautela per il rischio di aumento della pressione sanguigna, disturbi emorragici, interazioni con farmaci, dermatiti con fotosensibilità ed altri potenziali effetti collaterali.8-18

Alcune evidenze consigliano anche l'integrazione con i carotenoidi luteina e  zeaxantina, molecole che si sono dimostrate utili in casi di degenerazione maculare. L'ideale sarebbe fornire al paziente un integratore multivitaminico/minerale contenente 1000 mg di vitamina C, 400 UI di vitamina E, 200 mcg di Selenio, 15.000 UI di beta-carotene e 15 mg di zinco. Tali dosaggi si sono dimostrati efficaci nello stabilizzare la degenerazione maculare.19

E' utile, poi, somministrare anche degli integratori contenenti 20-40 mg di luteina (la maggioranza degli integratori a base di luteina contengono anche zeaxantina). Luteina e zeaxantina sono importanti antiossidanti della macula lutea, e sono particolarmente indicati nei pazienti con degenerazione maculare, come detto in precedenza.20-21 Altri antiossidanti retinici di dimostrata efficacia sono i già citati vitamina C, vitamina E, beta-carotene (da evitare nei fumatori), selenio e zinco.19

Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a leggere i nostri articoli precedentemente pubblicati sugli integratori e sulle malattie degenerative maculari.

 

Bibliografia

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18. Panossian A, Wikman G. Pharmacology of Schisandra chinensis bail: an overview of Russian research and uses in medicine. Jrnl Ethnopharmacol, ;118(2):183-212.

19. Jampol LM, et al. Age-Related Eye Disease Study Research Group (collective name-AREDS). A randomized, placebo-controlled, clinical trial of high-dose supplementation with vitamins C and E, beta-carotene, and zinc for age-related macular degeneration and vision loss: AREDS Report No. 8. Arch Ophthalmol, October2001;119(10):1417-36.

20. Dagnelie G, et al. Lutein improves visual function in some patients with retinal degeneration: a pilot study via the Internet. Optometry, 2000,71;3:147-164.

21. Seddon JM, et al. Dietary carotenoids, vitamin A, C, and E and advanced age-related macular degeneration. JAMA, 1994;272:1413-1420.