Alzheimer e manifestazioni ORL: aspetti della comunicazione interpersonale e patologie della deglutizione

Premesso che Alzheimer significa demenza presenile (< a 65 anni) con un quadro anatomo-patologico di atrofia cortico-sottocorticale diffusa (grande perdita di neuroni, oltre il 55%) (Lodovico Bergamini, Manuale di Neurologia Clinica), interessante non meno di 50.000 persone in Italia (Progetto Cronos, Protocollo di monitoraggio dei piani di trattamento farmacologico a cura del Ministero della Sanità) di sesso prevalentemente femminile.

Nella suddivisione in stadi clinici, al II stadio si osservano sintomi verbali paleocinetici: logoclonia (ripetizione iterativa ed esplosiva di sillabe), palilalia (ripetizione di parole dette), ecolalia (ripetizione di parole udite). Tali sintomi interessano lo specialista otorinolaringoiatra che inquadra tali disturbi della comunicazione verbale nell'ambito delle turbe comunicative degli oligofrenici, intese come demenziali (Alzheimer, multinfartuali, ecc.) (Catalogo Nosologico Foniatrico-Logopedico, Oskar Shindler, www.oskarschindler.it).


Al momento attuale, pochi trattamenti si sono rivelati utili a migliorare la progressione naturale delle patologie neurodegenerative in particolare del Morbo di Alzheimer, per la mancanza di una adeguata conoscenza dei meccanismi molecolari che determinano la vulnerabilità neuronale selettiva (Dr. Alessio Cardinale, IRCCS,San Raffaele Pisana, Studio dei meccanismi molecolari e cellulari alla base della morte neuronale nelle patologie neurodegenerative).


Nella pratica clinica dello specialista ORL, il paziente affetto da Morbo di Alzheimer, presenta spesso due problemi: la difficoltà nella protesizzazione acustica nel paziente affetto da presbiacusia o comunque da deficit uditivi gravi: ciò accentua l'isolamento sociale del paziente affetto da tale patologia (si pensi non solo alla possibilità di esperire esami audiometrici adeguati e ad un corretto uso della protesi acustica) e, oltre ai disturbi di comunicazione, si pensi ai problemi connessi alla deglutizione: spesso tali pazienti assumono alimenti in maniera inopportuna per quantità e dimensione con ostruzione delle alte vie respiratorie (ostruzione delle VADS, vie aereo-digestive) (Valutazione funzionale- Autonomia nelle attività strumentali nella vita quotidiana, IADL).


Le unità di valutazione dovranno prevedere, in un protocollo di monitoraggio dei piani di trattamento nel paziente affetto da Morbo di Alzheimer, oltre alle già collaudate esperienze delle unità funzionali basate sul coordinamento delle competenze neurologiche, psichiatriche, internistiche e geriatriche anche della collaborazione dello specialista otorinolaringoiatra.