Mangiare soia ogni giorno probabilmente non impedisce la comparsa di vampate e di sudorazioni notturne nelle donne in menopausa.

E’ quanto risulta da uno studio di monitoraggio delle abitudini alimentari di 1651 donne che non avevano in precedenza avuto esperienza di vampate menopausali.

Nel corso di un periodo di 10 anni, i ricercatori hanno monitorato le abitudini alimentari di questo sottogruppo di donne, alla ricerca di una relazione tra il consumo di fitoestrogeni e di fibre e l’incidenza di sintomi vasomotori della menopausa.

Gli Autori hanno misurato il consumo di isoflavoni, lignani, coumestrolo e fibre utilizzando un questionario di frequenza alimentare al tempo iniziale e di nuovo dopo 5 e 9 anni. I dati della ricerca sono parte del Study of Women's Health Across the Nation (SWAN) che include 3.302 donne in premenopausa e perimenopausa iniziale.

Dall’analisi dei risultati gli Autori concludono che “un effetto clinicamente significativo o di grandi dimensioni è improbabile."

Ci si augurava che il consumo di fitoestrogeni potesse rappresentare un’alternativa alla terapia ormonale sostitutiva, ma sulla base di questo studio il consumo di soia e fitoestrogeni non si è rivelato essere la 'bacchetta magica'.

Sono state altresì studiate le donne asiatiche che hanno un regime alimentare ricco in fitoestrogeni, ma gli Autori confermano che i risultati non supportano l'ipotesi che una maggiore assunzione di fitonutrienti sia associata a più bassi tassi di insorgenza di vampate menopausali.

Bisogna anche ricordare che gli isoflavoni di soia si sono dimostrati inefficaci nel prevenire la perdita di massa ossea, come risulta da precedenti studi.