La storia di un cane, Tornado così si chiama, addestrato per entrare nello spazio privato di un piccolo BAMBINO AUTISTICO.

A causa della sua patologia nemmeno la mamma lo può avvicinare, una specie di "rottura della barriera" di cui si circondano, loro malgrado, le persone affette da questa disabilità.autismo

Questa notizia rende ancora più odioso il comportamento dei genitori di altri bambini e del dirigente della scuola in questione "protagonisti" dell'episodio riportato, in questi giorni, 13 ottobre 2016, dalla Stampa in cronaca di Torino, avvenuto a fine settembre in una scuola media di quella città.

Due studenti di undici anni durante l'intervallo avvicinano un compagno disabile e lo spingono in fondo del corridoio cieco. Nessuna via di uscita. Cercano di spogliarlo. Un gioco che va avanti da giorni. Questa volta un’insegnante vede la scena e la blocca. Parla con la persona disabile, poi con i ragazzi che lo umiliano da giorni. La vicepreside assiste ai colloqui e scrive una nota nel diario dei due ragazzi.

Il fatto accaduto è grave e i colpevoli del sopruso sono puniti solo con una nota sul diario? NO arrivano i loro genitori che se la prendono con l'insegnante, lasciata sola dal Preside, che chiedono che la nota non sia riportata nel registro di classe.... "si tratta di un gioco". A quel bambino questi giochi non piacciono per nulla. È affetto da autismo, sono cioé presenti barriere che lo separano dagli altri. In alcuni casi bambini molto piccoli non si fanno nemmeno abbracciare dalla mamma, vivono in un mondo loro schermando i contatti con l'esterno. È evidente che un comportamento del genere può provocare un peggioramento della patologia.

Un'altra famiglia pretende che l'insegnante chieda scusa ai ragazzi per il richiamo giudicato eccessivo, che può compromettere «la reputazione del loro figlio nella scuola dall’episodio di presunto bullismo».

L'insegnante "colpevole" è di ruolo da cinque anni dichiara: «Stupita da un comportamento che non potevo accettare – dichiara a questo punto la docente – perché metteva in dubbio la mia correttezza, ho scritto al Preside, volendo che fosse lui a prendere una posizione in merito. La risposta? Una convocazione in palestra di tutti i ragazzi e l’annuncio che, visto che si comportavano male durante l’intervallo, sarebbe stata annullata la tradizionale gita di inizio anno. Nessun cenno al caso di bullismo. Nessun riferimento ai responsabili né tantomeno una comunicazione ai genitori».

«Se ho deciso di raccontare questa storia – continua la professoressa -, è per sottolineare come, in queste condizioni, sia diventato impossibile tutelare la professione dell’insegnante e la deontologia professionale. Quel che più fa male, dopo anni dedicati a questo mestiere che è anche una missione, è vedere come certi genitori vogliano proteggere i proprio figli anche quando sbagliano. Lasciandoli disarmati e non educandoli ad assumersi le loro responsabilità».

Liana Baroni, presidente nazionale dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) ha avuto "parole di fuoco" arrivando a dire: " Dubitiamo che la dirigenza della scuola e i genitori abbiano compreso come il loro atteggiamento possa istigare gli autori del gesto a ulteriori comportamenti da teppisti, creando i presupposti di favorire la maleducazione e la sopraffazione." continua: " Auspichiamo per altro che il Preside riveda la propria posizione, evitando di dare un pessimo esempio".
Si tratta di un fenomeno grave che il Preside, leggendo i fatti da La Stampa, sembra non abbia ben compreso. La scuola però non può permettersi esempi così gravi da parte del Preside di una scuola. La totale assenza della tutela dei disabili da parte di un Preside è un esempio grave, sarebbe importante una presa di posizione ufficiale da parte del Provveditorato Agli Studi Di Torino.

Ma i casi sono tanti, troppi parlando solo di quelli che vengono a galla.

12/10/2016 Scuola Giovanni Pascoli di Rovigo, la mamma di Lorenzo pubblica sul profilo facebook le foto delle ecchimosi sul figlio con disabilità motoria, da parecchio tempo questi episodi si ripetono. Al pronto soccorso dieci giorni di prognosi. Ecchimosi in testa, orecchi tagliati e la scuola? "Non ha mai protetto il bambino" denuncia la madre. Insegnanti e Dirigente scolastico erano stati allertati, le maestre hanno sempre minimizzato. La Dirigente scolastica Maria Rita Pasqualin si dice all'oscuro dei problemi di Cinzia (la madre) e di Lorenzo (il figlio) nega ogni forma di bullismo, dice che il bimbo era caduto. In passato la scuola ha telefonato a casa che il figlio aveva "mal di pancia". Aveva i testicoli tumefatti, spigazione complessa da "digerire".