r.gagliardi_depressione-h120Negli ultimi anni la ricerca si sta occupando molto dei rapporti tra i fattori psicologici e la loro influenza  sulla salute fisica. Si sta facendo sempre piùà chiarezza sulla complessità del rapporto Mente-Corpo e sta aumentando la conoscenza, ad esempio, dell'impatto che fattori psicologici hanno sui sistemi cardiovascolare, neuroendocrino e immunitario.

Josine Verhoeven (Università VU Medical Centre - Olanda) ha pubblicato insieme a D. Révés, E.S.Epel, J.Lin, O.M.Wolkowitz, BWJH Penninx (Molecular Psychiatry, novembre 2013) uno studio condotto su 2407 persone per approfondire il rapporto tra depressione e invecchiamento.

Sono stati indagati (attraverso specifiche analisi del sangue), i cambiamenti che si riscontrano a livello cellulare profondo in situazioni di depressione.

Nello specifico, i ricercatori hanno indagato sui "telomeri", quelle aree terminali dei nostri cromosomi che costituiscono una sorta di "orologio biologico". Queste zone infatti tendono ad accorciarsi con la senescenza delle cellule. Misurare la lunghezza dei telomeri è quindi un modo di valutare il grado di invecchiamento cellulare.

Dai risultati emerge che:

1. le persone in stato di depressione, o che avevano vissuto una condizione di depressione, avevano i telemori molto più corti rispetto a chi non aveva mai sofferto la depressione,

2. le persone più gravemente e cronicamente depresse risultavano  avere maggiormente accorciati anche i telomeri.

 

I ricercatori vedono questi risultati come la reazione dell'organismo alla depressione e sostengono di aver provato che la depressione si associa a diversi anni di invecchiamento biologico, soprattutto per quelle situazioni con sintomi più gravi e croniche.