In Nigeria i fondamentalisti hanno arruolato kamikaze di soli dieci anni.
La piccola, fatta esplodere in questi giorni, aveva infatti appena dieci anni ed era del tutto ignara di quanto le sarebbe accaduto da lì a breve.
Notizia atroce, inconcepibile, scandalosa, crudele ed efferata per le nostre coscienze, una notizia profusa dai media con “particolare interesse” sicuri di suscitare l’impatto mediatico desiderato.

Secondo alcuni dati riportati dai giornalisti, la bambina pare non fosse al corrente del triste ed infausto "fardello di morte" che portava sotto il suo velo.
Si trovava al mercato di Maiduguri, quando le guardie perquisendola, l'hanno fatta esplodere come una vera bomba umana.
Il giorno seguente lo stesso modus operandi: due bambine, anche loro di dieci anni si fanno esplodere nel mercato di Potiskum, un altro atroce delitto.
Bambine rapite, ben pagate, arruolate ed adoperate: sono tante le ipotesi che si stanno facendo strada nella difficile e dolorosa ricostruzione degli eventi.
Lo scorso anno sono state rapite e tenute prigioniere nella cittadina di Chibok, ben duecento bambine, soltanto cinquanta di queste sono poi riuscite a scappare dai loro carnefici, raccontando i traumi della prigionia, tra botte, sevizie ed abusi sessuali.

Qualche riflessione

Ci siamo occupati di femminicidio, dei figli del femminicidio, di madri assassine e della morte in tutte le sue declinazioni, ma di bambine fatte esplodere, pensavamo e speravamo, di non dovercene mai occupare.

A quanto pare nemmeno i bambini sono immuni da questa cultura di morte.

La morte violenta di un bambino genera sempre profondo sgomento in noi mamme e nella collettività nella sua globalità, scuotendo le coscienze ed obbligandoci a riflettere.
Vite estirpate al loro futuro, bambine impreparate ed immature, appena affacciate al mondo, annientate e fatte esplodere con crudeltà ed efferata barbaria (i corpi sono stati ricomposti a fatica).
Un esempio così eclatante, quale messaggio - soprattutto mediatico - fa passare?
Tutto diventa possibile?
Niente e nessuno è ormai al sicuro?
L'essere umano, mosso dalla fede o dall'odio, di quali derive è capace?
La mattina dell'attentato, chi aveva aiutato a vestire le bambine?
Come le avevano imbrogliate?
Cosa avevano detto loro?
Forse che avrebbero indossato una luccicante corazza, forse uno scudo di cui essere fiere o forse niente, le piccole erano abituate ad obbedire ed a non porsi molte domande.
Quale adulto - genitore, zio, nonno o amico di qualche altro genitore - ha potuto organizzare tale gesto?
Con quale coraggio ed atroce lucidità?

Un impatto mediatico enorme: una sorta di marketing dell'orrore e del terrore, la strumentalizzazione dei bambini si sa, funziona sempre e molto di più dell'utilizzo dell'adulto.

Conclusioni

L'infanzia, più di qualunque altra fase della vita, va tutelata e protetta.
Un bambino che subisce maltrattamenti, solitamente si trasforma in un "adulto abusante".
Una crescita segnata da esperienze traumatiche, psichiche o fisiche, vissute in prima persona o osservate, può danneggiare e compromettere il futuro sviluppo psichico del bambino, facendolo diventare un adulto scarsamente empatico e poco adeguato sul piano delle relazioni.
L'infanzia è infatti un "momento topico" di fondamentale importanza per la salute fisica e psichica del futuro adulto; diventa poi necessaria la formazione ed il successivo mantenimento di un buon "legame di attaccamento" fra il bambino e chi si prende cura di lui (solitamente un adulto accudente).
Se tutto questo non avverrà, il bambino di oggi, non sarà un adulto sano, equilibrato e capace di reggere alle intemperie della vita.

- Come spiegare queste "bambine-bomba" ai nostri figli?
- Quale messaggio far passare loro?

A queste inquietanti domande forse è meglio non rispondere poiché non vi è risposta e qualsiasi tipo di spiegazione – data ai bambini - significherebbe in qualche modo “comprendere” o “giustificare” e tutto questo è incomprensibile ed ingiustificabile.

Forse sarebbe opportuno riconsiderare il concetto di esistenza dal punto di vista umano e delle questioni religiose pur consapevoli che il senso di instabilità e precarietà accompagna l’uomo dagli albori della sua esistenza.


Fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/01/10/nigeria-bambina-kamikaze-in-mercato-10-morti-_8ed2a31e-315d-4cc3-bfb8-cc85a1ad86df.html