Vasectomia

La vasectomia: sterilizzazione dell'uomo con legatura dei deferenti

Dr. Giovanni Beretta Data pubblicazione: 04 aprile 2012 Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2021

La vasectomia, cioè la legatura bilaterale dei deferenti, è un metodo sicuro ed efficace nel garantire una contraccezione permanente ed è priva di effetti collaterali importanti a breve e a lungo termine; l’unico punto debole, legato a questa procedura chirurgica non complessa, è il cattivo e a volte insufficiente grado di informazione pre, intra e post-operatorio che viene fornito ai pazienti da parte degli andrologi.

Vasectomia: domande e risposte

L'intervento di sterilizzazione maschile è un metodo contraccettivo permamente, che consiste nel tagliare e sigillare i dotti deferenti, impedendo quindi agli spermatozoi di unirsi e rendere fertile il liquido seminale. Si tratta di un metodo non completamente irreversibile in quanto è comunque possibile effettuare l'inversione, tuttavia è necessario specificare che un'eventuale ripristino dei canali è un'operazione costosa e con un'alta percentuale di insuccesso.

Pertanto questa scelta deve essere effettuata in piena consapevolezza, vediamo quindi gli aspetti più importanti della vasectomia.

A chi è consigliata la vasectomia?

La legatura dei deferenti è soprattutto indicata a maschi di età superiore a 30 anni con una relazione stabile (aggiungerei già con prole), senza gravi patologie a livello della borsa scrotale e/o pregressi dolori a livello del testicolo e dell’epididimo.

Informazioni prima dell'intervento di vasectomia

A tutti gli uomini che vogliano sottoporsi a questo tipo d’intervento, si dovrà dare una corretta e precisa informazione relativa a tutte le altre tecniche alternative di contraccezione, ma soprattutto ai particolari e specifici aspetti della procedura chirurgica quali:

  • la sostanziale irreversibilità dell’intervento
  • l’eventuale consiglio alla crioconservazione di un campione di liquido seminale
  • la necessità di utilizzare una contraccezione efficace fino alla provata sterilità, che si verifica tramite uno spermiogramma, fatto in ambiente dedicato.

È opportuno far firmare sempre un dettagliato consenso informato che deve contenere appunto tutte le informazioni relative alla tecnica di intervento utilizzata, alle possibili alternative, alle complicanze, alla necessità, fino ai 3 mesi successivi all’intervento, di utilizzare sempre mezzi contraccettivi sicuri.

Per approfondire:Metodi anticoncezionali: tutte le alternative possibili

Rischi e complicanze

La vasectomia può avere una piccola percentuale di complicanze minori, tra cui:

  • ematomi
  • infezioni
  • dolori.

Non bisogna inoltre trascurare le percentuali, anche se modeste, di insuccesso.

Le complicanze associate a questo intervento sono modeste: nelle 113 pubblicazioni esaminate i sanguinamenti e gli ematomi postoperatori, in genere superficiali, sono stati segnalati nel 4-22% dei casi, le infezioni di grado lieve e limitate alla ferita nello 0,2-1,5%, il dolore scrotale cronico nell’1-14%, la ricanalizzazione precoce nello 0,2-5,3%, la ricanalizzazione tardiva, cioè dopo aver riscontrato una precedente azoospermia, nello 0,03-1,2% dei casi.

Esistono differenti tecniche chirurgiche?

I dati raccolti non indicano una tecnica chirurgica più affidabile di un’altra nell’ottenere il risultato sperato o tale da giustificarne il suo uso preferenziale, sappiamo invece che l’elettrocoagulazione dei monconi dei deferenti diminuisce in modo significativo le percentuali di ricanalizzazione precoce.

Cosa fare dopo l'intervento?

Dopo 3 mesi dalla vasectomia e almeno 20 eiaculazioni protette, al controllo post-chirurgico è indispensabile effettuare un esame del liquido seminale per verificare l’avvenuta sterilità.

Solo ad azoospermia ottenuta (gli autori parlano pure di presenza di spermatozoi immobili <100.000/ml ma qui io personalmente dissento e non mi sentirei tanto tranquillo!) l’uomo potrà avere rapporti liberi, cioè non protetti.


Fonte:


Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

2 commenti

#1
Utente 375XXX
Utente 375XXX

Egr. Dott. Beretta
nel 2001, all'età di 47 anni, vivendo a Miami, mi feci praticare dall'urologo una vasectomia.
Qualche tempo fa cercando su internet trovai purtroppo il seguente articolo a dir poco "drammatico":
Mi può dare qualche delucidazione?

"¿Cosa succede al sistema immunitario?
Gli anticorpi ci rendono immuni da certe malattie specifiche dell'ambiente esterno. Attraverso gli antigeni , il corpo si attiva per produrre gli anticorpi adeguati per la sua difesa.
Il problema grave sorge quando il corpo genera difese contro le cellule che esso stesso produce, come accade nella Vasectomia e quindi il corpo diventa “AUTOIMMUNE”, allergico a se stesso.
Vari studi scientifici hanno scoperto questi anticorpi come risposta agli antigeni dello sperma che seguono alla Vasectomia.
Quali sono le malattie Auto-immuni?
L'auto-immunità si presenta nella sclerosi multipla, diabete mellito, artrite reumatoide, alcuni tipi d'epatite, malattia d'Addinson (funzionamento inadeguato delle ghiandole dell'adrenalina) e lupus eritematoso.
Uno studio svolto da Thomas B. Clarkson y Nancy J. Alexander, giunse alla conclusione che “la risposta immunologia agli antigeni dello sperma, che spesso accompagna la vasectomia, può aggravare l'arteriosclerosi”.
Le malattie arteriosclerotiche, tali come la trombosi coronaria, embolia polmonare, trombo-flebite , l'artrite e angina pectoris si aggravano se si consumano cibi ricchi di colesterolo.
L'analisi del Dr. Roberts eseguita sui suoi pazienti, trovò un'alta corrispondenza tra le malattie sistematiche e gli uomini operati di vasectomia recentemente. Osservò repentine apparizioni di trombo-flebite , embolia polmonare, ingrossamento dei noduli linfatici, infiammazione delle articolazioni, narcolessia grave (sonnolenza incontrollabile), ipoglicemia, diabete mellito, squilibrio ormonale, con la conseguente impotenza sessuale, mal funzionamento del fegato, eruzioni della pelle, infiammazioni dell'epicardio, infiammazioni della prostata, fibrosi polmonari, disordini allergici, sclerosi multipla acuta e coagulazione alterata del sangue.

L'ematoma , cioè l'accumulazione di sangue nello scroto.
L' Epididimite , che è l'infiammazione dell' Epididimo nella parte alta del testicolo che causa febbre, dolore, malessere e richiede riposo e antibiotici.
L'aspetto più grave sono gli anticorpi Antisperma, poiché i testicoli continuano a produrre spermatozoi ed essi non trovano uscita all'esterno, accumulandosi e formando così piccoli noduli o granuli spermatici.
Questi granuli sono parte di una reazione immunologica che cerca di immunizzare l'uomo contro il suo sperma affinché qualunque sia la quantità di sperma prodotta dai testicoli, sia distrutta immediatamente come se fosse una malattia. Tutto questo dà origine all'Impotenza sessuale. Conosciamo diversi casi.

Altra implicazione è che gli Anticorpi Antisperma, distruggendo le proprie cellule, possono entrare nel processo di confusione cellulare e distruggere altre cellule del corpo, dando origine alle cosiddette malattie auto-immuni come il Diabete Mellito, l'Artrite Reumatoide, etc.. "

#2
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore,

sono considerazioni ed osservazioni cliniche isolate, di parte che fortunatamente non hanno avuto in questi anni alcun sviluppo o riscontro significativi a livello clinico e quindi sono state serenamente archiviate.

Un cordiale saluto.

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