Curarsi il varicocele da soli? Forse sì

Dr. Giulio BiagiottiData pubblicazione: 07 luglio 2015

La rete è piena di cure fai da te. In pratica ognuno porta alla ribalta le sue esperienze, le condivide e rimedia seguaci. Di scientifico, ovviamente, ce n’è poco e, spesso, il ragionamento ha una logica che fa acqua da tutte le parti se analizzato in termini rigorosi.

Sul varicocele come causa di infertilità maschile, ad esempio, si discute da un sacco di tempo senza essere peraltro arrivati a conclusioni definitive. La terapia del Varicocele però, è chirurgica e rimane appannaggio esclusivo dei camici bianchi del tipo di quelli che hanno perso una decina d’anni della loro vita tra corso di laurea e specializzazione.

 

Proviamo a fare un approccio da navigatore di rete. Sgrufolando aiutati dai motori di ricerca finiamo per scoprire che il Varicocele è una vena varicosa ereditata insieme alla capacità di fare le vene varicose dappertutto. Siccome il sangue ristagna sul testicolo affetto che di solito è il sinistro ma è collegato col destro avvengono disastri da troppo calore locale. Lo spermiogramma, che molti credono misurare la fertilità maschile anche se non è vero, mostra valori ben al di sotto dei parametri di riferimento. Si stabilisce, quindi, nella mente di chi legge, la relazione di causa effetto: il varicocele rende sterili ergo per non diventare sterile devi operare il maledetto. In passato ho già tentato di confutare un assunto così radicale e non intendo ripetermi in questa sede, oggi, ma vorrei andare oltre.

 

Esiste un’alternativa all’intervento che ripristini le condizioni di normalità dello spermiogramma? Consultando dr Google mi imbatto, dopo aver riempito il cestino di cartaccia virtuale, in un interessante lavoro scientifico. Me la cavo con l’inglese e scopro che i testicoli, tra le tante cose che fanno intanto che convivono colla venona dilatata, invece di incorporare nelle cellule Zinco che è utile, prendono al suo posto il Piombo e il Cadmio. Questi due sono capaci, a loro volta, di modificare pesantemente la programmazione biologica delle cellule testicolari alterando spermatogenesi, spermiogenesi e produzione di ormoni steroidei. Il risultato è il disastro dello spermiogramma.

Prendere più zinco però non serve se è vero l’assunto per cui è la cellula del testicolo a sbagliarsi. Quindi il ragionamento col dr Google continua alla cerca di sostanze, magari naturali, in grado di portar via quei metalli nocivi. Ed ecco che la rete risponde immediatamente e introduce il concetto di chelazione. Rapida occhiata a Wikipedia per vedere che diavolo è un chelante e il gioco è fatto. Coriandolo. Il coriandolo è un’erbetta di aspetto simile al prezzemolo che, se tritata, emana una certa dose di cattivo odore. Però produce dei piccoli semi beige, sferici, che a loro volta tritati, invece, hanno un profumo e un sapore invitanti. Li vendono al supermercato, ovviamente.

Il potere chelante del coriandolo potrebbe mettere tutto a posto. Poi la navigazione continua alla ricerca di un antiossidante che possa ridurre i maledetti radicali liberi che si formano in eccesso nel testicolo impiombato. Digitando varicocele e antiossidante esce fuori un lavoro di tutto rispetto scientifico che sostiene come un antiossidante, che si trova spessissimo sulla lista dei conservanti della maggior parte delle scatolette, l’E300, faccia al caso nostro.

La vecchia Vitamina C che ha salvato dallo Scorbuto la Marina Inglese e non solo si presta benissimo alla bisogna. Tra le altre cose contrasta l’acido urico e limita le nitrosamine nell’intestino. Ora che ci penso l’avevamo sentito dire che sono cancerogene, meglio.

Non resta che provare a trovare la dose giusta di verdure fresche e coriandolo e ripetere lo spermiogramma dopo due mesi.

Nel decidere la dose della vitamina C ricordarsi che il sovradosaggio provoca delle diarree abbastanza potenti.

 

Riferimenti: 

 

 

Autore

giuliobiagiotti
Dr. Giulio Biagiotti Andrologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1984 presso Università di Perugia.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Perugia tesserino n° 4114.

11 commenti

#1
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Caro Giulio,
news precisa e soprattutto chiara; per gli urologi e i chirurghi rimane sempre il dilemma: "operare o non operare"!

#2
Dr. Andrea Militello
Dr. Andrea Militello

Sempre interessante e ben romanzate le news di Giulio. Un piacere leggerle e un piacere vedere quanta passione per la materia
Un caro saluto

#7
Utente 403XXX
Utente 403XXX

Questa mi risposta è riferita al Dr. Giulio Biagiotti.
Premetto che non sono venuto qua per generare flame o litigare, ma solo per ragionare e scambiare pareri.
Premetto dicendo che sono un tecnico informatico diplomato ed un ricercatore di notizie e relative prove scientifiche, ho studiato da autodidatta naturopatia (alimentazione sana, fitoterapia, omeopatia, erboristeria, orgonoterapia) ed alimentazione salutare per 3 anni su libri elettronici e cartacei, lettura di referti medici pubblicati online dopo sperimentazione animale, richiesta informazioni con veterinari "laureati" in medicina e specializzati in naturopatia (accademia), ricerca di vecchi e nuovi "protocolli antitumorali alternativi" e grazie a tutto questo ho realizzato due protocolli miei 100% naturali (uno ad uso umano ed uno a uso animale) che hanno ho bloccato (ma non fatto regredire dato che non c'è stato tempo materiale a causa l'età avanzata dell'animale) la crescita neoplastica di un meningioma e di un'adenoma carcinoma mammario con metastasi in una femmina di pitbull non sterilizzata che dopo 1 anno e 3 mesi non è morta di cancro ma di vecchiaia unita ad una grave infezione uterina da batterio antibiotico-resistente (Escheria Coli).
Premetto che so bene che se la terapia ha funzionato sul cancro della mia amata cagnona non vuol dire che funzionerebbe allo stesso modo su tutti i cani e soprattutto su tutti i tipi di cancro.
Ma intanto su di lei il cancro si era fermato ed invece di vivere 3 settimane circa come avevano detto i veterinari ha vissuto 1 anno e 3 mesi arrivando all'eta di 13 anni e 9 mesi, ossia a fine vita per un pitbull sano, figuriamoci dunque per uno malato di cuore ed operato 2 anni prima di ernia al disco.
La mia amata pitbull aveva diverse patologie e nel suo caso specifico la chirurgia delle masse era impossibile a causa dell'età avanzata ed un lieve soffietto cardiaco congenito e la chemioterapia (come da statistica oncologica) è inefficace per i due tipi di tumore da lei avuti.
Scusate se mi sono prolungato ma ci tenevo a spiegare bene chi sono e quali sono le mie competenze.

Vengo al punto.

Un medico serio e competente non deve fare come ha fatto lei su questo articolo e permettersi di insultare o sfottere chi cura persone o animali malati in modo alternativo alla medicina.
Solo uno stolto pensa che solo perché è laureato ha la ragione assoluta !!!
Magari le cure naturali non possono guarire ogni patologie esistente ma sicuramente ne possono prevenire tantissime, far guarire o migliorare tante altre.
Tornando in tema varicocele...
Esistono sostanze naturali che aiutano la circolazione sanguigna, aumentano il livello di testosterone e la produzione di spermatozoi.
Quindi la cosa giusta nel 2016 sarebbe unire la chirurgia alle cure naturali invece di limitarsi ai soli farmaci che non dico sempre ma spesso (tossicità del farmaco) fanno più male che bene.

#8
Utente 403XXX
Utente 403XXX

Tornando alla malattia del secolo, vi comunico che attualmente sono in sperimentazione in UK un protocollo antitumorale a base di Canapa.
Mentre in due centri oncologici Italiani sono in atto due sperimentazioni uno con Ganoderam Lucidum Reishi ed uno con Curcumina (principio attivo della curcuma).

Tra 10 anni (2 sono già passati) uscirà la cura definitiva contro il cancro che sarà a base di canapa e non lo dico così a caso ma con sicurezza perché ho visto lo studio in vitro che dimostra che il THC (e gli altri principi attivi della canapa) in vitro distruggono le cellule tumorali maligne nell'arco di 24 ore !!!
Dunque quale miglior base per creare una cura definitiva contro la malattia del secolo?
L'unico problema sarà che nell'arco di 10 anni moriranno altre 10.000 persone (un'olocausto paragonabile a quello di Chernobyl) curate con chemioterapia e se siete bene informati dovreste sapere che la chemio senza chirurgia ha successo solo nel 2% dei casi (lo dice la statistica e potrebbero anche essere guarigioni spontanee).

#11
Specialista deceduto
Dr. Giorgio Cavallini

Lo so che non son Biagiotti, ma che vuole mai nell' ambiente ci chiamono CIP e CIOP: CIOP lui che è più grasso.
Cosa vuole mai. noi medici facciamo bene solo per alcuni: i sopravissuti, gli eredi dei defunti, quelli cui il decuius era antipatico, familiiari ed amici degli impresari di pompe funebri, nonchè gli impresari stessi, officiatori di funzioni di culto, impiegati della angrafe che così ha da fare, falegnami, fioristi, tipografi, giornalisti, assicuratori, dipendenti e titolari di società antiinfortunistiche, avvocati, procuratori, giudici, medici legali, consulenti, cancellieri.
Beh a ben guardare un sacco di gente. Penso che continuerò a fare il medico..

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