Geni e deficit dell’erezione

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 15 ottobre 2018

 

Alcune disfunzioni dell’erezione sembrerebbero collegate ad una variazione del DNA; questa scoperta molto interessante potrebbe aprire nuove prospettive diagnostiche e forse, in un futuro prossimo venturo, potrebbe anche indicarci nuove strategie terapeutiche per cercare di risolvere questo importante e frequente problema sessuale maschile.

 

    

 

La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori americani, soprattutto californiani, della  Division of Research, Kaiser Permanente Northern California di Oakland, ed ora è stata pubblicata sulla rivista "Proceedings of National Academy of Sciences".

I nostri ricercatori hanno analizzato i genomi completi e i codici genetici di 36.649 maschi americani e di 222.358 uomini britannici, provenienti dalla UK Biobank.

Questa imponente ricerca ha portato i ricercatori ad identificare un singolo locus (rs17185536-T), posizionato sul cromosoma 6 nei pressi del gene Basic Helix-Loop-Helix transcription factor 1 (SIM1), come fattore significativamente associato al rischio di avere un problema erettivo (odds ratio = 1.26, P= 3.4 × 10−25).

Questa relazione è stata confermata anche nel gruppo britannico di maschi della UK Biobank (odds ratio = 1.25, P= 6.8 × 10−14).

 

   

 

I ricercatori californiani hanno verificato anche che questa relazione genetica è indipendente da tutti gli altri fattori di rischio che possono scatenare un problema erettivo, compreso l’indice della massa corporea (BMI)

Il locus in causa si troverebbe nel medesimo dominio topologicamente associato e noto come SIM1 che fa parte del sistema leptina-melanocortina e che ha un ruolo importante e confermato sull'omeostasi, cioè sulla tendenza naturale al mantenimento di un relativo stato di equilibrio interno delle proprietà fisico-chimiche di un organismo, e sulla funzione sessuale.

 

     

 

Questi risultati in sintesi ci suggerirebbero che, quando è presente un problema erettivo, oltre ai già noti fattori vascolari, ormonali, neurologici, dismetabolici o psicologici, bisognerebbe pensare anche ad una possibile “predisposizionedi tipo genetico.

 

Fonte:

http://www.pnas.org/content/early/2018/10/02/1809872115

Altre informazioni: 

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-quando-l-erezione-e-difficile-o-non-c-e-che-cosa-fare.html

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/278-disturbi-dell-erezione-e-diabete-mellito-cosa-fare.html

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/2459-deficit-erettivi-e-fumo-di-sigaretta.html

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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