Coronavirus-19: bene prorogare di sei mesi il limite di età per la PMA

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 17 aprile 2020

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Coronavirus-19: dopo il blocco bene prorogare di sei mesi il limite di età per la PMA.

Questa è una corretta e condivisibile indicazione che viene data anche dalla Società Italiana della Riproduzione Umana (SIRU) e che parte dalla richiesta principale fatta da quei pazienti che devono utilizzare una tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e si basa sulla fondata paura di perdere i diritti di accesso alle terapie di riproduzione assistita da parte di tutte le coppie non più giovani.

 

Le direttive regionali per l’utilizzo delle tecniche di riproduzione assistita stabiliscono attualmente limiti di età per le donne molto diversi, che vanno dai 43 ai 50 anni; norme che interessano anche la prescrizione dei farmaci; raggiunti questi limiti d’età la donna perde i diritti di usufruire dell’assistenza garantita con il sistema sanitario regionale, sia nelle strutture pubbliche che in quelle private convenzionate.

 

La Società Italiana della Riproduzione Umana, come peraltro alcune Regioni stanno già stabilendo, chiede di prorogare di almeno sei mesi questi limiti di età.

A questo proposito bisogna poi considerare, oltre al blocco delle attività nei Centri di PMA, anche la tempistica necessaria per preparare e riorganizzare tutta l’attività dei vari centri PMA: modalità di accessi alle strutture e alle procedure in sicurezza, protocolli terapeutici e soprattutto la valutazione del tempo necessario per smaltire le inevitabili lunghe liste d’attesa, create dal lockdown imposto dalla pandemia da COVID-19.

 

Le diverse società scientifiche ora raccomandano la ripresa delle complesse attività dei centri di PMA e chiedono, come quadro di riferimento, precise garanzie in modo tal che nessun operatore e nessun paziente possa essere esposto ad un eventuale rischio di contagio e, per questo motivo, viene proposta la ripresa delle attività in concomitanza e non prima della revoca delle misure di lockdown e viene inoltre consigliato di evitare, quando possibile, eventuali spostamenti tra diverse regioni.

 

Fonte:

https://centrodemetra.com/

https://www.pmaumanizzata.com/

Altre informazioni:

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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