Riprendendo una recente news del collega Militello, sembrerebbe che il Coronavirus (COVID-19) si possa aggiungere alle già numerose e diverse cause che portano ad un'alterazione dei parametri del liquido seminale.

Secondo alcuni ricercatori cinesi del Wuhan's Tongji Hospital il COVID-19 condivide un'alta somiglianza di sequenza e utilizza lo stesso recettore d’ingresso cellulare, cioè l'enzima 2 di conversione dell'angiotensina (ACE2), con l'altro Coronavirus capace di scatenare una sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV).

 

Questi recettori "sono strutture speciali che si trovano sulle membrane cellulari" e l’enzima ACE2 lo si trova in quantità significativa nei polmoni ma anche nei reni e nelle gonadi maschili, cioè nei testicoli.

Altra puntualizzazione, fatta dai colleghi cinesi, è che durante l’epidemia di SARS, scatenatasi nel 2002 e 2003, furono segnalati danni testicolari in alcuni pazienti colpiti dal virus.

Ora una prima segnalazione, in questo senso, sul nuovo Coronavirus (COVID-19) è stata lanciata dal collega Li Yufeng del Center for Reproductive Medicine del Wuhan's Tongji Hospital, notizia poi pubblicata anche sul sito web governativo di Hubei.

Questo studio sembrerebbe indicare che l’attuale Coronavirus (COVID-19) sia capace di provocare un danno dell’”omeostasi immunitaria” a livello testicolare e di conseguenza causare anche delle infiammazioni alle gonadi maschili, cioè delle orchiti, come succede in alcune problematiche cliniche secondarie che si possono avere dopo una parotite.

 

Tutto ciò naturalmente porterebbe sicuramente ad una riduzione significativa del numero di spermatozoi e quindi problemi ad avere un figlio.

Un’altra ricerca, condotta da alcuni urologi dell’Ospedale di Suzhou, affiliato all’Università di Nanchino e pubblicata, come report preliminare, su "medRxiv", ipotizza che il nuovo Coronavirus (COVID-19) possa legarsi direttamente alle cellule che hanno l’enzima ACE2 e in questo modo danneggiare anche il tessuto renale, oltre a quello polmonare e testicolare, arrivando anche a determinare problematiche di tipo oncologico.

 

Le osservazioni riferite alle gonadi maschili non sono nuove perché molte patologie virali, come l’epatite B e, come già in parte detto, la parotite sono a volte capaci di danneggiare i testicoli e quindi la regolare produzione di spermatozoi; in particolare in presenza di una parotite sappiamo che, se viene colpito un maschio dopo la pubertà, si può, in circa il 30% dei casi, scatenare una orchite e di conseguenza anche una grave dispermia.

 

Comunque, per ragioni non ancora note, questo report preliminare urologico è stato successivamente rimosso dal governo di Hubei, come riportato dal "South China Morning Post", senza alcuna precisa motivazione.

Effettivamente forse potrebbe risultare un po’ prematuro concludere che questa viremia da COVID-19 possa sicuramente determinare un vero problema di fertilità nei maschi; infatti, al momento attuale, è una prospettiva clinica teorica non suffragata ancora da dati clinici sicuri e condivisi ma comunque è sicuramente una preoccupazione andrologica da non sottovalutare e da tener presente nelle eventuali e future valutazioni cliniche dopo che questa pandemia sarà superata.

 

Fonti:

Altre informazioni: