emorroidi

Trattamento emorroidi: la legatura elastica, la tecnica meno invasiva

Dr. Nando GalleseData pubblicazione: 19 novembre 2016Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2021

Da molti anni la legatura elastica nel trattamento delle emorroidi rappresenta il “gold-standard” negli USA, per l'ottimo rapporto tra efficacia (benefici ottenuti) e la bassissima percentuale di rischio (rare e modeste complicanze) nell'ambito delle terapie per la malattia emorroidaria.

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La legatura delle emorroidi

Questo tipo di trattamento per la cura delle emorroidi viene eseguito ambulatorialmente, è indolore e, pertanto, non richiede nessuna anestesia. Immediatamente dopo l’intervento il paziente è in grado di riprendere le normali attività.

Il dolore postoperatorio, nei rari casi in cui si presenta, è facilmente controllabile con i comuni farmaci analgesici. Piccole (e rare) complicazioni, facilmente risolvibili, possono essere rappresentate da modeste perdite di sangue (nelle prime settimane) che non richiedono nessun altro intervento, ma si arrestano spontaneamente.

Ancora più raro è il caso della formazione di piccoli, fastidiosi coaguli (trombi) nelle vene del margine anale: la risoluzione è spontanea in pochi giorni.

Immediatamente dopo le legature delle emorroidi il fastidio più frequente, ma completamente sopportabile e transitorio, è la cosiddetta “urgency” (= urgenza defecatoria o tenesmo), cioè uno stimolo ad andare di corpo, più o meno intenso, più o meno prolungato (da poche ore a qualche giorno): il paziente ha l’impressione di dover evacuare, ma, in effetti, si tratta solo di un aumento della sensibilità dei recettori nervosi del canale ano-rettale, stimolata dalla presenza degli elastici applicati.

Come funziona questo tipo di trattamento delle emorroidi

La legatura viene effettuata con strumenti disposable (“usa e getta”), generalmente mediante “aspirazione” dei tessuti muco-emorridari, sui quali vengono posti piccolissimi elastici.

Nel giro di 1 o 2 settimane i noduli legati vanno in necrosi ischemica e cadono insieme agli elastici, generalmente senza manifestazioni particolari, tranne, in rari casi, un piccolo e temporaneo flusso ematico.

In pazienti particolari (in terapia anticoagulante, dializzati, portatori di alterazioni coagulative, ecc.), è richiesta la sospensione di alcuni farmaci e un controllo un pochino più attento in merito al sanguinamento.

La legatura elastica delle emorroidi è un metodo che non prevede un trattamento “massivo”, ma richiede, opportunamente, sedute ripetute (così come un trattamento dal dentista).

Generalmente si ottengono discreti risultati dopo 2-3 sedute.

La legatura elastica non preclude, ne prima, ne dopo, qualsiasi altra tecnica diagnostica (es.: Colonscopia, Defecografia, ecc.) o terapeutica (qualsiasi intervento maggiormente invasivo).

La legatura elastica costituisce un utile complemento degli interventi maggiori (Emorroidectomia, HAL-Mucopessia, prolassectomia di Longo, STARR o Transtar, ecc) con cui si integra, potendo precederli come “tentativo mininvasivo” o seguirli come “rifinitura”.

Il metodo di legatura delle emorroidi, naturalmente, non costituisce una panacea e non è applicabile a tutte le forme e i gradi di patologia né, a parità di condizioni, a tutti i pazienti: l'indicazione va posta da un Proctologo esperto nella tecnica che sappia illustrare dettagliatamente al paziente le caratteristiche, benefici ricercati e limiti della tecnica.

Con le giuste indicazioni e con la dovuta maestria di realizzazione, in certi casi, questa tecnica di trattamento delle emorroidi è applicabile anche a gradi avanzati di prolasso, con risultati, a volte, superiori alle aspettative o quasi impensabili.


Autore

nandogallese
Dr. Nando Gallese Chirurgo toracico, Chirurgo d'urgenza, Colonproctologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1979 presso Università di Roma .
Iscritto all'Ordine dei Medici di Cagliari tesserino n° 6534.

3 commenti

#1
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Condivido parola per parola quanto hai scritto e mi complimento per la chiarezza e la sintesi.
Se posso, mi permetterei solo di aggiungere che è una procedura efficace quando il prolasso non è avanzato o circonferenziale dove risultati migliori si ottengono con le altre procedure che hai citato.

#2
Dr. Nando Gallese
Dr. Nando Gallese

Ti ringrazio del consiglio, che ho prontamente seguito. Io applico la legatura elastica (come ho scritto) in casi selezionati anche ai gradi avanzati di prolasso (in più sedute) o anche al prolasso mucoso occulto ostruttivo, con procedimento particolare scaturito da lunga esperienza. I risultati sono incostanti e imprevedibili, ma in pazienti fragili, molto anziani, defedati, scoagulati, ecc., spesso è l'unico tentativo praticabile.

#3
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Condivido anche questo, in particolare l' indicazione nei pazienti 'fragili'.

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