Ecco la Pillola che previene l'HIV AIDS: vogliamo cominciare a parlarne?

Dr. Luigi LainoData pubblicazione: 02 settembre 2018

L'HIV è la malattia da combattere.

L'Informazione è l'arma più importante per questa lotta.

Da Venereologi, Specialisti in Malattie Sessualmente Trasmissibili, abbiamo notato come negli anni, la diffusione delle informazioni si sia esponenzialmente ridotta e parimenti, il numero delle infezioni sia esponenzialmente aumentato.

Riteniamo di fondamentale importanza quindi, far passare anche attraverso i nostri canali, le informazioni necessarie per la salvaguardia della Popolazione generale.

Ecco i dati:

1. DAll'HIV / AIDS NON si guarisce. Questo è il primo dato di fatto.

2. Le infezioni da HIV / AIDS sono in costante aumento anche nella popolazione eterosessuale e anche e soprattutto nelle prime fasce di eta post-puberale.

3. Esistono terapie che rendono l'infezione di HIV una malattia cronica. Ovvero, se un paziente si cura con successo, molto difficilmente morirà per AIDS (che è la sindrome patologica da immunodeficienza acquisita a distanza di tempo dall'infezione con il virus HIV).

4. Esiste da tempo una terapia Post-Esposizione dal nome PEP o PPE (Profilassi Post Esposizione) che se effettuata nelle 48 ore (al massimo dopo 72) ore da un presunto contagio (e per presunto contagio si intenda un rapporto sessuale vaginale o anale NON protetto da profilattico con persona HIV+ o ad altissimo rischio HIV+ o con sierologia non nota, ma con alte probabilità di essere HIV+) protegge in altissima percentuale (>85-95%) da un'infezione HIV.

5. Esiste finalmente una RACCOMANDAZIONE POSITIVA per la Profilassi Pre-Esposizione PrEP, che è in linea con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e con altre associazioni internazionali per la lotta contro l'HIV AIDS.

 

Ribadendo le linee guida scriviamo che:

 

La Profilassi pre-esposizione PREP è raccomandata per: 

 

a) Uomini che fanno sesso con altri uomini (MSM)

b) Transgender che non usano solitamente il profilattico nei rapporti occasionali

c) Tutte le persone che fanno sesso con partners HIV+

 

E' una terapia che può essere presa in considerazione anche per:

 

d) Uomini e Donne eterosessuali che non fanno uso sistematico del profilattico e che hanno buone probabilità di entrare in contatto sessuale con partners HIV+ non in trattamento.

 

I Farmaci da considerare per il trattamento sono quelli di prima linea ovvero:

Tenofovir ed Emtricitabina 

Questi farmaci possono essere prescritti dallo Specialista dopo l'anamnesi accurata del paziente e la valutazione del rischio reale intercorso.

Le modalità di somministrazione del farmaco sono due:

1) somministrazione in unica dose giornaliera, per i soggetti che hanno frequenti rapporti a rischio non preventivabili

2) somministrazione in monoterapia per quei soggetti che preventivano un rapporto sessuale a rischio

 

Quali sono i benefici della terapia?

Se ben condotta, la protezione contro l'infezione da HIV può arrivare al 100% e questo non è poca cosa!

 

Quali sono i rischi della terapia?

Essenzialmente 2

- Effetti collaterali del farmaco (nausea, disiturbi gastrointestinali, cefalea, rischio aumentato di epatopatie, nefropatie e aumento del rischio cardiovascolare etc.)

- Diminuzione della percezione del rischio per tutte le MST: in altre parole, aumento delle Malattie Sessualmente Trasmissibili NON HIV tra cui:

a) Sifilide

b) Uretriti gonococciche e non gonococciche

c) Ulcera Venerea molle

d) HPV - papilloma virus (ceppi oncogeni) - condilomatosi genitale

e) Herpes genitalis

f) molluschi contagiosi

g) balanopostiti e vulv-vaginiti infettive batteriche, protozoarie, micotiche

 

E' chiaro quindi che la terapia NON dovrebbe MAI essere assunta in modo libero, ma SEMPRE sotto controllo specialistico meglio se Venereologico.

Per nostro conto, noi, nel nostro ruolo di Specialisti delle Malattie Sessualmente Trasmissibili, siamo pronti e disponibili alla PRESCRIZIONE e alla SOMMINISTRAZIONE controllata della terapia PREP (Pre-Esposizone) e PEP (Post Esposizione) ed invitiamo tutti i Pazienti a prendere contatti con il proprio Venereologo di fiducia.

L'HIV / AIDS non si può ancora debellare dal corpo umano una volta contratta, ma grazie a queste importanti novità, il rischio di infezione può essere abbattuto!

Diffondere queste importanti notizie in modo serio, controllato, senza dimenticare gli effetti collaterali e l'aumento di altri rischi infettivi è norma di vitale importanza, così come per i pazienti, comprendere che queste sono terapia che non possono andare DA SOLE, ma debbono essere seguite dallo Specialista di riferimento e di fiducia che potrà controllare anche lo stato di salute generale e infettivo per le altre MST (che possono essere trasmesse con molta più facilità)

La cosa più importante e il messaggio da portare a casa è:

USARE IL PROFILATTICO. CONTATTATE SUBITO IL VOSTRO SPECIALISTA DI FIDUCIA.

Dr. Luigi Laino

DermoVenereologo, Specialista in Malattia Sessualmente Trasmissibili

https://www.medicitalia.it/luigilaino/

 

FONTI E APPROFONDIMENTI

Al momento, in Italia, non esistono specifiche raccomandazioni riguardo l'utilizzo della profilassi pre-esposizione nonostante il via libera della pREP da parte dell’Agenzia Euroepa dei Medicinali risalga già al 2016.

Molti ancora i quesiti sulla sua reale efficacia nella popolazione generale, al di fuori degli studi controllati e pubblicati.

Come abbiamo affermato, il controllo medico specialistico è necessario, non solo dal punto prescrittivi e diagnostico, ma anche al fine di educare il paziente e di sottolineare il rischio di un’eventuale sostituzione di comportamenti e presìdi a maggior protezione con questi farmaci.

Fondamentale pertanto attenersi a quanto riferito dalle linee comportamentali dettate dalle Agenzie, Istituti e Ministero di riferimento 

 

AGENZIA EUROPEA PER I MEDICINALI 

http://www.ema.europa.eu/ema/index.jsp?curl=pages/news_and_events/news/2016/07/news_detail_002578.jsp&mid=WC0b01ac058004d5c1

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ 

http://old.iss.it/farm/?lang=1&id=4047&tipo=9

MINISTERO DELLA SALUTE

http://www.salute.gov.it/portale/p5_1_1.jsp?lingua=italiano&id=164

 

 

Autore

luigilaino
Dr. Luigi Laino Dermatologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso UNIVERSITA' LA SAPIENZA di ROMA.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 50938.

12 commenti

#4
Utente 441XXX
Utente 441XXX

Io non ho capito quale è il farmaco che lo previene prima dell’esposizione..

#7
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Gentile Utente 441793, il farmaco è indicato nell'articolo:

"I Farmaci da considerare per il trattamento sono quelli di prima linea ovvero: Tenofovir ed Emtricitabina"

Non indichiamo i nome commerciale, sebbene esso sia indicato anche dall'Agenzia Europea dei Medicinali e già ad oggi presente in forma generica.

Cordialità

#8
Utente 506XXX
Utente 506XXX

Gentile dottor Laino,
la ringrazio per l'articolo che affronta temi molto importanti; a lei il merito di averli riproposti all'attenzione dei lettori.
Lavorando come attivista e giornalista nell'ambito dell'Hiv da molto tempo, mi risultano delle informazione leggermente diverse rispetto a quelle da lei riportate in diversi punti. Mi permetto di proporgliele per una sua verifica:
1. "il numero delle infezioni sia esponenzialmente aumentato": in generale, il numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV si mantiene più o meno stabile da diversi anni a questa parte. Nell'ultimo aggiornamento dei dati riportato dall'Istituto superiore di sanità (http://old.iss.it/binary/publ/cont/COA.pdf) si legge: "Negli ultimi anni si osserva una lieve diminuzione del numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV per tutte le modalità di trasmissione". La diminuzione non è statisticamente significativa (e condizionata al ritardo di notifica) quindi si può considerare un andamento più o meno stabile, che non rende meno grave la situazione!
2. C'è un refuso nella frase "La Profilassi post esposizione PREP è raccomandata per: ", lei intende ovviamente la profilassi PRE esposizione PrEP.
3. SI parla di "somministrazione in monoterapia per quei soggetti che preventivano un rapporto sessuale a rischio". In effetti l'assunzione dei farmaci per la PrEP è stata studiata in due modalità, la dose quotidiana e un dosaggio intermittente o "on demand" che però non consiste in una "monoterapia" (o, a dire meglio, è una monoterapia come la somministrazione quotidiana, nel senso che prevede l'assunzione di un solo farmaco, ma non in una sola somministrazione). La on-demand consiste in una dose doppia da assumere da 2 a 24 ore PRIMA del rapporto sessuale, una seconda dose singola dopo 24 ore (quindi successivamente al rapporto sessuale) e infine una ulteriore dose singola a distanza di altre 24 ore. Quindi per coprire un singolo rapporto sessuale occorrono tre somministrazioni. Nel caso in cui si abbiano rapporti sessuali in giorni consecutivi si continuerà a prendere una dose ogni 24 ore; l'importante è prenderne sempre una finale dopo 24 ore da quella assunta dopo l'ultimo rapporto sessuale. È un po' complicato, se vuole ci sono degli schemini riportati sul sito http://www.prepinfo.it/on-demand-solo-quando-serve/
4. "Al momento, in Italia, non esistono specifiche raccomandazioni riguardo l'utilizzo della profilassi pre-esposizione nonostante il via libera della pREP da parte dell’Agenzia Euroepa dei Medicinali risalga già al 2016." In realtà, le "Linee guida Italiane sull’utilizzo della Terapia Antiretrovirale e la gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1" di Simit e del Ministero della Salute edizione 2017 (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2696_allegato.pdf) contengono un capitolo sulla PrEP.
La ringrazio ancora per l'ottimo servizio e la saluto con cordialità.

#9
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Caro Luigi,

credo che il tuo messaggio più significativo per i nostri utenti sia questo:

USATE IL PROFILATTICO (ed eventualmente se dubbi) CONTATTATE SUBITO IL VOSTRO SPECIALISTA DI FIDUCIA.

Ricordiamoci che la Pandemia da HIV è oggi comunque in ripresa; mi permetto di aggiungere a questa tua news alcuni miei link che segnalano dati epidemiologici recenti su questo problema ed alcune mie raccomandazioni per evitare un eventuale contagio

https://www.medicitalia.it/news/urologia/7753-hiv-aids-pandemia-in-aumento.html

https://www.medicitalia.it/news/andrologia/6905-hiv-virus-da-non-sottovalutare.html

https://www.medicitalia.it/blog/andrologia/3657-dieci-regole-sicure-per-evitare-l-aids.html

Un caro saluto.

#10
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Gentilissimo Utente 506697,

Anzitutto la ringrazio per i complimenti e contraccambio volentieri i suoi saluti.

Ancora, mi complimento con Lei per il supporto attivo: molti nostri utenti ci danno modo di perfezionare le nostre spiegazioni, specie su temi molto spinosi e dibattuti.

Il nostro servizio difatti cerca di rendere giustizia alla realtà dei temi sanitari diffusi alla popolazione generale; il tutto senza dimenticare che questo tipo di supporto è e deve rimanere, non vincolante ed orientativo, lasciando poi alla Visita Medica il "core" del Rapporto Medico Paziente.

Vengo ai suoi punti e per semplicità li ri-elenco uno ad uno con le mie singole risposte:

1. "il numero delle infezioni sia esponenzialmente aumentato": in generale, il numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV si mantiene più o meno stabile da diversi anni a questa parte. Nell'ultimo aggiornamento dei dati riportato dall'Istituto superiore di sanità (http://old.iss.it/binary/publ/cont/COA.pdf) si legge: "Negli ultimi anni si osserva una lieve diminuzione del numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV per tutte le modalità di trasmissione". La diminuzione non è statisticamente significativa (e condizionata al ritardo di notifica) quindi si può considerare un andamento più o meno stabile, che non rende meno grave la situazione!

R:

Pur conoscendo bene i dai ISS, il mio scritto si riferisce a dati globali (MONDIALI) i quali purtroppo sono assolutamente allarmanti; tali dati a mio avviso contrastano con l'identificazione di "stabile" nei criteri di diagnosi e di epidemiologia. Se ci "adagiassimo sugli allori" definendo "stabile" qualcosa che potrebbe a breve riproporsi come pandemica, non renderemmo un buon servizio a chi ci Legge.

Come credo Lei sappia, nel 2017 è stato registrato un AUMENTO SIGNIFICATIVO delle Infezioni da HIV in BEN 50 PAESI.

Se non vogliamo nasconderci dietro un dito e con la piena consapevolezza di non vivere più nel medioevo (in cui era impensabile per un malato girare il mondo), è da supporre agevolmente che la diffusione dell'HIV sia anche direttamente proporzionale all'interscambio fra popolazioni: ad oggi il rischio di una nuova PANDEMIA GLOBALE è dietro la porta.

A dirlo non è certo solo il sottoscritto, ma l'intera opinione pubblica interazionale scientifica. Riporto solo come esempio uno stralcio dal portale "osservatorio malattie rare" (prendo un sito italiano per massima chiarezza per tutti) che riporta poi di fatto, dati della 22° Conferenza internazionale sull'AIDS:

<<Gli 1.8 milioni di nuove infezioni stimate nel corso del 2017 e soprattutto l’incremento delle nuove infezioni in 50 Paesi rappresentino un drammatico segnale di pericolo che prospetta la possibile ripresa, attraverso la riaccensione di epidemie locali, della pandemia da HIV": è quanto hanno dichiarato i Prof. Massimo Galli, Presidente SIMIT, e del Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, in occasione della 22° Conferenza internazionale sull'AIDS, svoltasi a fine luglio ad Amsterdam (Paesi Bassi)>>

In questo altro stralcio proveniente dalla stessa conferenza internazionale sull'AIDS a parlare di rischio Pandemia sono in molti e di seguito si può leggere come NON il sottoscritto ma il PRESIDENTE DELL'AIFA - AGENZIA ITALIANA PER IL FARMACO abbia dichiarato che:

<<nuovi studi hanno dato delle prove concrete di come la PrEP sia una terapia "RISOLUTIVA">>. Ed ancora:

<<Si tratta di una profilassi pre-esposizione, una terapia che è stata perfezionata con il tempo e che ha permesso di limitare al minimo i rischi di contagio>>

http://www.ilsussidiario.net/News/Salute-e-benessere/2018/7/23/L-Aids-torna-a-fare-paura-Gli-esperti-lanciano-l-allarme-Rischio-pandemia-/831688/



2. C'è un refuso nella frase "La Profilassi post esposizione PREP è raccomandata per: ", lei intende ovviamente la profilassi PRE esposizione PrEP.

R:

si è ovviamente un refuso che correggeremo!

3. SI parla di "somministrazione in monoterapia per quei soggetti che preventivano un rapporto sessuale a rischio". In effetti l'assunzione dei farmaci per la PrEP è stata studiata in due modalità, la dose quotidiana e un dosaggio intermittente o "on demand" che però non consiste in una "monoterapia" (o, a dire meglio, è una monoterapia come la somministrazione quotidiana, nel senso che prevede l'assunzione di un solo farmaco, ma non in una sola somministrazione). La on-demand consiste in una dose doppia da assumere da 2 a 24 ore PRIMA del rapporto sessuale, una seconda dose singola dopo 24 ore (quindi successivamente al rapporto sessuale) e infine una ulteriore dose singola a distanza di altre 24 ore. Quindi per coprire un singolo rapporto sessuale occorrono tre somministrazioni. Nel caso in cui si abbiano rapporti sessuali in giorni consecutivi si continuerà a prendere una dose ogni 24 ore; l'importante è prenderne sempre una finale dopo 24 ore da quella assunta dopo l'ultimo rapporto sessuale. È un po' complicato, se vuole ci sono degli schemini riportati sul sito http://www.prepinfo.it/on-demand-solo-quando-serve/

R:

mi permetta di specificare una cosa a corollario del mio incipit iniziale:
Pur al netto della perfetta conoscenza delle modalità di somministrazione di un qualsiasi farmaco (dall'Aspirina..al Retrovirale..al Biotecnologico e ci mancherebbe fosse il contrario), lo schema POSOLOGICO non ha mai fatto parte del mio modo di comunicare le informazioni e le notizie in ambito telematico.

Io ritengo che il paziente/utente che si rivolge in internet per una ricerca sulla propria salute, non debba per forza di cose ricevere dati specifici sulla posologia e sui tempi di somministrazione (a farlo deve essere solo il Medico nell'ambito di un Rapporto Medico Paziente diretto) ma a Lui serva un corretto orientamento ed una corretta indicazione, la quale potrà poi essere chiarita in un secondo tempo "de visu".

Per tale motivo, ho voluto semplificare estremamente il concetto posologico (anche rischiando l'inesattezza "tecnica") relativo alla divulgazione di questa news.

4. "Al momento, in Italia, non esistono specifiche raccomandazioni riguardo l'utilizzo della profilassi pre-esposizione nonostante il via libera della pREP da parte dell’Agenzia Euroepa dei Medicinali risalga già al 2016." In realtà, le "Linee guida Italiane sull’utilizzo della Terapia Antiretrovirale e la gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1" di Simit e del Ministero della Salute edizione 2017 (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2696_allegato.pdf) contengono un capitolo sulla PrEP.

R:

siamo perfettamente al corrente di tutto e se ben legge il mio articolo scoprirà che abbiamo anche specificato i target cui tale terapia dovrebbe essere "raccomandata" e quelli ai quali "considerata": come però dovrebbe accadere quando si comunicano via internet notizie cruciali, le quali possono interessare in linea teorica "milioni di persone" è sempre d'uopo apporre la MASSIMA cautela e il raccordo con il proprio medico di fiducia.

<<La ringrazio ancora per l'ottimo servizio e la saluto con cordialità>>.

Lo faccio di nuovo con molta sincerità!

Luigi Laino

#11
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Caro Giovanni,

Lavorando "spalla a spalla" in Medicitalia da ben oltre un decennio (per me ormai sono 13..), sai bene sia Tu da Urologo che io da Venereologo, quanto ci siamo spesi a comunicare i presìdi FONDAMENTALI per proteggersi dalle MST.

Pertanto non poteva certo mancare il richiamo forte all'uso del Dispositivo profilattico come TAKE HOME MESSAGE:

sarebbe "insano" pensare che un farmaco per quanto fondamentale al fine di ridurre l'infezione da HIV potesse sostituire il profilattico che invece protegge ANCHE da molte altre MST, Malattie sessualmente trasmissibili le quali - e questo l'ho scritto e lo ribadisco - potrebbero aumentare esponenzialmente, laddove il ricorso alla PREP diventasse l'unico.

Grazie anche per le aggiunte dei tuoi articoli per una massima diffusione dei concetti da me sottolineati.

Luigi

#12
Utente 402XXX
Utente 402XXX

Gentile Dottore,

mi scuso se "sporco" il post, ho un dubbio legato alla PEP:

Ho avuto un incontro con una ragazza in un night club. Mi ha masturbato senza preservativo. E fin qui tutto bene.

Avrei due domande:

1) Le ho toccato il pube e la vagina esternamente (senza penetrazione con le dita): dopo un po' (tempo non lo ricordo ovviamente) mi sono masturbato con la stessa mano, senza comunque raggiungere l'orgasmo.

2) Ho praticato suzione dei capezzoli un paio di volte, senza sentire (penso che mi sarei accorto) liquidi:

Sono a rischio HIV e devo richiedere PEP e Test nei tempi stabiliti (ho ancora 24 ore disponibili)?

Il numero verde dedicato dell'ISS mi ha assicurato che non c'è rischio ma vorrei sentire altri pareri.

La prego di rispondermi e la ringrazio anticipatamente.

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