Fine dell'obbligo di ricetta medica per la pillola del giorno dopo (per le maggiorenni)

Dr.ssa Lucia VecoliData pubblicazione: 13 maggio 2015

Finalmente anche l'Italia, con la pubblicazione sulla Gazzetta  Ufficiale dell'8 maggio, si adegua alle normative europee liberalizzando l'acquisto diretto in farmacia, senza ricetta medica, della pillola Ellaone, efficace entro 5 giorni dal rapporto sessuale a rischio.

Tale pillola contiene il principio attivo ulipristal acetato, attivo nell'inibire l'ovulazione.

L'efficacia del farmaco è maggiore se assunto nelle prime ore dal rapporto a rischio, poi successivamente diminuisce, ma si puo' attendere qualche ora e andare tranquillante in farmacia il giorno dopo.

Finiranno così le vecchie scorribande notturne di donne giovani e meno giovani per richiedere la ricetta della pillola del giorno dopo, le telefonate ai medici curanti, l'assalto del sabato sera  ai presidii di guardia medica, ai pronto soccorso, ai reparti di ostetricia e ginecologia. Talvolta  si verificavano innumerevoli peregrinazioni da un centro all'altro per frequenti rimpalli di responsabilità in nome di una obiezione di coscienza assai poco comprensibile e giustificabile, trattandosi non di un farmaco abortivo, ma semplicemente contraccettivo. Qualche medico o farmacista è stato anche denunciato per non aver prescritto il farmaco o per non averlo dispensato o ave comunque indirizzato la donna dove avrebbe potuto avere la sospirata ricetta.

Ellaone è un farmaco praticamente non abortivo e privo di rischi, per cui cade anche l'obbligo, fino ad ora solo italiano, di effettuare un test di gravidanza prima di prescriverlo. D'ora in poi sarà acquistabile in farmacia come tutti gli altri prodotti da banco.

L'obbligo di ricetta medica in Italia al momento permane solo per le minorenni, probabimente perchè nel loro caso si ritiene opportuna qualche spiegazione in più.

Speriamo che questa maggiore facilità di accesso al farmaco suddetto possa ridurre il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza, purtroppo ancora diffusa nel nostro paese.

 

Fonte: www.gazzettaufficiale.it

 

Autore

luciavecoli
Dr.ssa Lucia Vecoli Ginecologo

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1980 presso Università. Di Pisa.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Lucca tesserino n° 1235.

4 commenti

#1
Utente 382XXX
Utente 382XXX

Buongiorno Dottoressa
Rendendo il farmaco così accessibile non vi è il rischio di abuso? Non sarebbe stato necessario avviare prima di questa liberalizzazione delle campagne di informazione?
Inoltre essendo questo un farmaco contraccettivo e non abortivo, non è vietato sollevare obiezione di coscienza e dunque illegale rifiutarsi di dispensare il farmaco?

#2
Dr.ssa Lucia Vecoli
Dr.ssa Lucia Vecoli

Egr. collega, concordo con lei nel senso che, pur non essendo Ellaone un farmaco pericoloso per la salute, le donne non sono state informate da una doverosa campagna sui mass media, ma tuttavia, conoscendole, credo che presto, con il passaparola, risolveranno da sé la situazione.
Per quel che riguarda la seconda parte della domanda, purtroppo le devo dire che l'ignoranza in materia non riguarda solo le utenti, ma anche gran parte dei medici. Fino ad oggi la maggior parte delle le donne sono state costrette a lunghe peregrinazioni notturne per farsi fare la ricetta, quando ancora ve ne era l'obbligo, respinte dal medico di guardia medica al pronto soccorso, da questo al reparto di Ginecologia dell'ospedale più vicino, quando andava bene, in nome di una assurda ed ingiustificata obiezione. Oltretutto la maggior parte degli operatori non conosceva e non conosce Ellaone. Si metta nei panni di una povera donna, che doveva e ancora deve subire la vergogna di raccontare i fatti propri a estranei, attraverso una specie di catena di S.Antonio che quando va bene culmina con la sospirata ricetta, altrimenti con un "respingimento" ! Ricordo il caso di una paziente, in trattamento con un farmaco teratogeno, cui la collega ginecologa di turno non prescrisse Ellaone al 4° giorno dal rapporto solo perché .... non lo conosceva! Meglio quindi che lo scoglio sia stato superato con la dispensazione diretta, considerando la sicurezza del farmaco.
Per concludere le ricordo il caso dell' aspirina, da cui, se se ne abusa, possono derivare gravi emorragie gastriche, eppure è in vendita senza ricetta in tutte le farmacie della Repubblica. Cordiali saluti.

#3
Utente 382XXX
Utente 382XXX

Egregia Dottoressa,
Detto che ogni obiezione sollevata in relazione ad Ellaone non era di fatto contemplata dalla legge anche prima della liberalizzazione, in quanto contraccettivo e non abortivo, mi vien da pensare che anche ora chi ha il dovere di dispensare il farmaco (es. farmacista) possa rifiutarsi di farlo per questioni etiche/religiose (che non condivido, ci tengo a sottolineare).
In questo caso l'ostacolo si ripresenterebbe. Lei che ne pensa?

#4
Dr.ssa Lucia Vecoli
Dr.ssa Lucia Vecoli

L'argomento è già stato affrontato varie volte in passato, perché ci sono stati numerose sentenze contro medici e farmacisti rei di non aver prescritto o venduto la pillola del giorno dopo, che, in quanto non abortiva, non prevede l'obiezione di coscienza. Quindi in particolare il farmacista che si rifiuti di dispensare il farmaco infrange il codice penale e il codice deontologico. Se ne fosse rimasto sprovvisto, ha l'obbligo di procurarsela entro il più breve tempo possibile, altrimenti rischia che la paziente chiami i carabinieri e sporga denuncia. Cordialmente.

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