Batterio resistente? Ti tolgo la pinza!

Dr. Andrea MilitelloData pubblicazione: 26 marzo 2014

Come sappiamo molte infezioni sono ormai antibiotico resistenti. Che cosa si può fare?

Uno studio pubblicato dalla rivista Chemistry&Biology ha pubblicato un intressante articolo dal quale si evince che, in questi casi, l’uso di alcuni antidolorifici sarebbe in grado di eliminare i batteri resistenti con un altro meccanismo di azione

Lo studio appartiene ad un gruppo di studiosi della  della University of Wollongong, coordinati dal Dottor Aaron Oakley, che hanno studiato gli effetti di tre noti farmaci non steroidei (bromofenac, carprofen e vedaprofene) e hanno comprovato una chiara azione antibatterica.

Come è possibile questo risultato?

In pratica questi antidolorifici impediscono al germe di replicare il proprio DNA, processo che ne permette la sopravvivenza nell’organismo infettato. Queste tre molecole praticamente annullano l’azione di un enzima chiamato DNA clamp, pinza del DNA, che aiuta l’enzima polimerasi a copiare il DNA.

La pinza  permetterebbe all’enzima di restare adeso alla molecola di DNA permettendone quindi la replicazione.

Bloccando l’aiuto della pinza, quindi dell’enzima dna clamp, il dna non viene replicato e si riuscirebbe a debellare l’infezione resistente.

 

 

Fonte Chimica e Biologia, Yin et al:. “Replicazione del DNA è gli effetti antibatterici di non steroidei anti-infiammatori”. DOI: 10.1016/j.chembiol.2014.02.009

Autore

andrea.militello
Dr. Andrea Militello Urologo, Andrologo, Sessuologo, Patologo della riproduzione

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso Università La Sapienza di Roma.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 43740.

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