Avastin è formulato per uso intravitreale?

Dr. Diego MicocheroData pubblicazione: 08 marzo 2014

Ritengo necessario, visto il clamore suscitato da tutti i MEDIA del  caso AVASTIN - LUCENTIS

sottolineare quanto pubblicato dalla SOCIETA' ITALIANA di FARMACOLOGIA  (SIF)

 

"La societa' italiana di farmacologia (SIF) ha espresso su richiesta dell'AIFA il suo parere sull'appropriatezza dell'uso intraoculare di Avastin (bevacizumab)."

"La problematica relativa all'appropriatezza dell'uso intraoculare di Avastin riguarda principalmente 2 aspetti:

1) la presenza di una norma (legge 94 del 1996) in ITALIA che vieta l'uso di farmaci OFF LABEL di un farmaco per indicazione registrata di un altro medicinale disponibile in commercio, e la modifica , introdotta dall'EMA Agenzia Europea dei Medicinali relativamente alle segnalazioni di gravi reazioni avverse di tipo sistemico, quali emorragie non oculari ed eventi tromboembolici arteriosi...

2) da un punto di vista farmacologico bisogna ricordare che AVASTIN (bevacizumab) e LUCENTIS (ranibizumab) pur riconoscendo lo stesso bersaglio sono molecole profondamente diverse da un punto di vista strutturale e farmacologico.

BEVACIZUMAB (AVASTIN) e' un anticorpo monoclonale umanizzato prodotte in cellule ovariche di Criceto cinese.

RANIBIZUMAB (LUCENTIS) e', invece, costituito unicamente dal frammento FAB dell'anticorpo monoclonale umanizzato prodotto in cellule di ESCHERICHIA COLI ed e' inoltre caratterizzato da una maggiore affinita' nei confronti del VEGF-A rispetto al Bevacizumab stesso.

Pertanto Avastin e Lucentis condividono lo stesso TARGET al quale pero' si legano con diverse affinita' di legame.

Inoltre i 2 farmaci sono differenti per dimensione, nello stato di glicosilazione, nella presenza o meno della porzione Fc , che possono condizionare i profili farmacocinetici delle 2 molecole e che possono tradursi in differenze clinicamente significative.

Studi sperimentali hanno poi dimostrato che il bevacizumab penetra a livello sistemico dopo somministrazione intravitreale nel coniglio, mentre nell'Uomo si osserva una riduzione delle concentrazioni circolanti di VEGF-A.

 

Nel caso di Lucentis (Ranibizumab) non e' stato dimostrato ne' un assorbimento sistemico, ne' una riduzione del VEGF circolante.

Altra differenza e' la dose utilizzata:

AVASTIN BEVACIZUMAB 1,25 mg /0,05 ml
LUCENTIS RANIBIZUMAB 0,5 mg / 0,05 ml

Confezionamento:

Lucentis Ranibizumab e' costituito da un flacone contenente 0,23 ml di soluzione da utilizzare per 1 sola iniezione intravitreale
Avastin Bevacizumab e' distrubuito come flacone contenente 4 ml di soluzione farmaco,
pertanto il medico oculista che esegue l'iniezione intravitreale deve ricorrere a procedure con piu' rischio di contaminazione.

 

Le modifiche e le integrazioni riportate recentemente nel riassunto delle caratteristiche del prodotto di AVASTIN BEVACIZUMAB da parte del Commetee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) dell'EMA che riguardano la descrizione di segnalazioni di gravi reazioni avverse di tipo sistemico hanno indotto l'AIFA a disporre la rimozione dell'uso intravitreale di avastin anche dalla lista ex legge 648 del 1996.

In questo caso AIFA ha proprio agito nello scopo evidente di tutelare la salute del cittadino, anteponendo questa a questioni di natura puramente economica."

 

Fonte: http://www.sifweb.org/docs/sif_position_paper_bevacizumab_lug13.pdf - segreteria organizzativa SIF - sif.farmacologia@segr.it

 

 

Autore

diegomicochero
Dr. Diego Micochero Oculista

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1982 presso Università di Padova.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Padova tesserino n° 4857.

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