L’utilizzo di supporti o tutori preconfezionati per la spalla è un metodo sempre più in aumento negli ultimi anni. Questa norma terapeutica si è implementata quando i principi che regolavano la chirurgia ortopedica e traumatologica, sono passati da una concezione statica-rigida a quella dinamico-elastica.

Quando si verifica una lussazione dell’articolazione scapolo-omerale, questa può manifestarsi in modi diversi ma fondamentalmente si distingue in:

• Lussazione anteriore: quando l'omero si lussa anteriormente; in questi casi il tendine sottoscapolare e la capsula articolare si deformano e/o si ledono, permettendo alla testa dell'omero di scivolare e lussare in avanti.

• Lussazioneposteriore:quandolatestadell’omerosidislocaposteriormente;inquesticasi, il tendine sottospinoso si deforma e/o si lede e permettendo alla testa dell'omero di scivolare all'indietro.

 

In entrambi i casi, sono modificati e/o lesi – oltre alla capsula – i tendini stabilizzatori del cingolo scapolo-omerale ovvero i tendini SST e SSC, consentendo che l'articolazione diventi instabile proprio perché uno o entrambi questi tendini non svolge più il suo lavoro e non è più in grado di spingere la testa dell’omero sulla glena della scapola coadiuvando alla tenuta del l'articolazione della spalla.

SSC = sottoscapolare SST = sottospinoso

Quando un tendine viene leso in questo modo, non ritorna mai alla sua originale funzione anatomica ed il suo grado di lesione influisce sulla recidiva e sulla scelta del trattamento terapeutico.
Il tutore di spalla – adeguatamente prescritto – ha proprio la funzione di vicariare la lesione di uno o entrambi questi tendini.

Le modalità tecniche con cui agiscono questi tutori sono rappresentate soprattutto dal mantenere la posizione della testa omerale nella sua sede glenoidea ma fornire una adeguata coesione della testa sulla glena attraverso le forze intrinseche sviluppate dall’azione del tutore.
E’ bene, tuttavia, ricordare che nella stabilità scapolo-omerale, oltre a quelli enunciati, intervengono altri fattori come:

FATTORI STATICI

  1. Angolo di versione glenoideo

  2. Cercine glenoideo

  3. Pressione intrarticolare negativa

  4. Adesione-Coesione

 

FATTORI DINAMICI

  1. Cuffia dei rotatori

  2. Capo lungo del bicipite

  3. Rotatori della scapola

  4. Propriocezione

Trascorso un periodo di circa 4 settimane si rimuove il tutore, si effettua una valutazione clinica e si autorizza una lenta e graduale mobilizzazione della spalla con rinforzo della muscolatura.

SALUTE IN SPALLA
Chirurgia e Artroscopia Spalla e Gomito Luigi Grosso
www.luigigrosso.net

luigigrosso@mail.com