Tosse e reflusso gastro-esofageo

Dr. Carmine CapassoData pubblicazione: 19 dicembre 2010Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2015

L'esperienza giornaliera, evidenced based, mostra un sensibile incremento della patologia da reflusso gastro-esofageo: molti disturbi acido-correlato, a livello laringeo, venivano etichettati come "globo isterico" e trattati di conseguenza con spasmolitici ed ansiolitici! molti granulomi cordali posteriori venivano operati in microlaringoscopia numerose volte e puntualmente recidivavano.

La tosse frequente, soprattutto post-prandiale e notturna venivano classificate come allergiche o "nervose". Attualmente, una corretta anamnesi, una valutazione orl completa (esame nasofibrolaringoscopico) potra' evidenziare una laringite da reflusso gastro-esofageo suddivisa in 4 stadi: a) iperemia e tumefazione mucosa interaritenoidea posteriore; b) a + iperemia delle corde vocali vere; c)a+b+ granuloma cordale posteriore di 1-2 mm di diametro; d) a+b+c+ granuloma interessante l'intera corda vocale con carattere dispneizzante. Terapia medica con pantoprazolo da 40 mg/die o 80 mg/die (PPI: proton pump inhibitors) secondo la gravita' della patologia, con una durata minima del trattamento di 60 gg, media 6 mesi, a tempo indeterminato in presenza di esofago di Barrett.

Indispensabile la valutazione del gastroenterologo nello stadio "c" e "d" o per trattamenti con pantoprazolo superiori ai 60 gg.: i gastroenterologi consigliano una EGDS (esofago-gastro-duodenoscopia) con biopsia dopo i 40 anni e in presenza di recidive della sintomatologia dopo sospensione della terapia. Utile UBT (urea breath test). Poco utile sec. i gastroenterologi. la ph-metria gastroesofagea tradizionale e la check dual probe (due sensori: uno a livello crico-esofageo e l'altro a livello gastro-esofageo), considerata metodica indaginosa e oltremodo scomoda per il paziente. Anche in ambito pediatrico si è notato un incremento di tale patologia: “l’immaturità” dello sfintere gastro-esofageo determina, nei piccoli pazienti, la presenza di facilità al vomito mattutino, dopo qualche colpo di tosse o subito dopo aver mangiato e la presenza di tosse persistente diurna e notturna, soprattutto nelle prime fasi del sonno.

Anche risvegli notturni con accessi di vomito sono acido-correlati: i test allergologici sono negativi e, spesso per l’età dei pazienti, rimangono a lungo negativi, ma l’evidente inefficacia del trattamento antistaminico richiede l’utilizzo degli inibitori di pompa come omeprazolo in primis (10 mg/die sotto i 10 Kg 20mg/die sopra i 10 kg per 30-60 gg). I gastroenterologi consigliano nei pazienti pediatrici, dove necessita un trattamento prolungato, una pHmetria o eventualmente una EGDS. Per approfondimenti: “Studio multicentrico: correlazione clinico-statistica tra dati clinici e rilievi strumentali nel reflusso laringofaringeo: proposta di un nuovo criterio di classificazione del reflusso in ORL” C.A. Leone, F. Mosca – Dipartimento di ORL, Ospedale Monaldi, Napoli – ACTA OTORHINOLAYNGOLOGICA ITALICA 26,264-270, 2006

Autore

carmine.capasso
Dr. Carmine Capasso Otorinolaringoiatra

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1992 presso UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BARI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Bari tesserino n° 9926.

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