acufeni

Gli acufeni si possono curare

Dr. Flavio ArnoneData pubblicazione: 20 marzo 2014Ultimo aggiornamento: 02 dicembre 2020

Quasi tutti hanno sentito almeno una volta nella vita un fischio o un ronzio auricolare per pochi istanti, riconducibile al disturbo degli acufeni.

Quel fischio nelle orecchie che si chiama acufene

Gli acufeni si manifestano come una sensazione uditiva percepita nelle orecchie, o nella testa, in assenza di uno stimolo sonoro esterno. In alcuni casi la sua presenza diventa costante e cronica, con un conseguente impatto psicologico invalidante.

Il paziente che soffre di acufeni solitamente si trova davanti alla difficoltà delle poche informazioni e notizie sbagliate che sono presenti su questo argomento e che vengono spesso fornite anche dagli stessi specialisti. Gli vengono spesso rivolte le classiche frasi: “non c'è più nulla da fare", "dovrà rassegnarsi!”, "deve conviverci”, "non si può curare”, oppure classicamente crede, o peggio viene portato a pensare, di avere una grave malattia: “avrò un tumore al cervello?".

Cura dell'acufene

Gli acufeni sono un sintomo

L’acufene può avere origine in qualunque parte del sistema uditivo e intanto è bene ricordare che è da considerarsi come un sintomo e non una vera e propria patologia.

Inoltre, nella maggioranza dei casi, l'acufene non dipende da malattie gravi, ma è semplicemente una conseguenza del danno cocleare, spesso fisiologico (presbiacusia), a volte potenziato da altri problemi (disfunzioni dell’ articolazione temporo-mandibolare, disturbi muscolotensivi (cervicale), vascolari, neurologici…) e diventa patologico e cronico, per le sensazioni negative che sviluppa nel paziente, che di base è già spesso molto stressato, emotivo, ansioso o anche depresso.

Bisogna poi ricordare che, dopo qualche tempo, gli acufeni vengono “centralizzati”, ovvero mantenuti e ricreati direttamente nel cervello, anche se la causa di partenza del disturbo non è più presente.

Curare gli acufeni

Ad oggi, purtroppo, non esiste ancora una terapia che guarisca definitivamente il problema ma, nonostante tutti i limiti del caso, è possibile affermare che, ormai da tempo, si può risolvere il disturbo dell'acufene ed è giusto rassicurare il paziente.

La terapia TRT (Tinnitus Retraining Therapy)

La terapia consiste nell’eliminare le associazioni negative che si sono create in risposta all’acufene stesso, che viene considerato inconsciamente una sorta di “pericolo”, utilizzando la tecnica ormai riconosciuta in tutto il mondo della TRT (Tinnitus Retraining Therapy).

Si tratta di una terapia di riadattamento (che si basa sul modello di Jastreboff) o, meglio, di riprogrammazione dell’acufene, attraverso la quale se ne può diminuire l'intensità, aiutando e migliorando l'adattamento fisiologico a livello centrale. A volte vi è anche una remissione completa della sintomatologia.

Tutti gli stimoli elettrici sonori passanti lungo le vie uditive, prima di giungere alla regione centrale corticale dell’udito e trasformarsi in suono cosciente, sono in realtà soggetti ad un filtraggio lungo alcune zone (sottocorticali) del sistema nervoso autonomo, potendo così essere discriminati e quindi diminuiti, soppressi o anche amplificati.

Quando, ad esempio, siamo in un ambiente con l’aria condizionata, noi in realtà sentiamo il rumore del dispositivo, ma in pratica non lo percepiamo: infatti il suono prodotto viene considerato poco importante e inutile per il cervello che appunto, non ce lo fa sentire.

La TRT si avvale inizialmente anche del counselling, ossia la spiegazione che il fischio nell'orecchio è riconducibile al fenomeno acufene (a volte può essere fondamentale anche solo questo colloquio). Dopodiché, con il tempo e con l’applicazione della terapia, si potrà raggiungere questa capacità di filtraggio, non solo per i suoni irrilevanti, ma appunto anche per l’acufene, che per molto tempo è invece stato interpretato erroneamente dal nostro cervello, come uno stimolo di allarme assolutamente e “paradossalmente “necessario da percepire.

Affidarsi a uno specialista

Bisognerà pertanto affidarsi a uno specialista preparato sull'argomento che effettuerà una visita di secondo livello, o appunto counselling (colloquio), nella quale il paziente dovrà effettuare esami audiologici di base e più approfonditi.

Altre terapie

In base a quanto emerso dai primi esami sarà possibile applicare le seguenti terapie:

  • Applicazione di Generatori sonori personali e/o ambientali che, producendo suoni a varie frequenze ne riducano il fastidio facilitando il meccanismo dell'abitudine.
  • Prescrizione di Protesi acustiche particolari (open fitting) per i pazienti che presentino una ipoacusia di un certo grado (ipoacusie gravi ad esempio non possono beneficiare di tali protesi). Infatti il ripristino di una buona percezione del rumore ambientale aiuterà a mascherare l'acufene.
  • Varie terapie farmacologiche, che agiscano indirettamente, ma con efficacia, ad esempio allo scopo di diminuire lo stato d’ansia ovvero la depressione, pre-esistenti o spesso conseguenti al disturbo stesso, ma anche a consentire un discreto riposo (molti pazienti hanno difficoltà ad addormentarsi) e migliorare la funzionalità del microcircolo vascolare dell’orecchio interno.
  • Tecniche di rilassamento come ad esempio l’agopuntura o lo yoga
  • Terapia di supporto psicologico in tutti quei casi dove vi sia un disturbo emotivo provocato direttamente dal tinnito, ma più spesso già presente di base. Molto frequente è, infatti, l'associazione con stati d'ansia o depressione e non necessariamente patologici, ma semplici stadi iniziali o anche forme caratteriali.
  • Utilizzo di apparecchi ortodontici (bite) al fine di alleggerire le tensioni muscolo-tensive a livello dell'articolazione temporo mandibolare, spesso associati al problema acufene
  • Terapie nasali, in quanto un disturbo rinogeno può creare occasionale o persistenti disturbi di compensazione che possono enfatizzare l'acufene.

Autore

flavioarnone
Dr. Flavio Arnone Otorinolaringoiatra

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 0 presso universita' di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 37269.

17 commenti

#10
Utente 266XXX
Utente 266XXX

Articolo interessantissimo.
Quante volte molti otorini interpellati ,anche di audiologi titolari di cattedra ,mi hanno detto: impari a conviverci.

#11
Utente 865XXX
Utente 865XXX

Vorrei sapere se delle sostanti antiossidanti chiamate alfa-tocoferolo e colecalciferolo rigenerando le cellule danneggiate del timpano possono risolvere il problema degli acufeni.
il farmaco che contiene questi principi attivi si chiama Tinnitusstop di invenzione americana.

#12
Utente 378XXX
Utente 378XXX

Anch'io ho una ipoacusia e acufene continuo all'orecchio sinistro da due anni e vorrei sapere se il farmaco menzionato sopra il Tinnitusstop, e' efficace. Grazie

#13
Utente 373XXX
Utente 373XXX

Salve, una decina di giorni fa, a seguito di un periodo di lavoro estremamente duro, sono tornato a casa con fortissimi dolori al collo e alla testa e un fischio all'orecchio sinistro di intensità allarmante. Preciso da subito due cose: i dolori cervicali sporadicamente li avevo già avvertiti in precedenza ma non erano mai stati così gravi e, secondo, il giorno dopo averci dormito su, il fischio all'orecchio è diminuito a livelli più tollerabili. A seguito di risonanze magnetiche mi sono state diagnosticate delle ernie cervicali e protusioni varie (sono ora in cura da un fisioterapista, ma ho fatto solo una seduta finora), mentre un otorino che mi ha visitato a Roma mi ha prescritto una settimana di cortisone (deltacortene 25mg), periodo che ho terminato iniziando a prendere cortisone da 5mg per altri cinque giorni. Domani mi farò visitare da uno gnatologo perché ho il timore che durante il sonno io serri troppo le mandibole peggiorando la situazione.
Tutto ciò premesso in sintesi, devo precisare che il mio maggior problema è questo fischio all'orecchio, per il quale il mio otorino non si è proprio pronunciato (tutto quello che so l'ho appreso da solo su Internet! Compreso il termine stesso di acufene che ho conosciuto in rete). Vorrei avviare una cura perché non vorrei arrendermi a questo fastidio piuttosto penalizzante (oltre ad essere acuto nei momenti in cui si va a dormire, mi sembra pure che nel momento della sveglia sia ancora più forte. Ed ho il timore che io possa sviluppare a brevissimo una sorta di paura verso il sonno e il riposo, che sarebbe un vero dramma, come è facile immaginare) e per questo le chiedo con una certa urgenza se a Roma conosce uno specialista preparato sul problema a cui potrei rivolgermi il prima possibile. Non solo per tranquillizzarmi ma anche per evitare nel frattempo un deleterio e scoraggiante fai da te. Spero che mi potrà aiutare, grazie.

#14
Utente 396XXX
Utente 396XXX

Egregio Dr. Arnone, sono una ragazza di 23 anni a cui è stata diagnosticata l'otosclerosi al primo stadio dopo aver eseguito gli esami audiometrici e l'impedezometria. Il mio problema sono gli acufeni che ho da circa 14 giorni, stati ansiosi e depressivi e vertigini. Poiché lei ha ampia conoscenza sugli acufeni può dirmi se nel mio caso i ronzii andranno via con un'adeguata cura farmacologica? O nel caso l'otosclerosi dovesse aggravarsi e dovessi sottopormi all'operazione chirurgica risolverò il problema dei ronzii? O passerò il resto della mia vita con gli acufeni e i trattamenti di tipo adattivo? Attendo sue notizie in merito. Cordiali saluti, Anna.

#15
Utente 412XXX
Utente 412XXX

Salve, da qualche mese soffro di acufeni (si alternano dall'orecchio destro a quello sinistro).
Per un periodo abbastanza lungo ho masticato dal lato sinistro della bocca, questo può avere causato gli acufeni?
Ho letto che è possibile risolvere con un bite.
Dr Arnone, mi piacerebbe ricevere la sua opinione.

#16
Dr. Flavio Arnone
Dr. Flavio Arnone

Buongiorno,
Assolutamente si...gli acufeni in moltissimi casi originano da problemi malocclusivi e poi hanno una enfatizzazione emotiva ... Il consiglio in questi casi e' di andare da un Gnatologo

#17
Utente 456XXX
Utente 456XXX

il suo articolo mi ha incoraggiato dottore grazie. Ho consultato 5 otorini per sentirmi sempre ripetere la stessa cosa, che mi devo rassegnare e che devo ricorrere ad una protesi acustica ma nessuno che sia stato empatico o che abbia tentato di capire a fondo il mio problema. In seguito ad ipocusia orecchio dx da Giugno scorso vivo con le orecchie tappate come se fossi sott'acqua,in certi gg migliora in altri mi sento anche un senso di pressione alle orecchie.Ho cercato di documentarmi ho pensato pure che potesse essere idrope perchè la sensazione è quella di acqua nelle orecchie ma nessun otorino è riuscita a fare una diagnosi con una semplice visita esterna. Non posso pensare alla mia età di dovermi rassegnare a vivere così per incompetenza dei dottori, in certi momenti mi sembra di impazzire ma devo far finta di niente per amore dei miei bambini e non destare preoccupazione in loro. Qualcuno mi puo' consigliare un bravo otorino in Toscana sappia riconoscere la mia patologia? Ovattamento, fullness? grazie infinite

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