L'effetto dello stress sulla modulazione del dolore

Dr. Massimiliano IacucciData pubblicazione: 12 febbraio 2015

Gli autori di questo studio sono rimasti sorpresi di scoprire che in una situazione di stress psicosociale - come durante un esame – le persone trovano più difficile inibire il dolore e hanno la sensazione che sia più intenso.

I risultati sono sorprendenti in quanto normalmente si tende a ritenere che le persone diventino più resistenti al dolore in condizioni di stress acuto.

Nello studio, che ha coinvolto 29 soggetti di sesso maschile, si sono somministrati dei problemi di matematica. Lo stress è stato generato dicendo più volte ai soggetti che le loro risposte ai quiz matematici erano sbagliate, anche quando invece erano corrette. I livelli di stress sono stati misurati somministrando questionari di stress e ansia, e valutando variabili autonomiche ed il cortisolo salivare.

Prima e dopo il test di matematica, questi soggetti sono stati sottoposti ad una serie di prove che misuravano la soglia, il grado di intolleranza e la modulazione del dolore, di fronte a stimoli termici di “calore”.

I risultati, pubblicati sulla rivista Pain, erano l'esatto opposto di quello che si aspettavano (Geva et al., 2014).

La professoressa Ruth Defrin, che ha condotto lo studio, ha spiegato:

"Eravamo sicuri che avremmo osservato un aumento della capacità di modulare il dolore, perché sono noti i resoconti di persone che si fanno male durante scontri o negli sport agonistici che riferiscono una maggiore capacità di modulare il dolore. Ma siamo rimasti sorpresi di trovare tutto il contrario. Mentre non vi è stato alcun effetto visibile dello stress acuto sulla soglia o sulla tolleranza del soggetto al dolore, la sua modulazione è diminuita in modo significativo. "

In altre parole: sotto stress i soggetti erano in grado di poter far fronte alla stessa quantità di dolore, ma non erano in grado di ridurre la sensazione di dolore.

Alcune soggetti che hanno partecipato all’esperimento erano particolarmente sensibili allo stress, la professoressa Defrin ha spiegato:

"Abbiamo scoperto che non solo lo stress psicosociale riduce la capacità di modulare il dolore, ma tale riduzione è risultata significativamente più intensa tra i soggetti più stressati. Più alto era lo stress percepito, più disfunzionale era le capacità di modulare il dolore.

Dai nostri studi e da altri studi precedenti sappiamo che lo stress cronico è molto più dannoso dello stress acuto, non solo rispetto ad una capacità disfunzionale di modulazione del dolore, ma anche rispetto al suo impatto sul dolore cronico e sulle malattie sistemiche "

La professoressa Defrin ha continuato:

"La vita moderna espone gli individui a molti, ricorrenti situazioni stressanti.
Mentre non vi è alcun modo di prevedere il tipo di stress a cui saremo sottoposti nelle diverse circostanze, si consiglia di fare tutto quanto in nostro potere - adottare tecniche di rilassamento e di riduzione dello stress, fare psicoterapia -  per ridurre la quantità di stress nella nostra vita".

 

Autore

miacucci
Dr. Massimiliano Iacucci Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 2012 presso Sapienza - Università di Roma.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio tesserino n° 20523.

2 commenti

#1
Utente 355XXX
Utente 355XXX

Buongiorno, vorrei solo testimoniare che, sino al 29 gennaio di quest'anno ho assunto, a partire dal 2013 oppiacei forti per controllare un dolore cronico di componente presumibilmente mista (neuropatica e muscolo scheletrica). In tal giorno ho deciso di sospendere tutto a causa di disturbi collaterali che potevano essere imputabili al farmaco ma anche a "normali" risposte in diversa di situazioni stressanti ormai diventate croniche. Ho fatto una prova empirica, ovvero ho sospeso il farmaco e rimosso temporaneamente la fonte di stress e preoccupazione. Considerato pure che l'origine del dolore ha anche una componente posturale (lavoro seduto), con l'astensione del lavoro, origine patologica di varie problematiche, io non ho fatto esperienza di dolore se non in tardo pomeriggio ma mai dell'intensità provata precedentemente. Mi sono sorti dubbi in merito alla "reale" percezione del dolore ma gli specialisti che mi seguono mi hanno assicurato che la descrizione di ciò che provo, unitamente all'esame obiettivo mio classifica come "caso da manuale", ovvero le informazioni che fornisco sono talmente coerenti che hanno escluso problemi "immaginari", cioè il dolore che provavo era reale. Ora, con terrore, attendo il rientro al lavoro e facciamo la prova del nove.
Buona giornata

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