famiglia

La manipolazione affettiva genitoriale

Dr. Marco SalernoData pubblicazione: 17 febbraio 2015Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2021

I genitori sono la fonte di protezione, rassicurazione, accoglienza e amore incondizionato che agiscono per il bene dei figli e favoriscono la loro crescita, soddisfando i loro bisogni e favorendo l’acquisizione dell’autonomia.

Problemi dei genitori e conseguenze sui figli

La coppia genitoriale è composta da due individui distinti che vivono, agiscono e pensano a seconda del grado di consapevolezza e di maturazione affettiva emotiva che hanno raggiunto. È possibile distinguere genitori sani ed equilibrati che allevano i loro figli amandoli in modo nutriente e responsabile, riconoscendoli come esseri viventi a sé stanti. Sono consapevoli dei loro punti di forza e dei loro limiti, desiderosi di migliorarsi e di ascoltare i propri figli per garantire loro una vita equilibrata ed emotivamente soddisfacente.

I genitori affetti da problemi psicologici, da nodi esistenziali irrisolti, da dipendenze e da patologie psichiatriche, situazione molto diffusa più di quanto si possa immaginare, manifestano ogni giorno nella relazione con i figli il loro disagio sotto forma della manipolazione affettiva.

Essere genitori non implica avere la capacità di amare consapevolmente i propri figli, un genitore è colui che genera i figli fisicamente o li adotta, ma sono solo le singole persone che attribuiscono un significato autentico a questo ruolo. Coloro che, pur essendo genitori, vivono nella relazione con i figli le loro ferite infantili si caratterizzano per un alto grado di immaturità che crea un clima emotivamente tossico nella famiglia.

Manipolazione e bambini "ammaestrati"

La profonda confusione tra i bisogni dei figli e i bisogni infantili dei genitori, che si comportano ancora come bambini con la loro prole, è alla base del processo di manipolazione affettiva che si innesta sul bisogno di accudimento che ogni bambino ha. Un bambino ha bisogno della presenza e dell’assistenza di almeno un adulto per fare fronte ai propri bisogni, il genitore in quanto adulto deve adeguarsi alle esigenze dei figli e non viceversa.

I bambini hanno bisogno di sentirsi amati, l’amore deve essere manifestato in modo chiaro, non ambiguo, con parole e gesti coerenti tra loro, hanno bisogno di una guida e di protezione, di genitori che mantengono le promesse e danno la possibilità ai figli di esprimere i loro sentimenti negativi e positivi. Il sentimento più importante che un bambino può e deve provare è la fiducia in se stesso che affonda le sue basi nell’amore, nell’approvazione dei genitori, nella percezione del proprio corpo e nell’accettazione di sé.

Rapporto genitori e figli

I figli che non si sentono amati non attribuiscono la mancanza di amore ai genitori, ma a se stessi, si sentono in colpa di avere fatto qualcosa che ha portato il genitore ad allontanarsi da loro e si sentiranno inadeguati e non amati. Pur di ricevere amore un bambino arriva a negare le proprie emozioni, ad adeguarsi a tutti i tipi di richieste dei genitori, riducendosi a mendicare l’amore. 

Secondo la psicologa Kathya Bonatti, i bambini non amati cercano in ogni modo di rendere felici i genitori, adeguandosi alle loro richieste e modificando il proprio sentire nella speranza di essere riconosciuti. In questo caso si parla di “bambini ammaestrati” che secondo la Bonatti rimangono legati ai genitori solo compiacendoli e illudendosi attraverso la dipendenza di essere amati.

Questi bambini domani saranno adulti che mendicheranno amore e cercheranno l’appagamento emotivo all’esterno, si aspetteranno che i loro bisogni vengano soddisfatti da un’altra persona, nell’attesa di essere continuamente nutriti, con possibili ripercussioni sulla vita di coppia.

Cause delle ferite emotive

La psicologa Kathya Bonatti distingue due tipi di cause all’origine delle ferite emotive di un bambino:

  1. Cause omissive: si intendono mancanze, assenze, carenza di attenzioni riscontrabili sin dalla nascita, mancanza di cure igieniche che comportano sofferenze e ferite nei bambini. Tra queste cause si annovera anche l’assenza di contatto, calore, carezze, scarso o nessun ascolto, prestare poca attenzione, non sostenerli nelle loro scelte e non sottolineare il loro valore. Tutto questo crea dei veri “buchi emotivi” che vanno a minare l’autostima del figlio.
  2. Cause commissive: sono comportamenti di natura violenta sia fisica che psichica messi in atto volontariamente. Le violenze psicologiche sono quelle che vengono attuate senza forza fisica ma il cui effetto è altrettanto devastante, sono esercitate attraverso la comunicazione verbale e non verbale, punizioni, denigrando i figli con il sarcasmo, l'ironia, sminuendo i loro obiettivi e sforzi, facendo paragoni, riversando su loro la propria insoddisfazione e rabbia. Tra le cause commissive sono annoverate altri tipi di violenza tra cui le violenze energetiche, quando i bambini non subiscono violenza fisica né psicologica diretta ma vivono in una condizione di terrore costante, minacciati da eventi imprevedibili come quando hanno genitori alcolisti.

Sia le cause omissive che quelle commissive sono all’origine della manipolazione affettive e mentali.

Cosa sono le manipolazioni affettive e mentali?

Le manipolazioni affettive e mentali sono un tipo di interazioni che hanno lo scopo di influenzare gli altri senza che questi se ne rendano conto. Sono attuate tramite le parole, i comportamenti e gli atteggiamenti, i pensieri e le discussioni (K. Bonatti).

Nello specifico della relazione genitori-figli la manipolazione è molto facile da mettere in atto perché i bambini sono dipendenti fisicamente ed emotivamente dai genitori e assorbono tutte le informazioni che provengono da loro senza metterle in discussione, ma le considerano una inconfutabile verità anche se contraddetta dai fatti.

Tipi di manipolazione

Si possono annoverare sei tipologie di manipolazione:

  1. Manipolazione omissiva: si attualizza attraverso comportamenti omissivi perpetrati dal padre o dalla madre o da entrambi con azioni come il “non dire”o il “non fare” attraverso le quali i genitori conseguono i loro obiettivi svalutativi nei confronti dei figli. Fanno parte di questi comportamenti il non coccolare, non ascoltare i figli, interromperli quando parlano, non prendersi cura di se stessi, facendo arrivare ai figli il messaggio che essi non sono così importanti.
  2. Manipolazione commissiva: i genitori mettono in atto tale manipolazione per ottenere un loro tornaconto personale di tipo psicologico, sociale, economico. Per esempio i genitori che spingono i figli a sposarsi per avere nipoti, li usano come mezzo per dare un senso alla loro vita a prescindere dai desideri dei figli. I genitori che inviano messaggi ambigui e ambivalenti ai figli chiedendo due cose opposte, distruggono l’autostima dei figli che si sentono incapaci di raggiungere due obiettivi in antitesi. I genitori che creano rivalità tra i figli, che impediscono il raggiungimento dell’autonomia economica e affettiva, che criticano le loro scelte del partner.
  3. La manipolazione raffinata: questo tipo di manipolazione è preceduta da un atteggiamento di generosità e di attenzione per i figli per cui è difficile da riconoscere. Per esempio quando i genitori hanno garantito il benessere ai loro figli pretendono poi che questi li ripaghino soddisfacendo i loro bisogni, confidare a uno dei figli di essere il preferito il quale poi si sente di non avere il diritto di chiedere altro, oppure lodare un comportamento dei figli che va ad esclusivo vantaggio dei genitori come usare i figli come parafulmine per i problemi coniugali, piuttosto che richiedere comprensione dei figli quando questi svolgono professioni di tipo medico, legale, ecc.
  4. Il vittimismo: è il tipo di manipolazione grazie a cui i manipolatori si auto vittimizzano per raggiungere i loro scopi (per esempio quando un genitore trascura la propria salute per lamentarsi ed attirare l’attenzione del figlio, chiedere sempre aiuto per cose che potrebbero fare da soli). Il vittimismo permette di controllare i figli senza chiedere loro nulla in modo adulto, diretto, non assumendosi la responsabilità delle loro richieste.
  5. Il senso di colpa: è il modo principale per controllare i figli e mantenere il potere su di loro facendoli sentire in colpa per qualunque motivo, l’obiettivo ultimo è far sì che loro non sentano mai i loro bisogni ma siano sempre sintonizzati su quelli dei genitori.
  6. Ricatti affettivi: tipico esempio di questo tipo di manipolazione è la frase: ”se non fai questo mamma o papà non ti vuole più bene”. In questo tipo di manipolazione il genitore si dipinge come un martire e il figlio deve salvarlo in ogni modo per non farlo stare male, compiacendolo completamente e negando i propri bisogni e desideri. I genitori che adottano questo tipo di manipolazione presentano ai figli il conto di quanto hanno dato loro, per cui i figli sentono che non hanno ricevuto dai genitori in modo incondizionato e si adeguano alla richiesta di restituire quello che hanno ricevuto (per esempio la madre non ha abortito per cui il figlio deve essere grato; la madre si è sacrificata per cui i figli devono starle vicino; il padre è infelice per cui i figli devono rendergli la vita più vivibile).

Quando la manipolazione è attuata con un figlio piccolo questo, non sapendo cosa significhi “essere cattivo” ma lo apprende in base al significato che i genitori attribuiscono a questa affermazione, congela le proprie emozioni e si adegua completamente al volere genitoriale per non perdere l’oggetto d’amore.

Quando la manipolazione avviene con i figli adulti questi, a causa del ricatto emotivo, non riescono a esprimere la rabbia verso i genitori per paura di far loro del male. Tali dinamiche rimangono sempre uguali anche quando i figli diventano adulti, perché la paura della perdita ha congelato le emozioni al periodo in cui sono avvenute le manipolazioni, per cui le reazioni che gli adulti mettono in atto sono le stesse che adottavano quando erano piccoli.

Autore

marcosalerno
Dr. Marco Salerno Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 2000 presso La Sapienza.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio tesserino n° 12504.

8 commenti

#2
Ex utente
Ex utente

Un articolo veramente interessante e completo.
Complimenti al Dott. Salerno per averci offerto dei validissimi spunti su cui riflettere.

#3
Utente 312XXX
Utente 312XXX

molto interessante!! grazie

#4
Utente 422XXX
Utente 422XXX

Buongiorno Dottore.
Ho avuto una madre così. E non ho avuto un padre. Solo ora inizio a realizzare che i miei problemi relazionali sono dovuti a questo. Ho 30 anni ormai, ma spero non sia troppo tardi per me. Ho provato a parlarle in questo periodo (tra l'altro difficilissimo per me a livello relazionale, lavorativo ed economico), ma continuo a sentire solo manipolazione, vittimismo, sensi di colpa. Finiamo sempre per litigare. Cosa devo fare con una madre così? Si devono chiudere i rapporti? Se ignoro tutto, temo sempre di cadere nelle sue "trappole" e ora che ho aperto gli occhi non la sopporto più. Prima era il centro del mio universo.

#5
Utente 448XXX
Utente 448XXX

Buonasera, io mi ritrovo con una suocera narcisista e un marito inconsapevolmente manipolato affettivamente. In 5 anni di matrimonio siamo riusciti tra alti e bassi a gestire la situazione, ma ora che devo affrontare l''elaborazione di un lutto post aborto spontaneo la situazione è precipitata. Mio marito è irriconoscibile, è arrivato a dirmi che "se non vado a casa della sua famiglia a chiarire (io non ho niente da chiarire, e la madre nonostante sia lei a darmi addosso SEMPRE E ALLE MIE SPALLE, ha deciso che io ho un "qualcosa" contro la loro famiglia e quindi devo andare a parlare non so neppure di quali stupidaggini) procediamo con il divorzio. In questo momento delicato non mi sento di perdere tempo ed energie in scemenze simili, anche perché sto eseguendo esami per poli-abortività e lo stress è tanto, ma mio marito è accecato dagli ordini della madre che è arrivato a dirmi che l'aborto avuto due mesi fa "è roba passata. ..perché ci pensi ancora? Cosa pensi di portarti questo dolore a vita?.." Ovviamente rifiuta di capire di essere tra le grinfie dell'abile manipolatrice ed è disposto a mollare tutta la sua vita da adulto pur di accontentare le pretese della Matriarca. In passato più volte gli ho suggerito di fare psicoterapia per riuscire a gestire questo "rapporto malato", ma non ha mai accettato e oggi ci troviamo in questa situazione. Io non so che fare, andare da lei a parlare di niente non risolverebbe la situazione, perché il problema è grosso ed è alla base di questa dipendenza. Proverò a metterlo alle strette con la proposta di un percorso di terapia di coppia ma non so se accetterà.

#6
Utente 249XXX
Utente 249XXX

Salve
Ho quasi 50 anni ho sofferto per anni di DOC di depressione e attacchi di panico ipocondriaca, insomma non mi sono fatto mancare nn.
Ho sempre avuto un carattere debole me ne rendo conto tuttora se devo fare una cosa
Ho sempre mille dubbi paure etc chiedo sempre consiglio a mio fratello ai miei genitori..
Il rapporto con mio padre è sempre stato difficile non ricordo una volta che mi abbia detto qualche parola di apprezzamento di conforto ma sempre o quasi parole di biasimo ...tutt’ora litighiamo spesso e ancora mi rinfaccia i miei fallimenti lavorativi affettivi mi incolpa di non aver fatto di più di avere avuto paura di tutto....che lui mi ha dato tutto una casa aiuto economico ed ora io invece di esserne contento sono lì a rinfacciargli che se è vero che mi ha dato tutto, molto ha fatto solo perché piaceva a lui, e sperava che piacesse a me, e anche quando gli dicevo e ancora gli dico che io non volevo alcune cose , lui mi risponde che sono un ingrato e che lui non vede l’ora
Di morire così si toglie tutti i problemi
Mi sento in colpa perché vorrei solo
Che lui capisse che è vero che mi ha dato molto di più di quanto avevo bisogno ma
Di affetto di apprezzamento non me ne ha mai dato .... eppure mi sento così in colpa verso di lui...
Chi può darmi un consiglio?
Ciao

#7
Utente 611XXX
Utente 611XXX

Il mio Psichiatra xhe e' una persona squisita come il dott.Pacini ed il suo collega,mi ha chiesto di "uccidere" simbolicamente i miei genitori.Ho sofferto di Doc,Angoscia,Attacchi di Panico.Mi hanno xostretto a laurearmi in cosa non volevo per me.Mi hanno imbalsamato vivo in una attività professionale che non mi piace.Volevo fare medicina ma venne l'inferno.Oggi mi stanno perseguitando per il concorso a Notaio ma a me piace Insegnare e poi sarei felice a fare il penalista.No..i penalisti no!Hai lo studio di famiglia!Il guaio e' che non so come ci si sente ad agire facendo le cose xon desiderio e passione.Glj psichiatri non intendono darmi farmaci.Mi hanno solo chiesto di agire e di agire per Me.Sono abituato a fare il contenitore psichico vuoto e a sintonizzarmi emotivamente ed affettivamente agli altri attendendo l'aggressivita'altrui fino a implodere.Xioe' l'altro percepito sempre come Auctoritas appena si arrabbia rispetto a qualcosa o a qualcuno io contengo la sua rabbia e beh psichicamente vado in default.Sono sempre iperconnesso emotivamente.Se desidero qualcosa sento subito angoscia.Se agisco godendo vengo preso dall'ansia.In sogno spesso vivo l'esperienza di mio Padre xhe mi urla addosso e distrugge completamente la mia percezione e sintonizzazione e relazione con cose e persone.Succede perché tiene a xhe dire su tutto.In più ho problemi con il linguaggio arido e cinico.Per me le cose sono generatrici di senso invece nella mia famiglia le persone sono come merci.A seconda della firma xhe ci metti sopra acquistano valore.

#8
Utente 635XXX
Utente 635XXX

Insomma qua è un disastro c'è un manicomio

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