Amori cattivi: eros, sessualità e cattiveria

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 04 febbraio 2016

“Non esiste indizio più infallibile di un cuore profondamente cattivo, della più bassa indegnità morale, che un tratto di pura e cordiale gioia del danno altrui”.

Arthur Schopenhauer

Da Medea a Messalina, da Lucifero a Caligola, fino ad arrivare ai “cattivi” dei nostri giorni, come Sgarbi e la Santanchè - entrambi dalla personalità collerica - sembra infatti che cattiveria e fascinazione siano un binomio che manipola e seduce, nel sociale, in amore ed in camera da letto.

La cattiveria non ha il medesimo significato per tutti: chi la adopera per tentare di avere il comando, il leader è solitamente un duro, ma non obbligatoriamente un cattivo; chi invece, in culture come la nostra, la considera inadeguata, così la dimensione del comando - e della leadership - dovrebbe passare dall'autorevolezza, più che dalla durezza.

La cattiveria ha comunque un fascino ambiguo, soprattutto in amore.

Dall'uomo che non deve chiedere mai alle parole di Teorema, canzone di Marco Ferradini, sembra che sofferenza e capacità seduttiva, siano l'una conseguenza dell'altra.

 

I mille volti della cattiveria in amore
I modi attraverso i quali si esprime la cattiveria, soprattutto all'interno della vita di coppia, sono davvero tanti:

1- In pensieri, le fantasie sadiche.

2- In parole, le maldicenze e le aggressioni verbali.

3- In atti, dispetti e violenze.

4- In “atti mancati” ed in silenzi, in omissioni e silenzi aggressivi e punitivi, carichi d'astio.

5- Nel silenzio dei sensi, le famigerate cefalee evitanti l'intimità.

6- L'anorgasmia coitale della donna, rappresenta, talvolta, la negazione del proprio piacere al partner (ed a se stessa, ovviamente).

7- L'eiaculazione precoce, ad etiologia psicogena, nutrita da ambulanza ed astio, rappresenta la negazione del piacere alla partner.

8- Anche gli evitamenti sessuali rappresentano un comportamento punitivo ed aggressivo, fino ad arrivare alla totale negazione dell'anima e del corpo al partner, pur vivendo in coppia.

 

La cattiveria è utile alla sessualità?

Alcune coppie adoperano la tensione emotiva generata dai litigi ai fini dell'eros coniugale: erotizzano la cattiveria.

L'eccesso di tenerezza e di dolcezza, in alcuni casi ed in alcuni partners, è anti-afrodisiaco per l'eccellenza, quindi, con modalità premeditate e strategiche, la coppia litiga per accendere il sacro fuoco della passione.

Trasformare il talamo in un ring però, non è immune da rischi.

La sessualità, alla lunga, nutrita soltanto dall'aggressività e dall'astio, sarà depauperata degli altri ingredienti, indispensabili per renderla sempre più appetibile e ludica: l'armonia, l'empatia e l'Amore, sono alcune di queste.

Altri tipi di coppie, hanno bisogno per sentirsi vivi del litigio, di lottare senza esclusione di colpi, di vivere e di amare, sempre con il coltello fra i denti.

Altre ancora, sembrano invece ben assortite in termini di dinamiche e di scelte inconsce: un partner aggressivo e dominate ed un altro docile e sottomesso, senza l'uno non può esserci l'altro e viceversa.

Altri partners soffrono, per esempio, di "rabbia cronica" che inquina le relazioni e le dinamiche familiari, aggrediscono per controllare e dominare, o per mistificare le proprie malfatte.

Amori conflittuali, collerici e dipendenti, si alternano a coppie asimmetriche formate da partners spesso irrisolti sul piano psichico che tentano di trovare la cura dei malanni dell’anima, nella coppia e nell’amore.

Come possiamo vedere, oltre alla fascinazione da cattiveria e dominanza, la cattiveria si coniuga con le dinamiche di coppia, con l'eros e con la sessualità, in svariati modi.

 

Conclusioni

L'aggressività, così come la manipolazione e la cattiveria, non correla con la dimensione dell'amore che, per essere tale, obbliga alla gentilezza ed alla cura.

La giusta distanza in amore, quel difficile e faticoso equilibrio da raggiungere e mantenere tra fusione e separazione, tra dominanza e sottomissione, è la strategia vincente per far sopravvivere un legame all'usura del tempo e della noia.

Spingersi nell'altro con dolcezza, lasciando "spazio ma non distanza".

 

 

  • Harold F. Searles – La psicodinamica della vendicatività – Rabbia e vendicatività – Bollati Boringhieri

 

  • Charles W. Socarides – La vendicatività: il desiderio di pareggiare i conti – Rabbia e vendicatività – Bollati Boringhieri

 

  • "Rabbia e vendicatività" Bollati, Torino Boringhieri.
  • "Ordine e disordine" De Crescenzo Mondadori Milano

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

3 commenti

#1
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone
#2
Dr. Magda Muscarà Fregonese
Dr. Magda Muscarà Fregonese

Molto interessante, Valeria, e molto attuale, vediamo continuamente oggi più che mai la " cattiveria" agire nei rapporti, anche in quelli amorosi, spesso dietro non c'è la forza, ma la frustrazione, il bisogno di vincere , per rassicurare sè stessi,c'é un'aggressività spesa non per raggiungere obbiettivi e traguardi, ma per rassicurarsi del proprio potere..sessuale , amoroso , ma anche sociale..Mentre l'amore e l'amicizia ed anche il lavoro, traggono vantaggio dalla flessibilità e dalla disponibilità a comprendere .. Brava come sempre !! Magda

#3
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Cara Magda,
grazie per le tue riflessioni sempre interessanti ed arricchenti per chi ci legge.

", per rassicurare sè stessi,c'é un'aggressività spesa non per raggiungere obbiettivi e traguardi, ma per rassicurarsi del proprio potere.."

Parole davvero veritiere!
Se lo stesso impegno e sforzo - di tempo ed energie - si impegnasse in cooperazioni ed alleanze amorose e lavorative, si porrebbe andare davvero lontano...
Ed invece?
La cattiveria impera.

Un abbraccio e buon we.

Valeria

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