Amore e paura: le intermittenze del cuore

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 23 ottobre 2015

"Se il lieto fine non c'è mai, ti regalerò sempre nuovi inizi"
Massimo Bisotti

Amore e paura sono talmente intersecati tra di loro da essere l'uno il contro altare dell'altro. Spesso, quando amiamo, ci facciamo domande alle quali non troviamo mai una risposta. Immaginiamo un futuro che non c’è, o che non ci è chiaro.

Le certezze, paradossalmente, aiutano a perdere il controllo in amore; ma la perdita del controllo e delle certezze, è l'unica strada per amare davvero.

Un sentimento così intenso e profondo come l'Amore, travalica le difese della psiche, destabilizza chi lo prova ed obbliga a porsi infinite domande.

Un ingrediente centrale in un rapporto di coppia è la fiducia, elemento che contribuisce ad arginare i possibili momenti di paura insiti nel legame d'amore.

Solitamente più un amore cresce, più rompe gli argini del buon senso e della razionalità, più straripa la passione, più aumenterà in maniera esponenziale la paura.

Abbiamo sempre bisogno di certezze, di verità, di un percorso da poter seguire con argini e confini saldi per poterci lasciare andare ai flutti dell'amore.

Quando ci innamoriamo, diventiamo immediatamente vulnerabili, nudi e senza protezione alcuna, messi a dura prova dalle intemperie correlate al coinvolgimento.

Il percorso che porta una coppia a diventare tale però, non è mai immune da difficoltà e da altalene emozionali, le quali dipendono dalla più segreta geografia psichica di entrambi i partners.

I nostri pazienti ci portano a conoscenza il loro mondo interiore, facendoci avere accesso alla loro più intima sofferenza.

Quante volte abbiamo smentito dire loro:

"Non ho mai smesso di amare, ma di fatto l'ho allontanato..."

"Non posso vivere senza di lui/lei, ma non riesco a vivere con lui.."

"La gelosia è diventata una vera ossessione, non riesco più a sopravvivere..."
E così via.

 

  • Si può sabotare un amore?
  • Ma l'amore ama a metà?
  • Amore e paura possono coesistere dentro lo stesso legame?
  • Si può amare un partner per sempre e non amarlo ogni momento?
  • Le "intermittenze del cuore" sono spia di un disagio del protagonista dell'amore, della storia di quel legame o delle dinamiche di coppia?
  • Ma cosa succede realmente?

Sembra che amore e coerenza non siano sempre in sintonia.

La paura gioca sempre brutti scherzi; quando si ama davvero infatti, è difficile non avere paura.

Paura di lasciarsi andare alle onde anomale delle emozioni e della sessualità.

Paura di soffrire.

Paura di perdere l'oggetto d'amore.

Paura di essere abbandonati.

Paura di essere fagocitati e di smarrire i propri confini.

Paura di perdere l'equilibrio interiore.

Quando si ama, il mantello della forza e del coraggio, lascia spesso nudi e la paura, la fragilità e la vulnerabilità prendono il posto di quella corazza difensiva, spesso, sapientemente costruita durante il corso della vita.
Talvolta i comportamenti difensivi prendono il posto dei comportamenti logici e coerenti e, pur amando profondamente, si imboccano vicoli bui e ciechi, correndo il rischio di fare esattamente tutto il contrario di tutto quello che in realtà si vorrebbe davvero.


Amore e desideri inconsci
Al partner in amore, consciamente o inconsciamente, chiediamo di guarire le ferite d'infanzia:
il poco amore ricevuto da un genitore algido o distratto, ed ancora, di ricevere le carezze evase, il sostegno psicologico non avuto e, per finire, di curare l'anima sofferente e depauperata di attenzioni.

La paura più grande è quella legata alla “dipendenza in amore”: la propria vita dipende da quella di qualcun altro.

Invece di accettare la dipendenza e di trovare una “giusta distanza”, questa viene lottata, ottenendo il risultato opposto, il suo rinforzarsi.

L'amore poi, seduce e spaventa, così quando non ci sono gli estremi adeguati per rendere un legame longevo - come la fiducia, la stima e le prospettive di vita futura - invece di lasciarsi andare a quel sentimento di oceanica fusione, di cui parlava Freud, si scappa via.
Si sprofonda in un abisso di dolore, unitamente a quello che noi clinici chiamiamo “lutto dell’immaginario”, l’impossibilità di guardare avanti ed oltre.
Tantissimi utenti, soprattutto in questi ultimi anni, ci scrivono perché non riescono a vivere un amore duraturo, un amore che possa sopravvivere all'usura del quotidiano ed alla gelosia, ai figli ed al tempo parcellizzato.

 

Passato e presente: nuovi amori risvegliano antiche ferite
Quando iniziamo una relazione, di rado siamo pienamente consapevoli dell’impatto che la nostra storia passata ha avuto su di noi e, di conseguenza, sulla coppia.

I modi in cui siamo stati feriti nelle nostre precedenti relazioni, a partire dall’infanzia, influenzano profondamente la nostra modalità di percepire le persone con cui entriamo in contatto, ed anche il nostro comportamento nelle relazioni amorose.
Vecchie dinamiche negative - spesso non adeguatamente elaborate - ci rendono diffidenti nell’aprirci verso il nuovo.
Può capitare di trovare partners che rifuggono l’intimità perchè considerata troppo destabilizzante per la loro psiche, o perchè risveglia antichi sentimenti di perdita e di danneggiamento, o di rabbia e di rifiuto.

Conclusioni
Chi si occupa di coppie, affettività e sessualità, sa bene che le emozioni e le paure negate devono trovare ascolto e che possono anche essere trasformate da crisi in vera risorsa per il singolo e la sua coppia.

La paura non può esserne negata, tacitata o compensata con strategie evitanti o malsane, ma attraversata con coraggio.

La paura ci dice molto di noi, di come siamo stati amati o non amati, protetti o lasciati in balia della vita: è un indicatore di tante altre verità.

La strategia migliore è senza dubbio quella che porta ad attraversare insieme al partner i sentieri impervi della paura, al fine di disinnescare la bomba dell'evitamento e della possibile rottura del legame d'amore, ma, se tale percorso diventa estremamente faticoso o irto di ostacoli, l’aiuto di un clinico può rappresentare la strada maestra per il recupero della qualità di vita e di coppia.

 

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

8 commenti

#1
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone
#2

Articolo coraggioso e molto utile.
Riceviamo infatti tutti i giorni richieste di consulti di utenti bisognosi di certezze, che .. non si fidano..del partner , per motivi diversi e spesso per insicurezza e lontane mancanze , e ferite..
Chiarire le dinamiche delle difficoltà a gestire la distanza è perciò fondamentale.
Brava Valeria ! Magda

#3
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Grazie Magda per i tuoi commenti e consensi.

Buon fine settimana.

Valeria.

#5
Utente 399XXX
Utente 399XXX

Salve dottoressa, e normale aver paura di conoscere un ragazzo mai visto? Sono uscita da una relazione di 5 mesi con un ragazzo 4 anni più grande. Lui si comportava male nello miei confronti non mi dava rispetto ma nonostante questo continuavo ad amarlo. Ora che è finita ogni tanto ci scriviamo ma non penso sia giusto nei miei confronti visto che provo ancora qualcosa per lui. Ora mi scrive un ragazzo che l'ho conosciuto tramite mio padre visto che ogni tanto lavorano insieme, ma non c'è stato modo di vederci anche perché abita a un ora di distanza.. Anche se per me non sarebbe un problema. Il momento tanto atteso sarà santo prossimo ma ho un po paura di incontrarlo non so se mi possa piacere, visto che mi limito solo con una chat e delle foto, e non so se posso piacerli perché sono la tipica ragazza che parla poco..O forse ho paura di incontrarlo perché penso ancora al mio ex? Sono un po angosciata da una parte vorrei vederlo ma dall altra non sono tanta convinta.
Grazie in anticipo.

#6
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Cara Ragazza,
avere paura di incontrare chi non si conosce mi sembra sacrosanto, oltre che prudente, senza scomodare meccanismi psichici.
I suoi maltrattamenti pregressi sicuramente avranno lasciato traccia nella sua anima, inoltre lei dichiara di pensare ancora al suo ex fidanzato, quindi ha poco spazio, mentale ed emozionale, per il nuovo.

La paura inoltre viene data dal divario che ci sarà di certo, tra idealità - nutrirà da foto e chat - e la realtà, l'incontro.

Si dia tempo...in realtà in ogni relazione esiste sempre un duello tra paura e coraggio....

Inoltre, siamo davvero pronti per un nuovo amore, se riusciamo a fare a meno dei "luoghi della memoria", scenari della relazione già conclusa, luogo dove abbiamo vissuto emozioni che ancora ci condizionano ..

Un caro saluto ed auguri di cuore.

#7
Utente 434XXX
Utente 434XXX

"Al partner in amore, consciamente o inconsciamente, chiediamo di guarire le ferite d'infanzia:
il poco amore ricevuto da un genitore algido o distratto, ed ancora, di ricevere le carezze evase, il sostegno psicologico non avuto e, per finire, di curare l'anima sofferente e depauperata di attenzioni.

La paura più grande è quella legata alla “dipendenza in amore”: la propria vita dipende da quella di qualcun altro.

Invece di accettare la dipendenza e di trovare una “giusta distanza”, questa viene lottata, ottenendo il risultato opposto, il suo rinforzarsi.

L'amore poi, seduce e spaventa, così quando non ci sono gli estremi adeguati per rendere un legame longevo - come la fiducia, la stima e le prospettive di vita futura - invece di lasciarsi andare a quel sentimento di oceanica fusione, di cui parlava Freud, si scappa via.
Si sprofonda in un abisso di dolore, unitamente a quello che noi clinici chiamiamo “lutto dell’immaginario”, l’impossibilità di guardare avanti ed oltre.
Tantissimi utenti, soprattutto in questi ultimi anni, ci scrivono perché non riescono a vivere un amore duraturo, un amore che possa sopravvivere all'usura del quotidiano ed alla gelosia, ai figli ed al tempo parcellizzato."


Quanto sono vere queste parole. Sto cercando di uscire da una relazione unilaterale e, a posteriori, devo dire "con una brutta persona". Una che ti dice cose come "vorrei una relazione con te, ma mi piacerebbe fare cose anche con altri 10". Abbiamo cercato di mantenere una relazione a distanza negli scorsi mesi - per motivi personali di lavoro, e abbiamo litigato più volte anche pesantemente.

Nell'ultimo periodo (circa da 4 mesi), ho riscontrato bruciori al petto, di intensità crescente al passare del tempo. L'altro giorno ho creduto di avere una mezza paralisi e un quasi-infarto mentre stavo guidando in autostrada per andare a cena da amici. E' possibile che tutto questo sia dovuto solo all'ansia? O potrei avere qualcosa di grave? La ringrazio

#8
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Mi fa piacere che la mia lettura le sia piaciuta.
Alle sue domande non posso rispondere, non è pososbile fare una diagnosi online, per capire se trattasi di ansia, bisognerebbe fare una diagnosi differenziale.

L'unico modo per venir fuori comunque da questa sofferenza, è farsi aiutare da un mio Collega, de visu, per vivere un amore simmetrico, equilibrato, che le dia emozioni, più che sofferenze.

Un caro saluto.

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