Il decadimento cerebrale nel paziente anziano

Dr.ssa Silvia GrecoData pubblicazione: 08 aprile 2020

A tutte le età la memoria dell’uomo rappresenta il fondamento della vita stessa: l’uomo senza memoria è alla ricerca continua di una traccia che ha perduto, per dare senso al proprio itinerario.

La memoria risulta essere la prima capacità cognitiva ad essere compromessa col passare del tempo.

L’anziano quando perde la memoria diventa come un attore senza copione, disperatamente alla ricerca di un contatto con la sua storia per vivere e sentirsi vivo; le sue relazioni affettive, sociali e familiari sono progressivamente sconvolte e finiscono per essere distrutte.

valutazione qualitativa delle funzioni cognitive

Come sosteneva Cicerone: “La memoria è tesoro e custode di tutte le cose” e può essere definita come la capacità di ricreare nella propria mente un’esperienza già avvenuta nella vita.

È una funzione cognitiva complessa, un meccanismo adattivo ed indispensabile per la sopravvivenza, legata all’apprendimento ed al ricordo di determinati tipi di comportamento.

Ma, non esiste solo l’arte del ricordare, ma anche quella del dimenticare, definita oblio.

Il cervello svolge una azione creativa, sceglie, diminuisce, semplifica, associa, utilizza, ma non conserva tutto. Nei soggetti anziani la memoria è un fenomeno multidimensionale che presenta una grande variabilità di funzionamento: alcuni possono avere prestazioni sostanzialmente normali in alcuni compiti e nettamente compromesse in altri.

Essa dipende sia da fattori legati all’esperienza, che dall’integrità biologica residua del cervello, definita dall’acquisizione iniziale meno il declino attribuibile al logorio neurobiologico, alle lesioni cerebrali, alle malattie sistemiche intercorrenti ed alla perdita della plasticità neuronale.

L’anziano incontra la massima difficoltà nello svolgere dei compiti in cui ha a disposizione un tempo limitato per apprendere o per richiamare l’informazione a causa della diminuità velocità psico-motoria; inoltre manifesta una minore capacità nello svolgere contemporaneamente più di un compito e nell’acquisire e richiamare grandi quantità di informazioni.

Inoltre, si verifica anche un calo dell’attenzione, che si manifesta nella minore capacità di sopportare gli elementi di distrazione.

Le carenze psicomotorie e psicosensoriali possono essere in parte sopperite con l’esperienza, l'impegno, la prudenza, la continuità e la validità delle emozioni. Spesso, in associazione a tali problematiche si può manifestare, seppur in maniera lieve, una sintomatologia depressiva, causata dalla consapevolezza di non riuscire a svolgere determinate attività e dalla perdita graduale di una propria autonomia.

Con il trascorrere degli anni l’anziano acquista una saggezza che da giovani non si è avuta. Per tale motivo sono considerati maestri di vita, trasmettitori di storie e saperi. Pertanto, risulta importante e necessario accompagnarli durante il loro percorso alla scoperta non solo dei limiti che limitano lo svolgimento delle normali pratiche quotidiane, ma bensi’ andare alla scoperta di quelle che sono le loro risorse, stimolandole e potenziandole.

Autore

silviacosimagreco
Dr.ssa Silvia Greco Psicologo

Laureata in Psicologia nel 2015 presso Università degli Studi Gabriele D Annunzio Ch-Pe.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Puglia tesserino n° 5658.

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