Sangue nelle urine: arriva la biopsia liquida

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 19 dicembre 2016

 

Quando si presenta del sangue nelle urine e le urine diventano rosse, il corretto termine medico è ematuria macroscopica, tutte le attuali linee guida urologiche danno l’indicazione ad eseguire una uretrocistoscopia diagnostica anche se sappiamo che solo nel 15-20% di questi pazienti si arriverà ad una diagnosi certa di tumore della vescica.

 

             

 

Ora un nuovo test diagnostico, messo a punto inizialmente da un gruppo di ricercatori olandesi, sarebbe in grado di mettere in evidenza la presenza certa, anche nelle cellule del sedimento urinario, di alterazioni del DNA (mutazioni e metilazioni) in modo tale da confermare la necessità assoluta di procedere o meno eventualmente verso un’indagine endoscopica più invasiva oppure indicare valutazioni meno invasive di controllo e di monitoraggio dell’ematuria.

Questa biopsia liquida eviterebbe pure una eventuale biopsia vescicale diagnostica e permetterebbe così di ridurre naturalmente, in modo significativo, anche il numero di uretrocistoscopie nel monitoraggio di pazienti con cancro della vescica già noti e già trattati.

Se verrà confermata la sua elevata sensibilità (97%) e specificità (83%), questo test è destinato a modificare drasticamente tutta la pratica clinica urologica, in presenza di una ematuria macroscopica, e si stima, in modo approssimativo, che il numero di cistoscopie che si faranno dovrebbero ridursi fino ad oltre l’81% con una contrazione anche della spesa complessiva nella gestione di questi pazienti, dato che il test in questione ha un costo che non supera i 25 dollari.

 

   

 

Prima di entrare nella pratica clinica comunque questa indagine dovrà superare altri test finali e per questo è già in programma una ricerca su un campione di almeno 1000 pazienti con ematuria ma senza una diagnosi sicura e quindi non ancora selezionati.

Se la sensibilità e la specificità di questo test dovessero essere confermate con dati più corposi e significativi è prevedibile che questo test si imporrà come un fattore diagnostico nuovo e capace di limitare indagini più invasive e complesse.

 

Fonti:

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1442-2042.2008.02174.x/full

http://www.europeanurology.com/article/S0302-2838(16)00058-0/fulltext/genomic-alterations-in-liquid-biopsies-from-patients-with-bladder-cancer

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26803478

Altre informazioni:

https://www.medicitalia.it/news/urologia/6353-sangue-nelle-urine-nuove-linee-guida.html

https://www.medicitalia.it/blog/urologia/1878-ematuria-un-sintomo-da-non-sottovalutare.html

 

 

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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