HIV AIDS: pandemia in aumento

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 30 luglio 2018

Pandemia da HIV in ripresa.

Questo è il messaggio che ci arriva dalla 22th International AIDS Conference, che si è svolta in questi giorni ad Amsterdam, dove l’Agenzia delle Nazioni Unite per HIV/AIDS (UNAIDS) ha denunciato, in controdendenza rispetto agli anni scorsi, il pericolo di una ripresa della pandemia da HIV con l’aumento di possibili epidemie locali e il significativo incremento di nuove infezioni in ben 50 paesi.

 

  

 

Queste informazioni sono accompagnate inoltre da altre notizie, ancora negative, che riguardano la minor attenzione dei governi e dei media a questa problematica e la drastica riduzione di alcuni finanziamenti erogati per migliorare la prevenzione e la cura della malattia in diversi paesi del mondo.

In Italia è stato approvato, nell’ottobre dell’anno scorso, dalla Conferenza Stato/Regioni il Piano Nazionale AIDS volto a coinvolgere, in un discorso soprattutto di prevenzione, quelle popolazioni e gruppi di persone più a rischio con il determinate aiuto ed appoggio di diverse  associazioni di volontariato e dei gruppi LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender); il piano prevederebbe il ritorno, ove siano state abolite, delle Commissioni Regionali AIDS, la ripresa ad investire nella lotta all’AIDS e l'applicazione anche nel nostro paese del Piano Nazionale per il contenimento dell’epidemia.

 

 

 

Un fattore determinante, capace di contrastare l’ulteriore diffusione dell’epidemia, è quello di sviluppare modalità di informazione e prevenzione soprattutto in quelle fasce di popolazioni considerate a rischio a cui viene attribuito il 47% delle nuove infezioni a livello mondiale.

Ricordiamo che le persone particolarmente a rischio sono quelle che usano droghe per via endovenosa con scambio di siringa: 23 volte più a rischio della popolazione generale, i giovani uomini che fanno sesso con uomini: 27 volte più a rischio dei coetanei eterosessuali, i divi del porno e i transgender da maschio a donna: rispettivamente 13 e 12 volte più a rischio.

 

    

 

Alla 22th International AIDS Conference è stato infine sottolineato come, ancora oggi, i pregiudizi negativi, che riguardano le persone con HIV e AIDS e le persone che appartengono alle fasce considerate a rischio, restano il principale fattore che ostacola un corretto e decisivo contrasto all’epidemia.

 

Fonte:

https://www.aids2018.org/

http://www.unaids.org/en/resources/presscentre/featurestories/2018/july/aids-conference-opens-in-amsterdam

Altre informazioni:

https://www.medicitalia.it/news/andrologia/6905-hiv-virus-da-non-sottovalutare.html

https://www.medicitalia.it/blog/andrologia/3657-dieci-regole-sicure-per-evitare-l-aids.html

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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