Riproduzione dell'apparato maschile con la prostata

L'eiaculazione riduce il rischio di cancro alla prostata?

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Una recente revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su BioMed Central Cancer ha analizzato il possibile legame tra attività sessuale e cancro alla prostata. Lo studio, che ha coinvolto oltre 315.000 uomini, ha valutato fattori come frequenza dei rapporti, numero di partner, età al primo rapporto ed eiaculazioni. I risultati indicano che la maggior parte dei comportamenti sessuali non è significativamente associata al rischio tumorale, mentre una maggiore frequenza di eiaculazioni potrebbe avere un effetto protettivo.

Più eiaculazioni, meno tumore alla prostata

Un gruppo di ricercatori iraniani ha condotto questa ricerca [1] con lo scopo di verificare ed aggiornare i dati su come alcuni fattori legati all’attività sessuale di un uomo, cioè frequenza dei rapporti, numero di partner sessuali, età al primo rapporto, masturbazioni e numero di eiaculazioni, siano collegati all’insorgenza di un cancro alla prostata.

Quanto è diffuso il tumore alla prostata?

Il tumore alla prostata è il secondo cancro più comunemente diagnosticato in tutto il mondo e nel 2022 è stata la quinta causa di mortalità tra gli uomini. Si prevede che la frequenza di questo tumore raddoppierà entro il 2040, da 1,4 milioni a 2,9 milioni di casi all’anno. I paesi con un più alto indice di sviluppo umano mostrano un più alto tasso di incidenza del cancro alla prostata, principalmente attribuito all'invecchiamento della popolazione e anche all'aumento dell'utilizzo dello screening fatto con l'antigene prostatico specifico (PSA).

L'eiaculazione ha un fattore protettivo?

In questo lavoro è stata fatta una ricerca completa degli studi già pubblicati sui database come PubMed, Web of Science e Scopus fino al 19 ottobre 2025. La coerenza dello studio è stata valutata utilizzato le statistiche I 2 mentre i pregiudizi di pubblicazione (Bais) sono stati controllati utilizzando i test di Begg e Egger.

Alla fine di questo complesso lavoro i ricercatori hanno così selezionato 29 studi principali che riguardavano un totale di 315.193 pazienti.

In questo modo è stata così riscontrata un’associazione positiva, ma non significativa, per la frequenza dei rapporti sessuali, l’elevato numero di partner e la frequenza di masturbazione. L’età più avanzata del primo rapporto ha mostrato un’associazione negativa ma sempre non significativa mentre una frequenza di eiaculazioni complessive più elevata ha evidenziato un effetto protettivo significativo. 

Questi risultati sembrerebbero suggerire che la maggior parte dei comportamenti sessuali non sono significativamente associati al rischio di avere o meno un cancro alla prostata. Tuttavia, una maggiore frequenza di eiaculazioni sembrerebbe confermarne un effetto protettivo.

I risultati del complesso lavoro dei ricercatori iraniani sottolineano comunque la natura multifattoriale del cancro alla prostata e sottolineano la necessità di ancora ulteriori ricerche per meglio chiarire il ruolo dell'attività sessuale nella prevenzione di questo tumore purtroppo molto frequente tra la popolazione maschile.

Data pubblicazione: 13 febbraio 2026

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

Medico chirurgo con specializzazioni in Urologia, Andrologia e Patologia della Riproduzione Umana, vanta oltre 15 anni come responsabile di Unità di Andrologia focalizzata su problematiche sessuali e riproduttive in lesioni midollari. Dirige strutture d’eccellenza private-convenzionate per la salute sessuale maschile. Docente in istituti internazionali, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e co-editore di testi specialistici, è esperto in chirurgia andrologica e terapie della fertilità maschile

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