Utente 381XXX
Buongiorno,
chiedevo un Vostro consiglio in merito alla mia situazione. Ho da poco eseguito gli esami del sangue e la Vitamina D è risultata molto bassa: 6.8 ng/ml. Il medico mi ha consigliato 300.000 u/i ogni 20 giorni per 40 giorni. Tuttavia, dal momento che ho vari sintomi cognitivi (come amnesie, fatica di concentrazione, ansia) e che probabilmente sono mesi che questa vitamina è bassa, vi chiedo se è di assumere 10000 u/i al giorno e dopo 2 settimane aumentare a 20000 u/i al giorno, per 2 mesi.

Ho letto vari studi in cui bassi livelli di Vitamina D prolungati nel tempo contribuiscono a seri conseguenze a livello celebrale.

A vostro dire, qual è il modo migliore per procedere?
Secondo voi, la carenza di VIT D può dare sintomi cognitivi - neurologici?

PS: assumo venlaflaxina 37.5 da 3 anni tutti i giorni, xanax 1 mg a giorno, risperidal 1 mg, stilnox 10 mg

[#1] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Segua i consigli del suo medico, un eccesso di vitamina D può dare problemi. Sugli effetti cognitivi della carenza di vitamina D non ci sono dati sicuri, solo teorie.
Se assume una dose così bassa di venlafaxina e soffre di ansia e disturbi della concentrazione le consiglio una consulenza psichiatrica per rivedere la terapia. Le benzodiazepine come xanax in teoria non dovrebbero essere assunte per tempi troppo lunghi.
Franca Scapellato