Utente 399XXX
Buongiorno, mio nipote di 27 anni è stato brutalmente aggredito da una banda di delinquenti che gli hanno sbattuto la testa contro un muro, poi preso a pugni in faccia e infine preso a calci. È in coma farmacologico da 5 giorni e sono state escluse meningite, encefalite. La tac è negativa, la risonanza magnetica idem, l elettroencefalograma ultimo è normale , i valori del sangue normali. Tutto eseguito almeno due volte. Siccome la respirazione è normale hanno tolto l intubazione ma appena calano i medicinali per indurlo al risveglio inizia a tremare in modo esagerato, è agitatissimo, si mette in posizione fetale e devono sedarlo nuovamente. A questo punto mi chiedo come si potrà superare questa fase e soprattutto se tutto ciò che è accaduto potrebbe portare a conseguenze sullo stato intellettivo di mio nipote: potrebbe essere diventato anormale? Potrebbe non capire più nulla? Mi aiuti grazie.

[#1] dopo  
Dr. Dario Giugni

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Gentilissima signora,
una valutazione completa del caso specifico a distanza è purtroppo impossibile perché oltre ai dati strumentali (TC, RM, EEG di cui comunque andrebbero valutate le immagini nel tempo) andrebbero presi in considerazione dati clinici osservabili solo durante la visita medica.
Spesso i pazienti giovani sono agitati al risveglio dal coma farmacologico dopo trauma cranico, ma è un dato troppo isolato per potersi esprimere sulla prognosi (cioè sul recupero) solo sulla base di questo.

I pazienti giovani hanno ampi margini di recupero, ma mi rendo conto che questo non risponde alla domanda specifica su suo nipote; purtroppo, a distanza è impossibile dare una risposta precisa e se lo facessi non sarei onesto. Anzi, spesso nelle prime fasi è impossibile esprimersi anche per i medici che seguono quotidianamente questo tipo di pazienti.

Se non posso rispondere al suo quesito, posso però consigliarle di parlare apertamente con i colleghi che tutti i giorni seguono suo nipote (lei o comunque il familiare di riferimento) che hanno il polso completo della situazione e che sicuramente sapranno darvi informazioni più precise. In ogni caso si prepari a un percorso molto lungo caratterizzato da alti e bassi. Non abbiate nemmeno paura di cercare aiuto voi stessi per superare questo momento difficile; anzi, a volte sono le stesse terapie intensive a offrire un supporto psicologico ai familiari.

Se ha altre domande chieda pure, le risponderemo (sempre nei limiti dettati dalla distanza).

Cordiali saluti,
Dott. Dario Giugni